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Manovra economica: perché l’Ue l’ha bocciata?

21 Novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Novembre 2018



Bruxelles avvia la procedura d’infrazione sui conti dell’Italia: che cosa comporta? E chi paga le conseguenze?

Non è stata una sorpresa. L’Unione europea ha bocciato la manovra economica del Governo italiano. Ma tutti in Europa (italiani compresi) sapevano che sarebbe andata così. Altrimenti lo spread non sarebbe salito ai livelli delle ultime settimane. Se ciò è successo è perché nessuno scommetterebbe un euro sulla tenuta dei conti del nostro Stato. Ragion per cui gli investitori preferiscono dirottare i propri soldi sui titoli del debito di un altro Stato. Anche la Spagna. Ed è proprio questo che significa «Lo spread è salito»: nessuno ci finanzia più. E se non lo fanno le banche, ancor meno lo faranno le famiglie. Per lo Stato significa che non ci saranno soldi per pagare gli stipendi, i bonus, le detrazioni e le varie misure assistenzialiste

Ma perché l’Ue ha bocciato la manovra economica? Sostanzialmente per questi motivi.

Manovra bocciata dall’Ue: il debito pubblico

La manovra economica è stata bocciata dall’Ue, in primo luogo, perché secondo Bruxelles non garantisce la diminuzione del debito pubblico. In pratica, l’Unione non vede nel documento presentato dal Governo Conte un margine in grado di ridurre ciò che il nostro Paese dovrebbe prima o poi restituire ai suoi creditori (altri Stati, banche italiane ed estere, ecc.).

A detta dell’Europa, la nostra legge di bilancio, anche se attinge tanto dalle casse dello Stato, non è in grado di restituire i soldi presi; in due parole, non crea ricchezza.

Anche a fronte di molte spese, la manovra non fa aumentare il Pil e quindi sfora gli accordi comunitari.

Manovra bocciata dall’Ue: lo sforamento del deficit

C’è, poi, il punto più controverso della lite tra Italia ed Unione europea: il mancato rispetto dei parametri stabiliti sul rapporto deficit-Pil. Lo si mantiene al 2,4%. Sembra una questione di principio: il Governo deve forzare la mano fino a questo punto per mantenere alcune promesse elettorali. In cima alla lista, il reddito di cittadinanza, le pensioni a quota 100, la pace fiscale. Cascasse il mondo, ma questi ed altri impegni presi con gli elettori devono concretizzarsi. Fosse necessario persino alzare ancora di più il deficit.

L’Italia, per questa violazione, pagherà una sanzione

Quello che l’Europa teme, invece, è che il bene di alcuni si traduca nel male di tutti. Ammesso e non concesso che i provvedimenti passino così come sono, quanti italiani beneficeranno del reddito di cittadinanza? Secondo il presidente del Consiglio, 5 milioni. Quanti andranno in pensione con la quota 100? Secondo il vicepremier Luigi Di Maio, 500mila. Quanti beneficeranno della pace fiscale? Su questo, l’altro vicepremier Matteo Salvini è stato più generico ed ha parlato di «milioni di italiani».

Finché siamo dentro l’Ue non possiamo violare gli accordi presi.

Lo impongono la Costituzione ed i patti firmati, tra gli altri, dagli stessi italiani nel 1957. Quindi è inutile, finché siamo dentro, stabilire se dobbiamo rispettare o meno gli accordi.

Manovra bocciata dall’Ue: chi paga la procedura d’infrazione?

Ora: quanti italiani dovranno pagare la procedura di infrazione avviata dall’Unione europea per una manovra economica che non piace? Tutti. Compresi quelli che non avranno il reddito di cittadinanza, che non potranno andare in pensione con la quota 100 e che non avranno accesso alla pace fiscale perché hanno puntualmente pagato le tasse anno dopo anno (oppure perché continueranno a evadere, tanto chissenefrega). La procedura di infrazione la pagheranno tutti gli italiani.

Lo Stato prima dà e poi prende. Ma in questo non è perequativo perché dà solo ad alcuni mentre prende da tutti.

D’altronde, il Governo dovrà trovare da qualche parte i soldi per pagare l’eventuale sanzione che comporta la procedura di infrazione. Soldi che dovrà prelevare da chi beneficia delle agevolazioni promesse e da chi non ne beneficia.

In verità, la sanzione sarà pagata dal popolo

Manovra bocciata dall’Ue: perché l’Italia non cede?

La domanda che molti italiani potrebbero porsi è questa: perché si è arrivati a questo punto? Perché l’Italia non arretra di qualche centimetro e giunge ad un compromesso con l’Unione europea in modo da non rischiare la bocciatura della manovra e la conseguente procedura d’infrazione?

La risposta l’hanno data gli stessi vicepremier, Salvini e Di Maio: il nostro compromesso con gli elettori era questo e questo portiamo avanti, a qualsiasi costo.

È il prezzo da pagare che può spaventare. Oltre al fatto che, come detto, l’eventuale sanzione la pagano tutti gli italiani, c’è dell’altro. Ad esempio, e questo non è un aspetto trascurabile, c’è la possibilità che i mercati, come segno di perenne sfiducia, continuino a penalizzare il nostro Paese portando o mantenendo lo spread a livelli insopportabili, con conseguenze piuttosto spiacevoli per i risparmiatori. C’è, infatti, chi ipotizza già un aumento dei tassi di interesse dei mutui, tanto per dirne una.

Il popolo dovrà essere tassato in qualche modo oppure si dovranno ridurre i benefici, il che è la stessa cosa.

C’è anche un’ipotesi forse più lontana ma, comunque, altrettanto inquietante. Se uno non rispetta le regole di un condominio, è molto probabile che prima o poi venga cacciato via, a meno che sia lo stesso condomino a volersene andare prima. Ammesso che l’attuale Governo ci voglia restare nell’Ue, siamo sicuri che l’Unione europea, avrà l’infinita pazienza di sopportare la scarsa disciplina di uno degli Stati membri?


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