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Sexting: è reato?

30 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 Dicembre 2018

Col mio partner, posso scambiare liberamente immagini e messaggi a sfondo erotico? Il sexting è reato? E se lo fa un minore?

Oramai è sempre più frequente il cosiddetto sesso virtuale e i rapporti tra le persone sono sempre più caratterizzati dall’uso degli strumenti tecnologici a nostra disposizione e dai mezzi di comunicazione utilizzati tramite i medesimi. L’esempio più lampante è rappresentato dalle arcinote applicazioni dei nostri smartphone e/o dei pc, mediante le quali colloquiamo col nostro interlocutore, ma anche ci scambiamo complimenti, effusioni, intenzioni, desideri ed anche qualcos’altro. Ed infatti, come te che stai leggendo, ci sono tante persone che, almeno una volta, hanno scambiato col proprio partner, amico/a, confidente, ecc, qualche immagini osé. Pertanto, poiché anche tu lo hai fatto, ti stai chiedendo se, per caso, hai violato qualche legge: ma è così? In particolare, leggendo sul web, hai appreso che questa pratica viene comunemente definita con il termine inglese sexting e, a questo proposito, hai paura che i tuoi sensi ti abbiano portato sulla cosiddetta cattiva strada. Nello specifico, temi che per le foto ed i messaggi molto espliciti che ti sei scambiato con la tua fidanzata, tu possa essere incorso in qualche responsabilità penale. Ed allora ti chiedi: che cos’è il sexting? Se ho praticato sexting con la mia fidanzata è reato? Se la mia fidanzata dovesse essere minorenne ed ho conservato le foto sul mio smartphone, posso essere accusato di detenzione di materiale pedopornografico? E se ho trasmesso queste immagini ad un mio amico, è anche questo un reato?

Sexting: cos’è

Con questo termine inglese, ci si vuole riferire allo scambio di messaggi (texting) avvenuto tra due persone che, invece di parlare del più e del meno, hanno preferito passare direttamente ai fatti. Scherzi a parte, nel caso del sexting, i due interlocutori si sono scambiati immagini o messaggi a sfondo sessuale o erotico. Per la verità, ad esempio, si parla di sexting anche quando il messaggio è stato inviato al destinatario, senza che il medesimo avesse alcun desiderio a riguardo, ma nel caso esaminato, ti interessa sapere se, avendo trovato soddisfazione reciproca col tuo partner in questa pratica e avendo pertanto deciso di attuarla, essa è legale. Ed allora, il sexting tra due persone adulte e consenzienti è reato?

Sexting e adulti: se consenzienti è reato?

La pratica sessuale tra due partner può esprimersi, evidentemente in tanti modi. Possiamo condividere o meno i gusti degli altri, ma se tu provi soddisfazione nello scambiarti messaggi a sfondo erotico o immagini altamente esplicite con la tua fidanzata, non vedo perché dovrebbe essere reato. In altri termini, non c’è una legge che vieta di scambiarsi qualche parola di troppo o qualche foto spinta tra due adulti consenzienti. Quindi se ti piace, così come al tuo partner, la pratica del sexting è assolutamente legale. Il problema, invece, potrebbe nascere, almeno come ipotesi, se la tua fidanzata dovesse essere minorenne. Nel caso in questione, ci sarebbe infatti un soggetto consenziente, ma non adulto. Ed allora se la foto osé è fatta e proviene da una minorenne (selfie), puoi rischiare qualcosa? In particolare, se conservi sul tuo smartphone l’immagine o le foto in questione, potresti essere accusato di detenzione di materiale pedopornografico? In caso positivo, quali sarebbero le conseguenze di questo reato?

Sexting col minore consenziente: è reato?

Devi sapere che quando nasce una legge, c’è poi sempre quello che l’applica e che, interpretando la stessa, ne specifica il significato, individuando ciò che è possibile fare e, al contrario, ciò che è vietato. Nel caso esaminato di sexting, per rispondere alla tua domanda, devi necessariamente porre l’attenzione sul concetto di utilizzazione del minore. In altre parole, la legge, secondo l’opinione della Suprema Corte di Cassazione [1], se da un lato ha voluto tutelare i minorenni attraverso la previsione del reato di detenzione di materiale pedopornografico e/o la cessione, anche a titolo gratuito, del medesimo, dall’altro ha inteso realizzare questa tutela ad una specifica e ben individuata condizione: lo sfruttamento del minore. Per essere reato, insomma, i giudici dicono che è necessario che una terza persona (cosiddetto utilizzatore) abbia sfruttato il minore, ritraendolo in foto esplicite e poi conservate sul proprio pc o smartphone oppure cedute ad altre persone. Se invece l’immagine a sfondo erotico dovesse essere stata realizzata su iniziativa e volontà del minore consenziente (cosiddetto selfie) e dal medesimo trasmesso a chi poi ne ha conservato il file o ceduto la foto a terzi, gli Ermellini hanno precisato che non si tratterebbe di reato. Il minore in questione, infatti, non sarebbe stato sfruttato da nessuno e non sarebbe individuabile in chi riceve la foto e in chi poi la cede ad altri, un vero e proprio utilizzatore, visto che non è stato lui a fotografare indebitamente il minorenne, ma essendo stato il medesimo a fare tutto ciò di propria esclusiva volontà, iniziativa e desiderio. Pertanto, se hai fatto sexting con la tua fidanzata oppure con una sconosciuta consenziente, ricevendo da lei una foto esplicita e temendo che sia minorenne, sappi che la conservazione dell’immagine non è reato per i predetti motivi.

note

[1] Cass. pen. sent. n. 11675/2016

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