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Edilizia: cosa serve per realizzare un muro di recinzione?

31 Dicembre 2018 | Autore: Giuseppe Bruno


Edilizia: cosa serve per realizzare un muro di recinzione?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 Dicembre 2018



Edilizia: quali autorizzazioni per realizzare un muro di recinzione. Quando serve il permesso di costruire e quando basta la scia. Cosa si rischia in caso di omissioni.

Ediliziacosa serve per realizzare un muro di recinzione? La realizzazione di un muro di recinzione può rivelarsi utile per diverse finalità. Ad esempio, può servire a tenere lontani gli animali selvatici da un terreno coltivato oppure ad evitare l’ingresso dei ladri all’interno di una villa. Se hai deciso di realizzare un muro di recinzione, devi sapere che prima di poterlo fare devi essere in possesso dell’autorizzazione edilizia necessaria. Realizzare una recinzione senza autorizzazioni può comportare, infatti, sanzioni pecuniarie molto pesanti e, in alcuni casi, anche sanzioni penali. Ti starai chiedendo, quindi, quale autorizzazione sia necessaria per realizzare una recinzione per il tuo giardino o per il tuo terreno. In effetti, non esiste un’autorizzazione che vale per tutte le tipologie di recinzioni: per quelle più importanti, come ad esempio muri alti e ingombranti, potrebbe servirti il permesso di costruire, mentre per recinzioni più modeste potrebbe bastarti una comunicazione al Comune con un relazione dell’ingegnere o dell’architetto che segue i lavori. In questo articolo ti aiuterò a capire come rispettare le norme in materia edilizia.

Quale autorizzazione è necessaria per realizzare un muro di recinzione?

In generale, la realizzazione di una nuova costruzione edilizia richiede il permesso di costruire, salvo che si tratti di opere di modesta entità, per le quali può essere sufficiente la segnalazione certificata di inizio attività [1].

In quale dei due casi rientra la realizzazione di muro di recinzione? La risposta risiede nella tipologia di recinzione che si intende realizzare.

Normalmente, infatti, una recinzione serve a delimitare una proprietà (un terreno, un giardino) allo scopo di separarla dalle altre, di custodirla e di difenderla dalle intrusioni provenienti dall’esterno. Ogni proprietario, infatti, ha il diritto di “escludere” gli altri dalla sua proprietà [2]. Ci sono casi, però, in cui la recinzione presenta dimensioni e ingombri eccessivi rispetto a tale funzione e, pertanto, rappresenta più una costruzione autonoma che uno strumento per difendere la proprietà [3].

Di conseguenza, secondo la giurisprudenza [4]:

  • è sufficiente la segnalazione certificata di inizio attività se con la realizzazione della recinzione, il cittadino si limita solo, con il minor ingombro e impatto visivo possibile, a proteggere la sua proprietà, cioè a esercitare il diritto di tener fuori dalla proprietà gli altri;
  • serve, invece, il permesso di costruire ogni qualvolta il cittadino non si limita a proteggere la proprietà, ma realizza un manufatto che ha dimensioni e impatto visivo superiori a quelli necessari per difendere la proprietà dagli altri. In questi casi, la recinzione va oltre la funzione di difendere la proprietà, ma diventa a tutti gli effetti una nuova costruzione autonoma.

Concretamente questo significa che se le recinzioni hanno uno scarso impatto visivo o sono realizzate con materiale facilmente rimovibile ed hanno un ingombro (altezza, spessore) non superiore a quello necessario per difendere la proprietà da intrusioni esterne, il permesso di costruire non è necessario.

Così, ad esempio, è sufficiente la segnalazione certificata di inizio attività per [4]:

  • la recinzione con rete metallica sorretta da paletti di ferro;
  • la recinzione costituita da paletti di legno.

Al contrario, se la recinzione è realizzata con materiale non facilmente rimovibile o ha un ingombro superiore rispetto a quello necessario per difendere la proprietà dall’esterno, non è sufficiente la segnalazione certificata di inizio attività.

E’ necessario il permesso di costruire, ad esempio:

  • per recinzioni che consistono in un muro in calcestruzzo con rete metallica sovrastante;
  • per recinzioni che consistono in un muro in cemento, sovrastato da filo spinato.

