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Indennità di maternità iscritti alla gestione separata

30 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 Dicembre 2018



Come funziona la maternità per professioniste e collaboratrici iscritte alla gestione separata dopo il Jobs Act autonomi: ammontare dell’indennità, durata, condizioni.

Come le lavoratrici dipendenti, anche le collaboratrici (co.co.co.) e le libere professioniste iscritte alla gestione separata hanno diritto a un periodo di astensione dal lavoro indennizzato, il cosiddetto congedo di maternità. A seguito delle modifiche apportate dal cosiddetto Jobs Act del lavoro autonomo [1], peraltro, per il diritto al congedo non è obbligatoria, per le lavoratrici autonome, l’astensione effettiva dal lavoro.

Perché le professioniste e le collaboratrici abbiano diritto all’indennità di maternità, però, è necessario che siano iscritte in via esclusiva alla gestione separata e non pensionate: in pratica, devono pagare l’aliquota aggiuntiva alla gestione previdenziale, che serve a finanziare la prestazione erogata dall’Inps.

Nel dettaglio, le lavoratrici iscritte alla gestione separata, tenute al versamento della contribuzione aggiuntiva dello 0,72%, hanno diritto ad un’indennità di maternità per il periodo corrispondente ai 2 mesi antecedenti la data del parto ed ai 3 mesi successivi alla data stessa (nei casi di adozione e affidamento preadottivo l’indennità spetta per 5 mesi).
L’indennità è corrisposta anche in caso di astensione anticipata e per i periodi di interdizione autorizzati in base alle previsioni di legge.
L’indennità è riconosciuta al padre, anche adottivo o affidatario, in caso di morte, grave infermità della madre, abbandono del figlio o affidamento esclusivo del bambino e, in caso di adozione o affidamento, qualora la madre non ne faccia richiesta: in questo caso parliamo d’indennità di paternità sostitutiva.

Ma come funziona, nel dettaglio, l’indennità di maternità iscritti alla gestione separata? Vediamo qual è la sua durata, quali sono le condizioni per averne diritto ed a quanto ammonta.

Indennità maternità gestione separata: requisiti

Ecco i requisiti per aver diritto all’indennità di maternità per gli iscritti alla gestione separata:

  • per le collaboratrici e le libere professioniste madri è obbligatoria l’iscrizione alla gestione separata in via esclusiva, col versamento dell’aliquota aggiuntiva dello 0,72% per almeno 3 mensilità nei 12 mesi precedenti i 2 mesi anteriori alla data del parto;
  • in caso di adozione o affidamento, è obbligatoria l’iscrizione alla gestione separata in via esclusiva, col versamento dell’aliquota aggiuntiva dello 0,72% per almeno 3 mensilità nei 12 mesi precedenti i 2 mesi anteriori all’ingresso in famiglia del bambino, a prescindere dall’età al momento dell’adozione o dell’affidamento, fino al compimento della maggiore età dello stesso;
  • per i collaboratori e i liberi professionisti padri, è obbligatoria l’iscrizione alla gestione separata in via esclusiva, col versamento dell’aliquota aggiuntiva dello 0,72% per almeno 3 mensilità nei 12 mesi precedenti i 2 mesi anteriori alla data del parto; è inoltre necessario che si sia verificata la morte o la grave infermità della madre o l’abbandono del bambino, oppure l’affidamento esclusivo al padre;
  • in caso di adozione o affidamento, è obbligatoria l’iscrizione alla gestione separata in via esclusiva, col versamento dell’aliquota aggiuntiva dello 0,72% per almeno 3 mensilità nei 12 mesi precedenti i 2 mesi anteriori all’ingresso in famiglia del bambino, a prescindere dall’età al momento dell’adozione o dell’affidamento, fino al compimento della maggiore età dello stesso;è inoltre necessario che si sia verificata la morte o la grave infermità della madre o l’abbandono del bambino, oppure l’affidamento esclusivo al padre, oppure, in alternativa, che la madre non abbia richiesto l’indennità.

Ai cococo, con riferimento alla sola indennità di maternità e di paternità sostitutiva, è stato esteso il cosiddetto “principio di automaticità delle prestazioni”: di conseguenza, ai parasubordinati spetta l’indennità di maternità anche nei casi in cui il committente non abbia versato i contributi.

Quanto dura l’indennità di maternità per gli iscritti alla gestione separata?

