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Giustizia lenta: persi soldi e posti di lavoro

17 ottobre 2017


Giustizia lenta: persi soldi e posti di lavoro

> Business Pubblicato il 17 ottobre 2017



Una macchina della giustizia più efficiente farebbe guadagnare molti soldi e migliaia di posti di lavoro

La lentezza della giustizia in Italia è un argomento noto. Sebbene se ne senta parlare da tanto e da tanto tempo le cose non sembrano migliorare. Anzi. Ogni giorno, purtroppo, si assiste a qualche notizia di inefficienza e ritardo, di lungaggini dei procedimenti, di farraginosa burocrazia. A fare le spese di tale situazione non sono solo i diretti interessati che per qualche ragione si trovano a doversi rivolgere ad un giudice, ma l’economia intera del Paese.

Che succederebbe se i giudizi civili durassero meno?

Secondo degli studi in tema di giustizia [1], le lentezze e le inefficienze costano all’Italia 2,5 punti di Pil (prodotto interno lordo), che tradotto significa circa 40 miliardi di euro. Ma non solo. La riduzione dei tempi della giustizia determinerebbe anche una diminuzione del tasso di disoccupazione, creando circa 130 mila posti di lavoro, farebbe crescere anche l’erogazione di finanziamenti alle imprese da parte delle banche. Una giustizia civile, veloce ed efficiente al pari di quella tedesca consentirebbe di recuperare questa imponente cifra.

Purtroppo l’efficienza della giustizia civile italiana è ben lontana dagli standard degli altri Paesi europei. In media, in Italia, i tempi per arrivare ad una sentenza civile raggiungono i 991 giorni: più del doppio della tempistica registrata in Spagna (510 giorni), Germania (429 giorni) e Francia (395 giorni).

A livello nazionale, poi, il grado di efficienza della giustizia civile presenta profonde differenze anche in relazione alla Regione. Stando alle statistiche, tra la Regione più efficiente e quella più lenta vi è uno scarto di 1300 giorni di ritardo, mentre a livello provinciale lo scarto è di ben 6.000 giorni. La lentezza della giustizia sembra, dunque, accompagnare il divario di sviluppo che continua a caratterizzare l’intera economia italiana. Se i processi durassero di meno, imprese e cittadini potrebbero godere di molti benefici, tra cui certamente un più agevole accesso al credito e maggiore sicurezza. Aumenterebbero le transazioni commerciali e anche gli investimenti stranieri. Insomma, una giustizia veloce sarebbe una fondamentale boccata di ossigeno per l’intera economia del paese.

Infatti è un dato incontestabile che una giustizia che non funziona, o che funziona male ed un ambiente che rende incerta l’attività degli operatori economici contribuiscono a rendere più pesante la crisi economica. Affinchè l’Italia possa sperare in una ripresa economica, è necessario che rimuova gli ostacoli strutturali della sua economia: tra questi in primo luogo le inefficienze ed i ritardi della giustizia. L’accesso alla giustizia è diventato sempre più oneroso, ma senza fornire alcun vantaggio in cambio.

Quali sono le cause dei ritardi della giustizia italiana?

Le cause delle lentezze e della inefficienza della giustizia italiana sono certamente svariate. Ma in primo luogo certamente va citato l’elevato tasso di litigiosità, determinato da una scarsa qualità delle leggi, da una maggiore corruzione e una minore certezza del diritto. Inoltre gli uffici giudiziari, un po’ per la loro organizzazione, un po’ per la carenza di organico, non sono in grado di gestire il grande flusso di contenzioso.

note

[1] Studio Cer-Eures Giustizia civile, imprese e territori.


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1 Commento

  1. E che dire di quei dipendenti che dicono con tracotanza di pagare le imposte sullo stipendio, mentre evadono impunemente il lavoro?

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