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Tinteggiatura: è a carico dell’inquilino o del proprietario?

1 Gennaio 2019 | Autore:
Tinteggiatura: è a carico dell’inquilino o del proprietario?

Chi ha l’onere della tinteggiatura? Il patto che la vuole a carico dell’inquilino prima della riconsegna, è valido? Il proprietario può trattenere la cauzione?

Le problematiche connesse ai contratti di locazione sono veramente molteplici, tant’è che se sei stato almeno una volta in affitto, sicuramente avrai discusso col proprietario a vario titolo: ad esempio a proposito della misura del canone di locazione oppure riguardo l’ammontare delle spese condominiali o anche relativamente alle spese di manutenzione dell’appartamento locato. Ebbene, una delle questioni che più frequentemente sorgono in materia, è quella che riguarda la tinteggiatura dell’immobile e, infatti, per questa ragione stai proprio litigando col tuo proprietario. Questi, prima di lasciare l’appartamento, pretende che tu ti occupi di tinteggiarlo, così come lo avevi trovato al momento della consegna. Per questo motivo, ti sta avvisando che provvederà a trattenere la cauzione da te versata al momento del contratto, se non rispetterai la predetta condizione. In realtà, leggendo il contratto di locazione, ti sei accorto che hai sottoscritto proprio questo obbligo. Nel documento, infatti, c’è scritto che al termine della locazione, dovrai essere tu a provvedere alla tinteggiatura: ma è legittima questa clausola? Il proprietario ha ragione oppure potresti contrastarlo, magari con un’apposita azione legale? Se il contratto prevede la tinteggiatura a carico dell’inquilino, prima della riconsegna, il patto è valido? Insomma, la tinteggiatura è a carico dell’inquilino o del proprietario? Ebbene, in questa breve pubblicazione troverai le risposte che stai cercando

Locazione: chi paga la tinteggiatura?

A proposito della locazione e del chi paga la tinteggiatura, è possibile rinvenire varie possibilità. Nella prassi, ad esempio, la tinteggiatura viene fatta dall’inquilino, il quale, anche alla luce dei potenziali otto anni di locazione, preferisce tinteggiare l’appartamento secondo proprio gusto ed esigenza. Detto ciò è altrettanto comune riscontrare il contrario: è infatti frequente assistere al proprietario che consegna un appartamento lindo e pinto, anche allo scopo di favorirne l’affitto e senza pretendere alcuna maggiorazione iniziale o finale. Insomma, come avrai sicuramente capito, non c’è una vera e propria regola consuetudinaria, ma molto è lasciato all’iniziativa ed alle circostanze del caso. Detto ciò, la questione nasce sempre quando i rapporti tra le parti non sono buoni e in particolare, al termine della locazione. È proprio la fase finale della locazione che potrebbe far sorgere il problema ed allora la domanda più specifica dovrebbe essere la seguente: al termine del contratto, chi paga la tinteggiatura?

Locazione: al termine chi paga la tinteggiatura?

A proposito della locazione, se vuoi sapere al termine del contratto chi paga la tinteggiatura, devi necessariamente fare riferimento alla legge. Ebbene, quest’ultima dice che l’inquilino, al momento della riconsegna dell’immobile, deve lasciarlo in uno stato d’uso normale [1] e certamente non deteriorato e/o visibilmente danneggiato. Ed allora, seguendo questa regola, non dovrebbe essere legittimo consegnare un appartamento al proprietario, con le mura visibilmente danneggiate, mentre dovrebbe essere ammissibile una riconsegna, dove invece sulle pareti sono riscontrabili soltanto i normali segni di usura della pittura, dovuti al trascorrere degli anni (ad esempio, il classico scolorimento dovuto alla polvere nel tempo). Se questo dovesse essere il tuo caso, sembra evidente che la tinteggiatura sia a carico del proprietario, il quale, eventualmente, si accorderà bonariamente col nuovo inquilino, per provvedere in tal senso. Ma se invece, il proprietario pretende questa tinteggiatura, fondandosi sul contratto e, in particolar modo, su quella clausola della locazione che prevede in ogni caso quest’onere a carico dell’inquilino, questo patto sarebbe valido?

Locazione: il patto per la tinteggiatura finale è valido?

Nel tuo caso, nel contratto di locazione è scritto che tu debba provvedere alla tinteggiatura dell’appartamento, al termine del contratto. In realtà, le pareti della casa sono in buono stato manutentivo, fatta eccezione per il trascorrere del tempo, ma il proprietario non vuole sentire ragioni: o provvedi alla tinteggiatura oppure tratterrà la cauzione in suo possesso. Ma, nella locazione, questo patto per la tinteggiatura finale a carico dell’inquilino è valido? Secondo alcune decisioni della Cassazione la risposta sarebbe stata negativa. Essa arrivava a questa conclusione, partendo dalla legge in materia, secondo la quale [2], era nullo ogni patto contenuto nel contratto dal quale potesse attribuirsi al proprietario un vantaggio contrario con la legge stessa. Gli Ermellini, quindi, [3] sostenevano che la clausola con la quale era prevista la tinteggiatura finale a carico dell’inquilino, nonostante il normale uso dell’appartamento, era nulla e quindi non valida, poiché attribuiva al proprietario un vantaggio economico non ammissibile. Attualmente, però, questa conclusione non è più sostenibile, visto che la norma citata in nota [2] è stata abrogata [4] in relazione alle locazioni di natura abitativa. Pertanto, a condizione che sia sancito per iscritto, il patto in esame sarebbe valido.


note

[1] Art. 1590 cod. civ.

[2] Art. 79 Legge 392.1978

[3] Cass. civ. sent. n. 11401/1992 – 11703/2002

[4] Art. 14, co. 4 L. 431/1998


5 Commenti

  1. eppure a me e’ successo che il proprietario trattenesse la caparra x ritinteggiare, senza che io potessi contrastarlo, a meno che non lo denunciassi

    1. Gentile lettrice,
      sembra evidente che il suo proprietario abbia trattenuto illecitamente la cauzione da lei originariamente versata e che per ottenere ragione avrebbe dovuto fargli una causa che, evidentemente ha preferito non affrontare.

  2. nel corso di un’operazione di tinteggiatura di una recinzione, sono stati causati alcuni danni ad un’auto da schizzi e macchie di vernice…Il contratto di assicurazione della responsabilità civile che preveda la limitazione della garanzia ai danni derivati da fatti accidentali va interpretato nel senso che la garanzia assicurativa opera anche nell’ipotesi di fatti colposi..

  3. Per aver diritto al rimborso della spesa affrontata per conservare la cosa comune senza autorizzazione dell’amministratore o dell’assemblea, il condomino che vi ha provveduto deve dimostrare che ne sussisteva l’urgenza, ossia la necessità di eseguirla senza ritardo e senza poter avvertire tempestivamente l’amministratore o gli altri condomini.

  4. La semplice finitura con intonaco e tinteggiatura a civile, la pavimentazione in legno, la presenza dell’impianto elettrico non integrano ex se il contestato abuso di mutamento di destinazione d’uso, in quanto detti elementi sono compatibili con la possibile e legittima destinazione del sottotetto a soffitta e non raggiungono, perciò, la soglia di rilevanza dell’avvenuto mutamento di destinazione d’uso. La presenza, poi, di mobili, sedie e materiali vario accatastato e/o disposto in maniera non funzionale appare coerente con l’uso effettivo dei locali come soffitta.

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