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Inail: transazione novativa e imponibilità delle somme erogate

4 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Gennaio 2019



Le somme concordate tramite conciliazione in forma di transazione novativa da erogare a breve, per rapporti già cessati dal 2013, sono da considerarsi imponibile INAIL? Si è provveduto per l’imputazione quale imponibile INPS e tassazione separata a livello fiscale, ma trattandosi di lavoratori già cessati nel 2013 non si ravvisa, né si trovano indicazioni, in merito all’imponibilità delle somme erogate a livello assicurativo. 

Innanzitutto si conferma al lettore che non è stata fornita, a differenza di quanto avvenuto per i contributi previdenziali, alcuna indicazione circa l’imponibilità Inail delle somme corrisposte al lavoratore per effetto di una transazione novativa. La ragione di ciò si rinviene, a parere di chi scrive, nel fatto che i premi assicurativi dovuti dal datore di lavoro hanno ratio e meccanismo “impositivo” differente rispetto a quello previsto per i contributi Inps. 

Secondo la Cassazione, al fine di valutare se siano assoggettabili a contribuzione obbligatoria le erogazioni economiche corrisposte dal datore di lavoro in favore del lavoratore in adempimento di una transazione, spiega limitato rilievo la circostanza che tali somme siano pervenute al lavoratore in adempimento di un accordo transattivo, dovendosi valutare più approfonditamente non solo se manchi uno stretto nesso di corrispettività, ma se risulti un titolo autonomo, diverso e distinto dal rapporto di lavoro, che ne giustifichi la corresponsione; ciò in quanto occorre tener conto sia del principio secondo il quale tutto ciò che il lavoratore riceve, in natura o in denaro, dal datore di lavoro retribuzione imponibile ai fini contributivi in dipendenza e a causa del rapporto di lavoro (ai sensi dell’art. 12 della legge n. 153 del 1969) sia della assoluta indisponibilità, da parte dell’autonomia privata, dei profili contributivi che l’ordinamento collega al rapporto di lavoro. 

Ovviamente la transazione non può avere ad oggetto il rapporto previdenziale, che resta giuridicamente distinto dal rapporto di lavoro (e facente capo ad un soggetto terzo) e non può essere disponibile per datore e lavoratore. Difatti, secondo la Cassazione, “la transazione intervenuta tra il datore di lavoro ed il lavoratore e relativa alle obbligazioni retributive gravanti sulla parte datoriale è inopponibile all’ente previdenziale, dato che la nozione di retribuzione imponibile di cui L. n. 153 del 1969 articolo 12, deve correlarsi a tutto ciò che il lavoratore ha diritto di ricevere dal datore di lavoro, indipendentemente dal fatto che gli obblighi retributivi siano concretamente adempiuti o che il lavoratore abbia rinunciato ai propri diritti” (Cass. n. 2642 del 2014). 

Nel caso dei contributi Inail, l’obbligatorietà del versamento da parte del datore di lavoro è strettamente connessa allo svolgimento dell’attività lavorativa ed ha funzione assicurativa per tutti i casi di infortunio avvenuti per causa violenta in occasione di lavoro, da cui sia derivata la morte o un’inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale, ovvero un’inabilità temporanea assoluta che importi l’astensione dal lavoro per più di tre giorni. È evidente la differente ratio rispetto ai contributi Inps necessari per garantire l’erogazione delle prestazioni previdenziali e assistenziali anche (e soprattutto) dopo la cessazione del rapporto, grazie alle ritenute operate sulla retribuzione. 

A seguito di transazione novativa tra datore e lavoratore, con cessazione definitiva del rapporto, vengono meno i presupposti per il versamento del premio assicurativo. Le somme erogate per effetto della transazione novativa costituiscono reddito da lavoro dipendente (se riconducibili al rapporto di lavoro in essa richiamato) e, pertanto, sono soggette per legge al pagamento delle imposte sui redditi e dei contributi. Il premio Inail è, invece, svincolato dalla retribuzione (la quale costituisce solo lo strumento di calcolo del premio stesso), e non può trovare ingresso in una transazione novativa. 

Il rapporto assicurativo resta infatti in piedi, semmai, esclusivamente con l’Inail, che sanzionerà il datore di lavoro per i mancati adempimenti nel corso di svolgimento del rapporto di lavoro. 

È dunque da escludere l’imponibilità Inail delle somme corrisposte a titolo di retribuzione sulle somme erogate a favore del dipendente per effetto della transazione novativa. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone


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