Non bisogna farsi trarre in inganno dall’altezza della recinzione. Anche un muro non troppo alto (ad esempio, più basso di tre metri), può essere considerato un’opera così ingombrante da incidere sul territorio circostante e richiedere il permesso di costruire [5].

Vediamo ora nel dettaglio come utilizzare le due tipologie di autorizzazione per realizzare un muro di recinzione.

Il permesso di costruire per realizzare un muro di recinzione

Se hai deciso di realizzare una recinzione molto stabile, magari prevedendo la costruzione di un muro in calcestruzzo o comunque una struttura che non può essere rimossa facilmente, ma al massimo soltanto demolita, ti occorre richiedere il permesso di costruire.

Il permesso di costruire è un provvedimento con cui la Pubblica Amministrazione autorizza la realizzazione di opere edilizie di una certa entità e che ha sostituito la concessione edilizia. Qui abbiamo visto per quali interventi è necessario richiederlo.

Anche per ottenere il permesso di costruire al fine di realizzare un muro di recinzione, occorre:

  • presentare richiesta all’ufficio tecnico del Comune, allegando la documentazione necessaria, quale, ad esempio, l’atto di proprietà dell’immobile e gli elaborati progettuali relativi al muro da realizzare;
  • attendere sessanta giorni (fase istruttoria), durante i quali l’Amministrazione valuta la documentazione acquisita e può richiedere modifiche al progetto del muro in questione, richiedendo la presentazione di un nuovo elaborato progettuale (entro i quindici giorni successivi). In tal caso deciderà entro i successivi quindici giorni.

Al termine dei sessanta giorni, se la Pubblica Amministrazione ha valutato positivamente la documentazione acquisita, può rilasciare il permesso attraverso una delle seguenti modalità:

  • adottando un provvedimento espresso;
  • non pronunciandosi. Si tratta di un’ipotesi di silenzio assenso, cioè di casi in cui al silenzio dell’Amministrazione su un’istanza viene attribuito il significato di approvazione della richiesta presentata dal privato. Tieni presente, però, che se la recinzione ricade in un’area sottoposta a vincoli paesaggistici, ambientali, culturali o idrogeologici, il permesso di costruire non può essere emanato attraverso il silenzio assenso, ma solo tramite provvedimento espresso.

Una volta rilasciato, il cittadino può realizzare l’intervento per cui ha richiesto il permesso, nel nostro caso il muro di recinzione, entro termini ben precisi. In particolare:

  • i lavori devono iniziare entro un anno dalla data di rilascio del permesso;
  • l’ultimazione dei lavori non può superare i tre anni dalla data di inizio, salvo ipotesi eccezionali.

Il mancato inizio o la mancata ultimazione dei lavori nei termini di legge comporta la decadenza automatica del permesso di costruire.

La segnalazione certificata di inizio attività per realizzare un muro di recinzione

Se intendi realizzare una recinzione con materiali facilmente rimovibili (come paletti in legno, reti metalliche e altri sistemi “smontabili) hai la possibilità di non dover richiedere il permesso di costruire  e attenderne il rilascio, limitandoti a presentare la segnalazione certificata di inizio attività.

Si tratta di un’autorizzazione alternativa [6], che si ottiene presentando allo Sportello unico per l’edilizia del Comune la segnalazione di inizio attività, cioè un documento in cui si segnala, appunto, al Comune che si sta iniziando a realizzare la recinzione.

Alla segnalazione occorre allegare una relazione tecnica predisposta da un professionista, la quale:

  • contiene il progetto della recinzione e gli elaborati grafici necessari;
  • certifica che i lavori per la realizzazione della recinzione sono conformi alle previsioni urbanistiche o con i regolamenti edilizi in vigore;
  • certifica che nel corso dei lavori saranno rispettate sia le norme sulla sicurezza, sia le norme igienico-sanitarie.

La segnalazione, con la relazione tecnica allegata, va presentata almeno trenta giorni prima dell’inizio dei lavori.

Entro tale periodo, infatti, l’Amministrazione valuta l’intervento e può:

  • non esprimersi e, quindi, la Scia può ritenersi approvata (silenzio assenso);
  • esprimersi chiedendo l’integrazione di documenti o informazioni mancanti;
  • esprimersi rigettando la Scia ed emanando un ordine di non realizzazione dell’opera.

