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Bonus assunzione Mezzogiorno 2019

24 Nov 2018 | Autore:


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Prorogato sino al 2020 il bonus per l’assunzione di giovani e disoccupati delle regioni del Sud Italia: come funziona l’incentivo, chi ne ha diritto, come fare domanda.

Prorogato sino al 2020, con un’apposita previsione inserita nella legge di Bilancio 2019, il cosiddetto bonus assunzione Sud, o bonus occupazione Mezzogiorno: quest’agevolazione, che attualmente è valida per le assunzioni effettuate nel Mezzogiorno dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018, si chiama ” Incentivo occupazione Mezzogiorno” e si rivolge ai datori di lavoro privati che assumono in Abruzzo, Molise, Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia lavoratori di età compresa tra i 16 anni e 34 anni, o con almeno 35 anni di età e privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

L’incentivo dà diritto all’esonero totale dei contributi Inps per un anno, sino a un massimo di 8.060 euro, ed è cumulabile, sino al predetto limite massimo, con altre agevolazioni all’assunzione.

Per ottenere l’incentivo, bisogna però rispettare le condizioni valide per la generalità delle agevolazioni all’assunzione, come la regolarità contributiva e l’osservanza delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro. Inoltre, l’incentivo spetta soltanto nel caso in cui l’Inps riscontri la necessaria copertura finanziaria: a tal fine, bisogna inoltrare un’apposita richiesta di prenotazione nel portale web dell’istituto.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sul Bonus assunzione Mezzogiorno 2019: a quali agevolazioni dà diritto, a chi spetta, come si chiede.

Chi ha diritto al bonus assunzione Mezzogiorno 2019?

Hanno diritto al bonus i datori di lavoro privati che, senza esservi tenuti, assumono, dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 disoccupati in possesso delle apposite condizioni previste. In base a quanto emerso dall’attuale testo della legge di Bilancio 2019, il bonus varrà anche per le assunzioni effettuate nel 2019 e nel 2020. Ma quali sono i requisiti che devono possedere i lavoratori da assumere, per aver diritto all‘incentivo occupazione Mezzogiorno? Deve trattarsi di:

  • lavoratori di età compresa tra i 16 anni e 34 anni;
  • lavoratori con 35 anni di età e oltre, privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

I lavoratori assunti non devono aver avuto un rapporto di lavoro negli ultimi sei mesi con lo stesso datore, o con un datore avente rapporti di collegamento o controllo.

Per i lavoratori di età compresa tra i 25 e i 34 anni di età, l’incentivo può essere fruito solo quando, ne dettaglio, ricorre una delle seguenti condizioni:

  • il lavoratore è privo di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
  • il lavoratore non è in possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o di una qualifica o diploma di istruzione e formazione professionale;
  • il lavoratore ha completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni e non ha ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito;
  • il lavoratore è assunto in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici dello Stato, oppure è assunto in settori economici in cui è riscontrato un differenziale di almeno il 25%.

A quali aziende spetta il bonus assunzione Mezzogiorno?

L’incentivo assunzione Mezzogiorno può essere chiesto da tutti i datori di lavoro privati, purché la sede di lavoro sia ubicata nelle seguenti regioni: Abruzzo, Molise, Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia; la residenza del lavoratore non è rilevante ai fini del diritto all’agevolazione.

Se la sede legale dell’azienda si trova in una regione differente, la sede Inps competente, a seguito di specifica richiesta da parte del datore di lavoro interessato e dopo aver effettuato i dovuti controlli, deve inserire un apposito codice di autorizzazione, per indicare che l’azienda effettua l’accentramento contributivo con unità operative nei territori del Mezzogiorno.

In ogni caso è indispensabile, per beneficiare in modo legittimo dell’incentivo, che il lavoratore sia impiegato in un’unità operativa situata nelle regioni “meno sviluppate” o “in transizione”, pena la revoca del beneficio.

Per quali contratti vale il bonus assunzione Mezzogiorno?

Il nuovo esonero contributivo è riconosciuto ai datori di lavoro privati che, a decorrere dal 1º gennaio 2018, assumono lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione, o di apprendistato professionalizzante. L’esonero si applica anche per le trasformazioni di contratti a termine in contratti a tempo indeterminato e ai soci lavoratori di cooperativa, se assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

L’incentivo non si applica ai contratti di lavoro domestico, occasionale o intermittente.

A quanto ammonta il bonus assunzione Mezzogiorno?

L’incentivo per giovani e disoccupati Sud è pari ai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, quindi al 100% dei contributi Inps dovuti, con esclusione di premi e contributi dovuti all’Inail, per un periodo di 12 mesi a partire dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8.060 euro su base annua, per lavoratore assunto; il limite è ridimensionato e applicato su base mensile.