Per gli iscritti alla gestione separata, l’indennità di maternità ha la seguente durata:

  • per le collaboratrici e le libere professioniste madri, spetta per i 2 mesi antecedenti la data del parto e per i 3 mesi successivi;
  • per i collaboratori e i liberi professionisti padri che hanno diritto all’indennità sostitutiva, spetta per i 3 mesi successivi alla data effettiva del parto, o per il periodo residuo che sarebbe spettato alla madre;
  • in caso di affidamento o adozione, l’indennità spetta per 5 mesi, che decorrono:
  • – dal giorno successivo all’effettivo ingresso del minore nella famiglia, in caso di adozione nazionale;
  • – dall’ingresso del minore in Italia, se l’adozione è internazionale; in questo caso, ferma restando la durata complessiva, il congedo può essere fruito (anche parzialmente) prima dell’ingresso in Italia, durante il periodo di permanenza all’estero richiesto per l’incontro con il minore e gli adempimenti relativi alla procedura adottiva;
  • in caso di parto prematuro, cioè in anticipo rispetto alla data presunta, ai giorni di astensione obbligatoria successivi al parto si aggiungono quelli non goduti prima del parto stesso; se il parto si verifica prima dei 2 mesi antecedenti alla data presunta del parto, il congedo si calcola aggiungendo ai 3 mesi successivi al parto tutti i giorni compresi tra la data effettiva e quella presunta del parto, risultando così di durata complessivamente maggiore rispetto al periodo di 5 mesi previsto nella generalità delle ipotesi.

Se il neonato è ricoverato, la madre (o il padre) può sospendere il congedo di maternità (o di paternità) dopo il parto, a prescindere dal motivo del ricovero del bambino e purché le condizioni di salute siano compatibili con la ripresa dell’attività lavorativa.

A quanto ammonta l’indennità di maternità per gli iscritti alla gestione separata?

L’indennità di maternità è pari all’80% di 1/365° del reddito derivante da attività di collaborazione coordinata e continuativa (per le collaboratrici o i collaboratori) o libero professionale (per i professionisti).
Per i collaboratori coordinati e continuativi si fa riferimento al reddito effettivamente percepito nel periodo di riferimento, mentre per i liberi professionisti si fa riferimento al reddito annuale risultante dalla dichiarazione dei redditi.
Il reddito cui si fa riferimento, in ogni caso,  è solamente quello utile ai fini contributivi, nei limiti, quindi, del minimale e del massimale annuo di reddito.

Ma qual è il periodo di riferimento, nello specifico?

Il periodo di riferimento normalmente interessa due anni solari, salvo nel caso in cui il parto avvenga nel mese di marzo o l’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato avvenga nel mese di gennaio. Questo periodo coincide, infatti, con i 12 mesi “solari” che precedono l’inizio del periodo indennizzabile, quando l’anzianità assicurativa è pari o superiore a 12 mesi.

Come si calcola l’indennità di maternità per gli iscritti alla gestione separata?

In pratica, per calcolare l’indennità di maternità per gli iscritti alla gestione separata, si deve prendere il reddito del periodo precedente l’inizio dell’erogazione dell’indennità, per la precisione dei 12 mesi precedenti, e dividerlo per 365, poi moltiplicarlo per 80%: si ottiene così l’ammontare dell’indennità di maternità giornaliera.

Nel caso in cui l’anzianità assicurativa sia inferiore a 12 mesi, il periodo di riferimento comprende un numero di mesi inferiore a 12.

Nello specifico, ai fini dell’individuazione del numero dei mesi o giorni per i quali va diviso il reddito derivante da collaborazione, si deve tenere conto dei mesi o giorni compresi tra il primo giorno del mese di iscrizione e la fine del periodo di riferimento. In questa ipotesi il reddito medio giornaliero va determinato:

  • considerando per intero, a partire dall’iscrizione, il reddito dell’anno in cui inizia l’iscrizione;
  • dividendo il reddito dell’anno successivo per 12 mesi, poi moltiplicando per il numero dei mesi compresi tra l’inizio dell’anno e la fine del periodo di riferimento;
  • il reddito totale va, infine, diviso per il numero dei giorni di calendario compresi nei mesi che vanno da quello di iscrizione a quello finale del periodo di riferimento.

Per i periodi di maternità è inoltre previsto l’accredito dei contributi figurativi.

Come si chiede l’indennità di maternità per gli iscritti alla gestione separata?

L’indennità di maternità viene corrisposta alla collaboratrice, o alla libera professionista, direttamente dall’Inps; per ottenerla, l’interessata (o l’interessato) deve presentare un’apposita domanda, esclusivamente in via telematica, attraverso i seguenti canali:

  • sito web dell’Inps, tramite codice Pin dispositivo, Spid o carta nazionale dei servizi;
  • call center dell’Inps, al numero 803.164 o 06.164.164 da telefono mobile; occorre comunque il codice pin dispositivo;
  • patronato.

In caso di richiesta tramite web, la documentazione utile per ottenere l’indennità può essere allegata in un’apposita sezione dell’applicazione.
Il diritto all’indennità di maternità si prescrive entro un anno dalla fine del periodo indennizzabile.

note

[1] Art. 13 L. 81/2017.


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