Realizzazione della recinzione senza autorizzazione: quali sanzioni?

I lavori per la realizzazione di una recinzione, in ogni caso, non possono mai iniziare prima di aver ottenuto l’autorizzazione espressa (con un provvedimento) o tacita (con il silenzio assenso) alla realizzazione della recinzione. Inoltre, l’opera realizzata non può mai essere diversa rispetto a quella descritta nella richiesta di permesso o nella segnalazione certificata di inizio attività.

Nel caso di recinzioni per le quali è necessario il permesso di costruire, la sanzione consiste nella demolizione e nel ripristino dei luoghi al loro stato originale entro un termine di novanta giorni dall’ingiunzione [7] sia se la recinzione è stata realizzata senza aver ottenuto il permesso di costruire, sia se la recinzione è stata realizzata in maniera completamente o anche solo parzialmente difforme rispetto a quanto autorizzato dal permesso di costruire. Ad esempio, una recinzione più spessa o più alta rispetto a quella prospettata nella richiesta inviata al Comune.

Nel caso di recinzioni per le quali non è necessario il permesso di costruire, l’omessa presentazione della Scia o la realizzazione della recinzione in difformità rispetto alla Scia presentata, comporta una sanzione pecuniaria pari al doppio dell’aumento del valore dell’immobile di importo superiore a Euro 516.

In tutti i casi, la presentazione di dichiarazioni non corrispondenti al vero nella richiesta o nella documentazione trasmessa al Comune può comportare sanzioni penali a carico del professionista e del cittadino. In tali ipotesi, infatti, non rileva il fatto che il cittadino o il professionista abbiano dichiarato il falso per eludere le norme edilizie (quindi con dolo), ma la responsabilità penale deriva automaticamente dal dato in sé della consapevolezza della erronea rappresentazione di tale situazione [8].

Come evitare le sanzioni

Il cittadino può rimediare spontaneamente sia alla omessa richiesta del permesso di costruire o all’omessa presentazione della Scia, sia ad eventuali difformità della recinzione rispetto a quanto risulta nella documentazione trasmessa alla Pubblica Amministrazione.

Si tratta delle ipotesi di sanatoria alle quali può accedere solo se ricorrono le seguenti condizioni:

  • non gli sono state ancora irrogate le sanzioni sopra illustrate;
  • la recinzione è conforme alle regole urbanistiche vigenti al momento della realizzazione;
  • la recinzione è conforme alle regole urbanistiche vigenti al momento della presentazione della domanda di sanatoria;
  • versa una somma compresa tra 516 euro e 5.164 euro, stabilita dal responsabile del procedimento in relazione all’aumento di valore dell’immobile (in caso di recinzioni che richiedono una Scia); pari al contributo per il rilascio del permesso di costruire (in caso di recinzioni che richiedono, appunto, il permesso di costruire).

Di Giuseppe Bruno

note

[1] Art. 19 L. n. 241 del 7.08.1990.

[2] Si tratta dello jus escludendi alios, cioè il ‘diritto di escludere’ gli altri.

[3] Si tratta dello jus aedificandi, cioè il diritto di costruire.

[4] T.A.R. Lombardia, Brescia, sez. II,  n. 907 del 25.09.2018.

[5] Non si può prendere a riferimento l’art. 878 cod. civ. secondo cui i muri inferiori a tre metri non sono considerati per il calcolo della distanza tra le costruzioni perché si tratta di norma che attiene ai rapporti tra privati nelle costruzioni, mentre l’identificazione del titolo edilizio ha a che fare all’interesse pubblico all’ordinato assetto del territorio. Cfr. TAR Puglia, Lecce, sent. n. 732 del 26.04.2018.

[6] Art. 23 D.P.R. n. 380 del 6.06.2001 con rimando all’art. 19 L. 241/90 già richiamata.

[7] Artt. 31 e 34 D.P.R. n. 380 del 6.06.2001.

[8] Così, in generale, sul falso nelle istanze edilizie: Consiglio di Stato sez. IV n. 5408 del 14.09.2018.


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