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Nessun rimborso per le spese di ristrutturazione all’ex coniuge sulla casa dei suoceri

12 Marzo 2013
Nessun rimborso per le spese di ristrutturazione all’ex coniuge sulla casa dei suoceri

L’ex marito è solo un detentore e non un possessore dell’immobile dato in uso dai suoceri alla coppia prima della separazione: pertanto non può ottenere il rimborso per tutte le riparazioni straordinarie fatte sull’immobile.

 

Una sentenza che non farà piacere a tutti gli ex coniugi che abbiano affrontato spese straordinarie su immobili di proprietà dei suoceri e da questi ultimi dati in prestito alla costituenda famiglia: tutti gli esborsi sostenuti per la manutenzione straordinaria e per i miglioramenti sull’abitazione di proprietà dei genitori dell’altro coniuge, data in prestito alla coppia prima della separazione, non devono essere restituiti. Lo ha stabilito la Corte di Appello di L’Aquila poco tempo fa [1]. La sentenza, peraltro, era stata in precedente già anticipata da diverse pronunce della stessa Cassazione.

Secondo il Collegio di giudici, il coniuge che abbia ottenuto in prestito l’immobile dai suoceri non è che un mero detentore dell’immobile stesso, in quanto vanta un semplice rapporto di comodato. In tema di comodato, infatti, il codice civile [2] stabilisce che al comodatario non sono rimborsabili le spese straordinarie non necessarie ed urgenti anche se comportino miglioramenti [3].

Al contrario, il diritto al rimborso per le riparazioni straordinarie e all’indennità per i miglioramenti spettano solo al possessore (e non al detentore). Si tratta peraltro di una previsione [2] che ha natura eccezionale e che, quindi, non può essere applicata analogicamente ad altre fattispecie, come al comodato.


note

[1] Corte di Appello di L’Aquila, sent. n. 37/2013.

[2] Art. 1808 cod. civ.

[3] L’indennità non può essere riconosciuta neanche ai sensi dell’art. 1592 cod. civ., in via di richiamo analogico, perché un’indennità per miglioramenti è negata anche al locatario, la cui posizione è simile a quella del comodatario.

[4] Art. 1150 cod. civ.


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