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Messa in mora: contenuto

21 Novembre 2018


Messa in mora: contenuto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Novembre 2018



Affinché la diffida abbia valore legale è necessario, dopo aver fissato il termine della restituzione, scrivere anche la dicitura “in caso contrario si avverte che si adirà alle vie legali”? 

Hai inviato una lettera di diffida, quella che gli avvocati chiamano messa in mora, ma solo dopo averla spedita ti sei accorto che il testo, da te scritto in un momento di fretta e senza troppo soffermarti sulla forma, era carente di alcuni elementi. Hai trovato infatti un facsimile sul web ove sono riportate delle ulteriori diciture che tu, invece, non hai indicato. Ad esempio, hai tralasciato di scrivere «in caso contrario si avverte che si adirà alle vie legali», così come «la presente si intende interruttiva dei termini di prescrizione». Infine non hai fatto il calcolo degli interessi sulla somma che ti è dovuta, non ti sei preoccupato di fornire gli estremi del tuo conto corrente e non hai specificato quanti giorni concedere al debitore per l’adempimento. Alla luce di queste dimenticanze, ti chiedi se la diffida possa avere valore legale o se, invece, conviene spedirne un’altra. Sul contenuto della messa in mora si è spesso pronunciata la giurisprudenza della Cassazione. I giudici hanno evidenziato quali sono gli elementi essenziali di tale comunicazione e quali, invece, quelli di cui si può anche fare a meno.

Premesso che una diffida analitica e precisa può servire a far comprendere al debitore quali sono i suoi obblighi e le conseguenze del proprio inadempimento, non tutto il contenuto tipico della messa in mora è indispensabile affinché l’atto produca i suoi effetti. Ecco allora cosa non si può tralasciare.

Messa in mora: cos’è?

La messa in mora non è che una comunicazione ufficiale (e, perciò, fatta con un mezzo di trasmissione che garantisca la prova del suo ricevimento, come la raccomandata, la pec, il telegramma) con cui un soggetto ricorda a un altro il suo obbligo di adempiere a una determinata prestazione. Con la messa in mora, quindi, si invita la controparte a dare del denaro, a interrompere un comportamento dannoso, ad avviare una specifica attività, ecc. L’elemento essenziale di ogni diffida è quindi l’indicazione della prestazione richiesta e la fonte del diritto che consente al creditore di pretenderla (ad esempio un contratto, un atto illecito, una norma di legge, ecc.).

Quando la messa in mora è necessaria

La prima cosa che ti dirò forse potrà sembrarti strana: non sempre la diffida, o messa in mora, è necessaria. La legge prevede alcune situazioni in cui il debitore si considera già in mora e non necessita di essere diffidato. È chiaro che, se versi in una di tali ipotesi e la tua messa in mora dovesse avere un contenuto lacunoso, non ne subiresti alcuna conseguenza attesa la non necessità di tale atto.

A riguardo il codice civile [1] stabilisce che il debitore è automaticamente in mora (senza bisogno di intimazioni) quando:

  1. il debito deriva da fatto illecito; in questo caso il debitore è in mora dal momento in cui si è verificato il fatto illecito. Pensa al caso del vicino di casa che rompe una fioriera sul tuo pianerottolo e non vuole risarcirti o al collega di lavoro che ti diffama davanti ai superiori o a una persona che pubblica su Facebook un post offensivo nei tuoi riguardi;
  2. il debitore dichiara per iscritto di non voler adempiere;
  3. è scaduto il termine e la prestazione doveva essere eseguita presso il domicilio del creditore. Immagina ad esempio un contratto in cui è stabilito che il pagamento debba avvenire entro un termine prefissato alle coordinate bancarie indicate dal creditore.

Chiaramente, poiché a nessuno piace fare cause (sia per i costi che per i tempi che esse comportano), anche quando la messa in mora non è necessaria viene di solito spedita (anche più di una), proprio per avere un effetto persuasivo. Anzi, per rafforzare tale funzione, la diffida viene anche spedita da uno studio legale dimodoché il debitore, vedendo sulla lettera la firma dell’avvocato, si intimorisca maggiormente e reputi “serie” le intenzioni del creditore.

Tuttavia, anche quando la diffida non è obbligatoria, essa svolge una funzione essenziale (per la quale è, al contrario, indispensabile): interrompere i termini di prescrizione. Difatti, l’obbligo giuridico del debitore “scade” dopo un certo periodo (ad esempio cinque anni per gli atti illeciti, dieci per l’adempimento di un contratto anche verbale); solo una messa in mora può interrompere tale termine e farlo decorrere nuovamente da capo.

