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Denuncia un infortunio sul lavoro all’Inail: tempi e modi

4 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Gennaio 2019



L’art. 112 del T.U.1124/65, circa la denuncia di infortunio sul lavoro, prevede che “l’azione per conseguire le prestazioni di cui al presente titolo, si prescrive nel termine di tre anni dal giorno dell’infortunio…”. Lo scorso 2017, una mia collega ha subito un infortunio sul lavoro che l’ha costretta a fare ricorso, seduta stante, alle cure del pronto soccorso. Al medico di turno la dipendente ha riferito che trattavasi di questioni avvenute sul luogo di lavoro. Il medico, pur avendo: praticato una terapia, formulato una prognosi e riportato sul certificato medico rilasciato, che si trattava di questioni avvenute sul lavoro, non ha inoltrato la denuncia all’INAIL. Sia il medico di famiglia, sia quello del patronato, non hanno inteso farlo, sostenendo che il tempo utile per denunciare gli infortuni all’INAIL fosse di 48 ore. È corretto? 

La normativa vigente prevede, in caso di infortunio sul lavoro, distinti obblighi a carico del lavoratore, del datore di lavoro e del medico che presti la prima assistenza al lavoratore infortunato.

Infatti, a carico del lavoratore, l’articolo 52 del decreto del Presidente della Repubblica n. 1124 del 30 giugno 1965 pone l’obbligo di dare immediata notizia al datore di lavoro di qualsiasi infortunio che gli accada, anche se di lieve entità.

Se il lavoratore omette di dare immediatamente avviso dell’infortunio che ha subito al proprio datore di lavoro e il datore di lavoro, a sua volta, non avendo avuto in altro modo notizia dell’infortunio occorso al proprio dipendente non fa denuncia dell’infortunio all’Inail (entro il termine di due giorni previsto a suo carico), in questo caso il lavoratore perde l’indennità relativa ai giorni precedenti a quello in cui il datore ha avuto concretamente notizia dell’infortunio.

A carico del datore di lavoro, invece, l’articolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica n. 1124 del 30 giugno 1965 impone l’obbligo di denunciare (come accennavamo poco sopra) all’Inail l’infortunio occorso al proprio dipendente entro due giorni da quello in cui ne abbia avuto notizia (normalmente a seguito dell’immediata denuncia che il lavoratore è tenuto a fargli): l’obbligo di denuncia per il datore di lavoro sussiste per gli infortuni prognosticati non guaribili entro tre giorni ed indipendentemente da ogni valutazione sulla indennizzabilità o meno dell’infortunio; la denuncia del datore deve essere corredata degli estremi del certificato medico che deve essere già stato trasmesso all’Inail direttamente dal medico che ha prestato soccorso (oppure dalla struttura sanitaria che l’ha rilasciato).

Il medico, infine, che abbia prestato la prima assistenza ad un lavoratore infortunato è obbligato, sempre in base all’articolo 53 decreto del Presidente della Repubblica n. 1124 del 30 giugno 1965, a rilasciare al lavoratore certificato medico (al quale certificato poi il datore di lavoro dovrà fare riferimento per assolvere al suo obbligo di denuncia) ed è tenuto – lui o la struttura sanitaria competente al rilascio – anche a trasmetterlo all’Inail, esclusivamente per via telematica, contestualmente alla sua compilazione.

In sintesi:

– il medico che ha prestato la prima assistenza deve compilare il certificato medico e, contestualmente alla sua compilazione, deve trasmetterlo – direttamente lui o la struttura sanitaria competente al rilascio – telematicamente all’Inail;

– il lavoratore deve immediatamente dare notizia dell’infortunio al proprio datore di lavoro;

– il datore di lavoro, entro due giorni dal momento in cui ha avuto notizia dell’infortunio (normalmente dal suo lavoratore), deve denunciare all’Inail gli infortuni prognosticati non guaribili entro tre giorni allegando alla denuncia il certificato che il medico ha compilato quando è intervenuto per dare la prima assistenza al lavoratore (e che il medico deve aver già trasmesso all’Inail contestualmente alla compilazione, cioè nello stesso momento in cui lo ha compilato).

Lo stesso articolo 53 sopra citato prevede ammende (cioè sanzioni economiche, in realtà assai modeste come entità) per il datore di lavoro e/o per il medico che abbia prestato la prima assistenza che non abbiano rispettato gli obblighi, a loro imposti, di denuncia e/o di compilazione e trasmissione del certificato medico.

Riassumendo: se nel caso descritto dal lettore il medico intervenuto per fornire prima assistenza al lavoratore infortunato ha omesso di trasmettere telematicamente, contestualmente alla sua compilazione, il certificato medico rilasciato al lavoratore, egli sarà soggetto alla ammenda prevista dall’ultimo comma dell’articolo 53 citato.

Resta sempre fermo in ogni caso per il lavoratore il termine di prescrizione di tre anni previsto dall’articolo 112 del d.p.r. n. 1124 del 1965; questo termine di prescrizione di tre anni non subisce nessuna conseguenza dalle eventuali omissioni del medico o del datore, mentre se il lavoratore dovesse aver omesso l’immediata denuncia dell’infortunio al suo datore l’unica conseguenza è che perderebbe l’indennità relativa ai giorni precedenti a quello in cui il datore abbia poi in concreto avuto notizia dell’infortunio.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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