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Credito professionale di avvocati: competente il foro del debitore

13 Marzo 2013
Credito professionale di avvocati: competente il foro del debitore

Il decreto ingiuntivo contro il cliente che non paga la parcella all’avvocato va richiesto nel luogo ove ha sede o residenza il debitore.

 

La Cassazione torna a far chiarezza su un aspetto spesso tralasciato dagli avvocati: nelle cause per il recupero dei crediti professionali, competente è sempre e solo il giudice del luogo ove il cliente ha residenza o sede. Questo perché – si legge nella motivazione di una recentissima sentenza [1] – il compenso per prestazioni professionali, se non è predeterminato dalle parti con un contratto, non è liquido (esso va infatti determinato secondo la tariffa professionale); per cui, in tali casi, è competente il foto ove deve eseguirsi l’obbligazione (ossia il domicilio del debitore a quel tempo).

Il parere dell’Ordine o la dichiarazione dell’avvocato non sono sufficienti a rendere il credito liquido.

La dichiarazione del creditore e il parere del Consiglio dell’Ordine non equivalgono a liquidazione del credito. Dunque, essendosi in presenza di un credito illiquido, la competenza si radica nel luogo in cui l’obbligazione deve essere eseguita.

Le cose cambiano invece se, come previsto dalla recente riforma, l’avvocato e il cliente si accordino sulla parcella e questa venga già predeterminata nel contratto professionale.


Il compenso per prestazioni professionali che non sia convenzionalmente stabilito è un debito pecuniario illiquido, da determinare secondo la tariffa professionale: di conseguenza il foro facoltativo del luogo dove va eseguita l’obbligazione è quello del domicilio del debitore.

note

[1] Cass. sent. n. 6096/2013.


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1 Commento

  1. La legge dice che il Foro della controversia tra cliente el’avvocato è nella sede dell’Ordine degli avvocati. Cosa fa la Cassazione? Revisiona le leggi dello Stato, senza rimettere la questione alla Corte costituzionale?

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