A che serve la messa in mora?

Lo scopo della messa in mora è innanzitutto quello di ricordare al debitore il proprio obbligo e porlo nelle condizioni di adempiere. Ecco perché la raccomandata deve sicuramente indicare quale prestazione viene richiesta e l’origine (ossia la fonte) della stessa. Ad esempio, bisogna scrivere a quanto ammonta la somma di cui si è creditori («Intimo il pagamento di euro 1.000 oltre interessi») e la causa del credito («in forza della fattura/contratto del… per la seguente prestazione…»). 

In questo modo si consente anche al debitore di verificare l’esistenza del diritto fatto valere dal creditore. Pensa ad esempio agli eredi di una persona deceduta da diversi mesi e che si trovino a ricevere le richieste di pagamento dei creditori di quest’ultimo; non avendo contezza degli affari del parente devono poter comprendere per quali ragioni sono loro richieste le prestazioni indicate nelle diffide.

Il secondo scopo della diffida è quello, come anticipato prima, di interrompere la prescrizione. In questo modo, spedendo una messa in mora poco prima che il termine scada, il creditore non vedrà mai spirare il proprio diritto.

Contenuto della messa in mora

Vediamo ora qual è il contenuto minimo di una diffida. La Cassazione, interrogata sul tema [2], ha detto che l’atto di messa in mora non deve avere particolari formalità purché:

  • sia scritto;
  • sia portato ad effettiva conoscenza del destinatario (al suo indirizzo con posta raccomandata, o con pec o notificato dall’ufficiale giudiziario);
  • contenga le generalità del soggetto cui viene chiesta la prestazione; tali generalità possono essere semplicemente indicate nell’intestazione della lettera, là dove si indica il destinatario, e non necessariamente nel corpo della comunicazione;
  • indichi con precisione la pretesa fatta valere nei confronti del debitore (ad esempio la somma di cui si è creditori. Non è necessario il calcolo degli interessi in quanto questi seguono la misura indicata dalla legge);
  • contenga l’inequivocabile volontà del titolare del credito di far valere il proprio diritto, nei confronti del soggetto indicato. Questo requisito però non deve avere una forma prestabilita e solenne; è sufficiente che il creditore manifesti chiaramente, con un qualsiasi modo, la volontà di ottenere dal debitore il soddisfacimento del proprio diritto [3]. Questo significa che basterebbe scrivere «Le intimo il pagamento di…» oppure «La diffido dal compiere di nuovo il seguente comportamento», o ancora «Sono a richiedere formalmente l’adempimento dell’obbligo di cui al contratto del…», ecc.

Alla luce di quanto detto non è necessario l’uso di particolari formule come «in caso contrario si avverte che si adirà alle vie legali» oppure «La presente vale come messa in mora» o ancora «La presente si considera interruttiva dei termini di prescrizione»: si tratta infatti di conseguenze che discendono automaticamente per legge dalla comunicazione stessa, senza bisogna che essa lo specifichi.  

Anche il fatto di non aver indicato il termine entro cui la prestazione viene richiesta non toglie all’atto la sua valenza di messa in mora poiché, in assenza di indicazioni, si considera quanto previsto dal codice civile che parla di 15 giorni per adempiere dalla diffida. La Cassazione ha detto, a riguardo, che per prestazioni di facile esecuzione (ad esempio il pagamento di pochi euro o un obbligo di astenersi da determinate attività) il termine può essere anche inferiore o del tutto inesistente. 

 

 

Egr. sig. / Spett.le …

Ad oggi non risulta da Lei adempiuto l’obbligo di cui al contratto/fattura n. … del …. Pertanto il sottoscritto vanta nei Suoi confronti un credito pari ad euro … oltre interessi.

Le rappresento che, in mancanza di adempimento entro e non oltre cinque giorni dal ricevimento della presente, sarò costretto a ricorrere alle vie legali, con Suo ulteriore aggravio di spese.

Pertanto, con la presente, valevole a tutti gli effetti di legge come atto di messa in mora, interruttivo della prescrizione, Le intimo il versamento della cifra sopra evidenziata.

Distinti saluti

Firma

note

[1] Art. 1219 cod. civ.

[2] Cass. ord. n. 16465/2017.

[3] Cass. sent. n. 24054 del 25.11.2015


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