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Separazione: perde l’affido chi vuole dividere il figlio a settimane alterne

12 Marzo 2013
Separazione: perde l’affido chi vuole dividere il figlio a settimane alterne

No alla spartizione chirurgica dei tempi da trascorrere presso i genitori: la residenza deve rimanere solo quella di uno dei due coniugi.

Nonostante l’affidamento condiviso, il minore viene sempre collocato presso la residenza di uno dei due genitori, anche se entrambi mantengono la potestà genitoriale e gli stessi obblighi e diritti nei suoi confronti.

L’assegnazione presso un’unica residenza è nell’interesse del minore stesso: per garantirgli una stabilità psicologica e anche relazionale (si pensi alle amicizie e alla scuola).

Pertanto, il genitore che, nel ricorso per l’assegnazione del figlio, faccia istanza al tribunale per ottenere l’assegnazione del minore a settimane alterne o a giorni alterni dimostra una incapacità di immedesimarsi nelle esigenze del figlio, che ha invece diritto a una residenza preferenziale. È questa la massima appena fornita dal Tribunale di Trieste [1].

Il minore, infatti, non è un oggetto da possedere e palleggiarsi, ma è un essere umano con diritti propri. I genitori spesso dimenticano questo e, nell’interesse solo di soddisfare la propria genitorialità, finiscono per dimenticare la sensibilità dei figli.

La giurisprudenza non consente, dice il tribunale di Trieste, neanche nel caso in cui i genitori vivano in due appartamenti dello stesso edificio, il palleggio come a ping pong della prole, irrispettoso della dignità del minore. Infatti, in questo modo, si rischierebbe di arrecare un serio danno alla serenità di questi, cui va garantita una residenza preferenziale.

L’atteggiamento egoistico del genitore che pretende questa altalena di dimore giustifica quindi l’affidamento esclusivo a favore dell’altro genitore; tale comportamento infatti non consente una coerente gestione delle future occasioni in cui sarebbe chiamato a prendere – insieme alla madre – le decisioni ordinarie e straordinarie di potestà nell’interesse del minore.

 


Un monito particolare va agli avvocati, quando redigono l’atto di ricorso per l’assegnazione del minore: attenzione a non fare richieste esagerate come quella qui sopra descritta (ossia chiedere che il minore viva, a settimane alterne, presso entrambi i genitori): oltre alla soccombenza, si rischia la revoca dell’affidamento condiviso.

note

 

[1] Trib. Trieste, sent. del 20.02.2013.


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127 Commenti

  1. Io è da quando mi sono separata (tra l’altro non per mia scelta) che insisto perché il mio ex abbia l’affido esclusivo perché sia l’unico vero efficace sistema perché i padri smettano con i piagnistei. Sono sicura al cento per cento che chiederebbero le stesse identiche cose che chiedono le madri e si renderebbero conto delle difficoltà reali. Poche storie, è per questo che bisogna battersi. Io ci metto la firma. Lui che fa tutto e io che solo pago. E’ questa la vera rivoluzione.

  2. Leggendo i commenti mi rendo conto che continua a vincere il retropensiero per il quale l’uomo che lavora non può fare il padre. Quindi secondo questo retropensiero i figli devono essere collocati con le madri casalinghe e mantenute dai padri separati?..
    Io tra 15 giorni avrò l’ennesima udienza nella quale, dopo la Presidenziale del luglio 2013 e dopo essermi difeso (vincendo) dalle peggiori accuse, ribadirò la mia richiesta di collocamento alternato respinta “vista la tenera età”. Ora il bambino ha 5 anni e un mese, vive serenamente la separazione dei genitori (nonostante i dispetti della madre verso il padre) che abitano nello stesso paese a 500 mt di distanza e con la scuola a metà strada tra le due abitazioni.
    Nel mio caso il bambino sta con me il mercoledì e il venerdì pomeriggio fino alle 21 e a weekend alternati. Se si deve parlare di pacco postale ritengo che lo sia più adesso che nel caso di un collocamneto settimanale alternato.
    Nella situazione attuale non ho la possibilità di accompagnarlo a scuola tantomeno di accompagnarlo alle attività extrascolastiche che non coincidono con i miei giorni.

  3. non ho avuto modo di leggere tutti gli appunti……cmq mi permetto di riassumere la mia storia sperando che qualcuno mi dia qualche indicazione…..dopo una relazione di circa 6 anni da cui è nata mia mia che adesso ha 7 anni, mi sono lasciato nel settembre del 2011….ancora oggi non vi è nulla di scritto tra me e la mia ex convivente, io ho fatto sempre il padre al 100% sia economicamente che affettivamente, ho dato molto ma molto di più di quello che avrei dovuto dare alla madre di mia figlia…sperando che facesse anche lei la madre in maniera esemplare……invece in questi anni i suoi principali interessi sono stati : le serate caraibiche, parrucchiera, estetista, manicure, serate in discoteca e feste varie, in poche parole laclassica vita di una ventenne…….in questi tre anni ho trascorso quasi tutti i week end e tutte le festività dell’anno con mia figlia, l’ultima estate 2014 con mia figlia (essendo un militare che lavora fuori dal comune di residenza mi sono dovuto mettere in aspettativa al fine di poter badare a mia figlia considerato che la madre aveva altre priorità). La madre pretende di tenera mia figlia i primi giorni della settimana e neanche garantendo la sua totale presenza perchè come spesso capita lascia la sera mia figlia con la sorella di 12 anni a casa(nata dal precedente matrimonio)…..vorrei sapere se posso osare al tribunale dei minori la richiesta di affido esclusivo….grazie

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