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Patente 2.0: arrivano le scuole guida virtuali

14 ottobre 2017


Patente 2.0: arrivano le scuole guida virtuali

> Business Pubblicato il 14 ottobre 2017



La patente virtuale non è futurismo. Nascono le scuole guida tecnologiche che rivoluzionano l’approccio classico alle regole della strada

In passato era il mondo dei videogiochi. Immaginare di guidare un’automobile stando seduti sul divano era un’esperienza interattiva consentita solo attraverso un pc o un simulatore virtuale. Solo per gioco. Oggi, invece, la realtà virtuale sconfina dal mondo dei giochi a quello delle attività produttive e dei servizi. Non a caso, infatti, le aziende che si occupano di formare i giovani – ma anche i meno giovani – per il conseguimento della patente di guida hanno rivoluzionato il loro modo tradizionale di approccio alla strada e alle regole del traffico. Le autoscuole si adeguano e diventano dunque hi-tech. Così, il primo approccio alla strada, agli incroci, alle precedenze, alle regole del codice della strada è virtuale. Attraverso visori ottici 3D e app ci si può calare virtualmente negli incroci e comprendere nel modo migliore precedenze e regole del traffico. E ciò in tutta sicurezza.

Anche le scuole guida e la didattica dei corsi per conseguire la patente si adeguano ai tempi. Già da qualche anno i vecchi moduli cartacei con i quiz su cui andavano apposte le famose crocette sono andati in pensione. Nelle sedi della Motorizzazione, gli esami di teoria si svolgono davanti al computer, mentre grafiche interattive e simulatori hanno già fatto la loro comparsa nelle aule.

Così un gruppo di circa 400 autoscuole ha presentato un nuovo programma virtuale per lo studio e la preparazione all’esame di guida che promette un miglioramento dell’apprendimento fino al 30% grazie ad una formazione più interattiva.

In cosa consiste il nuovo corso?

Il corso prevede che ogni allievo sia dotato di un visore ottico e di un cosiddetto Tagbook, il libro interattivo che integra la realtà aumentata (quest’ultima è la rappresentazione di una realtà alterata in cui, alla normale realtà percepita dai sensi, vengono inserite ulteriori informazioni artificiali e virtuali). La lezione avviene in un’aula virtuale e l’insegnante, attraverso dei codici, riproduce delle situazioni che vengono visualizzate dagli studenti nel visore stesso e rispetto alle quali ciascuno studente deve effettuare delle attività.

Quanto costa?

Le aziende che per prime si sono lanciate nell’esperienza della patente virtuale assicurano che non sono previsti rincari rispetto al costo tradizionale di un corso per conseguire la patente. Ovviamente il ritorno di tale investimento proviene dai numeri, ovvero dagli studenti – e si stima saranno tanti – che sceglieranno di frequentare un corso innovativo e tecnologico.

Alcol e sostanze stupefacenti alla guida: i “danni virtuali”

Alcune aziende automobilistiche, poi, hanno pensato di portare la “strada virtuale” nelle scuole, spiegando – sempre in chiave tech – ai ragazzi come affrontare la strada e mostrare gli effetti dell’uso di alcol e sostanze stupefacenti. Ci sono delle tute capaci di simulare le alterazioni sensoriali e cognitive dovute ad esempio all’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti. La tuta, che simula gli effetti degli stupefacenti e dell’alcol, rallenta i riflessi e annebbia i sensi, attraverso l’uso di fasciature semirigide per ginocchia e gomiti, abbinate a pesi che rendono difficile restare in equilibrio. Una particolare maschera, poi, restringe il campo visivo e produce un’immagine sdoppiata. L’utilizzo di cuffie e occhiali che producono riverberi colorati simulano stati allucinogeni.


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