Se il contratto è part time, il tetto massimo di beneficio deve essere proporzionalmente ridotto.

Cumulo bonus assunzione Mezzogiorno con altri incentivi

Il bonus occupazione Sud può essere cumulato con l’incentivo all’occupazione giovanile stabile, o bonus occupazione giovani, previsto dalla legge di Bilancio 2018; in particolare, il bonus occupazione Mezzogiorno è fruibile per la parte residua, fino al 100% dei contributi a carico del datore di lavoro.

Di conseguenza, nell’ipotesi di cumulo tra l’esonero contributivo previsto dalla legge di bilancio 2018 e l’incentivo occupazione Mezzogiorno, la soglia massima annuale di esonero dal versamento dei contributi per il bonus giovani è pari a 5.060 euro: 8.060 euro totali per l’incentivo occupazione Sud, cui va sottratto l’importo massimo riconoscibile di 3mila euro per l’esonero previsto dalla legge di Bilancio 2018.

L’ammontare massimo, riparametrato su base mensile, è dunque pari a 421,66 euro (5.060/12) e, per rapporti di lavoro instaurati ovvero risolti nel corso del mese, per un importo massimo di 13,60 euro (421,66/31) per ogni giorno di fruizione dell’esonero contributivo.

Per quanto riguarda il 2019, in base alle previsioni della nuova legge di bilancio il bonus assunzione Mezzogiorno sarà cumulabile con l’incentivo previsto dal decreto Dignità [1], che introduce dal 1° gennaio 2019 una riduzione del 50% per tre anni dei contributi previdenziali a carico del datore, nel limite massimo di 3mila euro annui. Il testo afferma che per il dipendente assunto con bonus Sud e sgravio del decreto Dignità il datore beneficia di un esonero totale dal versamento dei contributi a suo carico nel limite di euro 8.060 annui. Il meccanismo di cumulo sarà dunque analogo a quello appena  osservato in merito all’esonero contributivo previsto dalla legge di bilancio 2018 e l’incentivo occupazione Mezzogiorno.

A quali condizioni è riconosciuto il bonus assunzione Mezzogiorno?

Il diritto alla fruizione dell’incentivo occupazione Mezzogiorno è subordinato alle seguenti condizioni:

  • adempimento, da parte del datore di lavoro, degli obblighi contributivi, cioè versamento dei contributi e premi obbligatori;
  • osservanza delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro;
  • rispetto, fermi restando gli altri obblighi di legge, degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, se sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
  • applicazione dei principi generali in materia di incentivi all’occupazione [2]:
    • l’incentivo non spetta se l’assunzione costituisce attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva, anche nel caso in cui il lavoratore avente diritto all’assunzione viene utilizzato mediante contratto di somministrazione;
    • l’incentivo non spetta se l’assunzione viola il diritto di precedenza, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine; questa condizione vale anche nel caso in cui, prima dell’utilizzo di un lavoratore con contratto di somministrazione, l’utilizzatore non abbia preventivamente offerto la riassunzione al lavoratore titolare di un diritto di precedenza per essere stato precedentemente licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o perché abbia cessato un rapporto a termine; è comunque necessario che la volontà di beneficiare della precedenza sia espressa per iscritto da parte del lavoratore;
    • l’incentivo non spetta se presso il datore di lavoro o presso l’utilizzatore con contratto di somministrazione sono in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l’assunzione riguardi lavoratori inquadrati ad un livello diverso da quello posseduto dai lavoratori sospesi, o da impiegare in unità produttive diverse da quelle interessate dalla sospensione;
    • l’incentivo non spetta se l’assunzione riguarda lavoratori licenziati, nei sei mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che, alla data del licenziamento, presentava elementi di relazione con il datore di lavoro che assume, sotto il profilo della sostanziale coincidenza degli assetti proprietari ovvero della sussistenza di rapporti di controllo o collegamento;
  • l’invio tardivo delle comunicazioni telematiche obbligatorie dell’instaurazione o della modifica di un rapporto di lavoro o di somministrazione produce la perdita di quella parte dell’incentivo relativa al periodo compreso tra la decorrenza del rapporto agevolato e la data della tardiva comunicazione.

Compatibilità del bonus assunzione Mezzogiorno con gli aiuti de minimis

L’incentivo occupazione Sud è soggetto ai limiti de minimis; si possono superare questi limiti solo se si realizza un incremento occupazionale netto, ma non si può superare il limite di intensità massima di aiuto [3].

Il requisito dell’incremento occupazionale netto non è richiesto per i casi in cui il posto o i posti occupati sono disponibili a seguito di dimissioni volontarie, invalidità, pensionamento per raggiunti limiti d’età riduzione volontaria dell’orario di lavoro o licenziamento per giusta causa, e non in seguito a licenziamenti per riduzione del personale.

