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Caso fortuito e forza maggiore: differenza

31 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 Dicembre 2018



Cosa sono il caso fortuito e la forza maggiore? Qual è la differenza tra l’uno e l’altra? Come agiscono sulla responsabilità civile e su quella penale?

Chi rompe, paga: un principio talmente semplice da non dover nemmeno essere spiegato. Anche per il diritto funziona così: se danneggi un’altra persona, ad esempio causando un sinistro stradale, devi pagare il risarcimento; se inavvertitamente, durante una festa a casa di un tuo amico, urti un prezioso vaso e lo mandi in mille pezzi, dovrai rimborsare la somma equivalente al valore dell’antico cimelio. Chiaro, no? Eppure, ogni regola ha le sue eccezioni: è giusto che tu paga il risarcimento del danno provocato da un evento estraneo alla tua volontà? Oppure: ti sembra corretto che tu sia tenuto a pagare per un fatto che hai sì commesso, ma sotto la minaccia di un’altra persona? Ecco: in casi come questi, l’ordinamento giuridico dice che non sei tenuto al risarcimento, purché tu dimostra che, effettivamente, il danno non sia collegabile ad una tua condotta colpevole. Lo stesso accade nel diritto penale: se commetti un reato che non è completamente ascrivibile alla tua volontà, la legge ti dice che non sei responsabile. Le ipotesi che ho sopra enucleato sono essenzialmente riconducibili ai due concetti di caso fortuito e forza maggiore, ben noti sia al diritto civile che a quello penale. Sebbene sembrino sinonimi, in realtà le due nozioni fanno riferimento a situazioni distinte. Se vuoi saperne di più sull’argomento, ti consiglio di proseguire nella lettura di questo articolo: ti spiegherò la differenza tra caso fortuito e forza maggiore.

Responsabilità civile: cos’è?

Non posso illustrarti la differenza tra cosa fortuito e forza maggiore se prima non ti spiego, in modo semplice e chiaro, cos’è la responsabilità civile e cos’è quella penale: caso fortuito e forza maggiore, infatti, si inseriscono all’interno del più ampio concetto di responsabilità, fungendo da cause di giustificazione ed evitando così all’autore del fatto di doverne rispondere. Cominciamo con la responsabilità civile.

Secondo il codice civile, esistono essenzialmente due forme di responsabilità: quella contrattuale e quella extracontrattuale. La prima presuppone che tra le parti sia stato stipulato un contratto il quale, evidentemente, non è stato rispettato; la seconda, al contrario, trova applicazione in tutti gli altri casi, e cioè quando il danno non sia derivato dal mancato adempimento di un obbligo contrattuale. Ti faccio subito degli esempi per farmi capire: classica ipotesi di responsabilità contrattuale è quella derivante dall’inadempimento della prestazione contenuta nell’accordo (ad esempio: il conduttore che non paga il fitto di casa al locatore; l’operatore telefonico che non fornisce la linea nonostante il pagamento del canone mensile; ecc.), mentre il caso di responsabilità extracontrattuale per antonomasia è il sinistro stradale tra due autovetture.

Responsabilità penale: cos’è?

La differenza tra caso fortuito e forza maggiore rileva anche nel settore penale, come ti dirò di qui ad un istante. La responsabilità penale si basa anch’essa, come quella civile sopra vista, sul legame tra la condotta colpevole di un soggetto e le sue conseguenze: se colpisci con un pugno un’altra persona, risponderai di lesioni o di percosse; se ti impossessi volontariamente di una cosa altrui, risponderai di furto; e così via.

La differenza più rilevante tra responsabilità civile e responsabilità penale è che, di norma, della prima si risponde anche se il danno è stato cagionato senza una precisa intenzione, mentre nella seconda la regola è che si risponda solamente quando il fatto sia commesso con dolo, cioè con la precisa volontà di danneggiare.

Caso fortuito e forza maggiore: cosa sono?