Prenotazione bonus assunzione Mezzogiorno

Per ottenere l’incentivo occupazione Mezzogiorno bisogna inoltrare una domanda preliminare all’Inps, esclusivamente in via telematica, tramite il portale web dell’istituto, indicando i dati relativi all’assunzione effettuata (o da effettuare).

Nello specifico, il datore di lavoro deve dapprima inviare, attraverso il modulo di istanza on-line “Omez”, disponibile all’interno dell’applicazione “Diresco – dichiarazioni di responsabilità del contribuente”, presente nel portale web dell’Inps, una domanda preliminare di ammissione all’incentivo, indicando i seguenti dati:

  • il lavoratore nei cui confronti è intervenuta o potrebbe intervenire l’assunzione a tempo indeterminato;
  • la regione e la provincia di esecuzione della prestazione lavorativa;
  • l’importo della retribuzione mensile media, comprensiva dei ratei di tredicesima e quattordicesima mensilità;
  • la misura dell’aliquota contributiva a carico del datore che può essere oggetto di sgravio;
  • se per l’assunzione intende fruire anche dell’esonero previsto per l’assunzione di giovani dalla legge di Bilancio.

Il modulo è accessibile seguendo il percorso “Accedi ai servizi”, “Altre tipologie di utente”, “Aziende, consulenti e professionisti”, “Servizi per le aziende e consulenti” (autenticazione con codice fiscale e pin dispositivo), “Dichiarazioni di responsabilità del contribuente”.

Domanda bonus assunzione Mezzogiorno

L’Inps, a seguito della domanda, attraverso i propri sistemi informativi centrali deve:

  • consultare gli archivi informatici dell’Anpal, per sapere se il lavoratore, alla data di assunzione o, nel caso in cui l’assunzione non sia ancora stata effettuata, alla data di invio della richiesta per cui si chiede l’incentivo, sia disoccupato;
  • calcolare l’importo dell’incentivo spettante in base all’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro indicata;
  • verificare se sussiste la copertura finanziaria per l’incentivo richiesto;
  • informare, con una comunicazione in calce allo stesso modulo di istanza, che è stato prenotato in favore del datore di lavoro l’importo dell’incentivo per l’assunzione del lavoratore indicato nell’istanza preliminare.

La richiesta di prenotazione dell’incentivo che non è inizialmente accolta per carenza di fondi resta valida, mantenendo la priorità acquisita dalla data di prenotazione, per 30 giorni; se entro tale termine si liberano delle risorse utili, la richiesta viene automaticamente accolta; diversamente, trascorsi inutilmente i 30 giorni indicati, l’istanza perde definitivamente di efficacia e l’interessato deve presentare una nuova richiesta di prenotazione.

Se la domanda non è accolta perché non risulta rilasciata dal lavoratore la Did, cioè la dichiarazione d’immediata disponibilità all’impiego, l’istanza resta valida, mantenendo la priorità acquisita dalla data di prenotazione, per 30 giorni. Durante tale periodo, l’Inps consulta quotidianamente la banca dati dell’Anpal al fine di verificare la presenza di eventuali aggiornamenti circa la posizione del lavoratore.

Trascorsi inutilmente i 30 giorni indicati, l’istanza perde definitivamente di efficacia e l’interessato deve presentare una nuova richiesta di prenotazione.

Accoglimento domanda bonus assunzione Mezzogiorno

L’Inps, effettuate le dovute verifiche anche in relazione alle risorse disponibili, comunica l’avvenuta prenotazione dell’importo dell’incentivo a favore del datore di lavoro.

Il datore di lavoro entro 10 giorni di calendario deve comunicare, a pena di decadenza, l’avvenuta assunzione, chiedendo la conferma della prenotazione effettuata in suo favore.

A questo punto, l’Inps può autorizzare la fruizione dell’incentivo nei limiti delle risorse disponibili; l’autorizzazione avviene secondo l’ordine cronologico di presentazione dell’istanza preliminare.

A seguito dell’autorizzazione, il godimento del beneficio deve essere effettuato mediante conguaglio sulle denunce contributive: in buona sostanza, l’Inps non invia materialmente soldi al datore di lavoro, ma l’importo viene compensato mensilmente con i contributi dovuti.

Nello specifico, la fruizione del beneficio può avvenire con conguaglio o compensazione nelle denunce contributive (Uniemens, Lista pos pa o Dmag);  il datore di lavoro non deve imputare l’agevolazione alle quote di contributi che non possono essere oggetto di esonero.

note

[1] Articolo 1-bis, comma 1, D.L. n. 87/2018 convertito in L. n. 96/2018.

[2] Art. 31 D.lgs. 150/2015.

[3] Art. 32 Reg. UE 651/2014.


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