Il codice penale dice espressamente che non è punibile chi ha commesso il fatto per caso fortuito o per forza maggiore [1]. Non differentemente, il codice civile dice, in alcuni suoi articoli, che si è responsabili del danno prodotto, a meno che non si dimostri il caso fortuito [2]; in altri ancora, che si va esenti da responsabilità se l’impossibilità della prestazione non derivi da causa imputabile [3].

Ciò che si desume dalle poche norme dedicate al caso fortuito e alla forza maggiore è che entrambi spezzano il legame che c’è tra una condotta e il danno che ad essa è ricollegabile: in poche parole, c’è il danno, ma non la responsabilità (civile o penale che sia). Questo perché sia il caso fortuito che la forza maggiore intervengono dall’esterno, rendendo inevitabile l’episodio avvenuto ma, allo stesso tempo, escludendo la responsabilità in capo a colui che solo apparentemente ne è l’autore. Ti faccio un esempio molto chiaro, dopodiché passeremo a definire le due categorie di cui ci stiamo occupando: se un operaio che sta lavorando su un’impalcatura viene fatto precipitare giù da una violenta tromba d’aria e, cadendo, travolge un povero passante, la responsabilità potrà essere correttamente attribuita all’operaio? Un malintenzionato ti punta una pistola alla tempia dicendo che, se non colpisci ripetutamente al viso il tuo amico, farà fuoco: obbedisci, causando multiple ferite alla vittima. In un’ipotesi come questa, l’evento lesivo può esserti attribuito?

Caso fortuito: cos’è?

La differenza tra caso fortuito e forza maggiore è sottile ma c’è; non potrai comprenderla, però, se non ti spiego prima cosa sia l’uno e cosa l’altra. Secondo la giurisprudenza, per caso fortuito deve intendersi quell’evento imponderabile, imprevisto e imprevedibile, che si inserisce improvvisamente nell’azione del soggetto, vincendo ogni possibilità di resistenza e di contrasto, così da rendere fatale il compiersi dell’evento al quale l’agente viene a dare quindi un contributo causale meramente fisico [4].

Esempio: possono essere ricondotte al caso fortuito le eccezionali e imprevedibili condizioni meteorologiche avverse che, rendendo impraticabile il manto stradale, cagionano un pericoloso incidente. Ugualmente, può rientrare nella categoria del caso fortuito l’improvviso cedimento del terreno dovuto ad una frana, oppure una violenta scossa di terremoto. È sempre caso fortuito l’improvviso scoppio di uno pneumatico di un’autovettura, dal quale consegue un sinistro, quando lo scoppio non sia dovuto alla negligenza del guidatore oppure alla sua condotta imprudente.

Forza maggiore: cos’è?

A differenza del caso fortuito, la forza maggiore si caratterizza non per la fatalità dell’evento, ma per la sua inevitabilità. Secondo la giurisprudenza, mentre il caso fortuito presuppone l’improvviso inserimento nella condotta dell’agente di un fattore imprevedibile che rende fatale il compiersi dell’evento, la forza maggiore si concreta in un evento, derivante dalla natura o dall’uomo, alla cui azione non ci si può sottrarre [5].

In pratica, la forza maggiore è una forza esterna alla quale non si può resistere: si pensi all’esempio sopra riportato della violenta raffica di vento che fa cadere una persona costringendola ad atterrare su di un’altra; oppure alla violenza perpetrata da altro individuo, che costringe la persona che la subisce a fare cose che altrimenti non avrebbe mai fatto. Forza maggiore, quindi, può essere tanto il fatto della natura quanto quello dell’uomo o, addirittura, dello Stato: si pensi a chi si era obbligato a pagare il proprio debito mediante conferimento dei frutti di una particolare coltivazione, coltivazione che, a seguito dell’entrata in vigore di una nuova legge, è divenuta illegale.

note

[1] Art. 45 cod. pen.

[2] Art. 2051 e 2052 cod. civ.

[3] Art. 1218 cod. civ.

[4] Cass., sent. n. 6401 del 24.05.1978.

[5] Cass., sent. n. 9493 del 08.10.1976.

Autore immagine: Pixabay.com


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