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Pensione con opzione donna e contributi figurativi per malattia

5 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Gennaio 2019



Un sindacalista mi ha detto che, per poter accedere ad Opzione Donna, nel calcolo dei 35 anni valgono i contributi figurativi per malattia per i dipendenti pubblici – insegnanti. È corretto? Anche se si dovrà attendere il nuovo decreto per eventuali, auspicate, modifiche, qual è la regola nell’attuale legge? 

Per quanto riguarda la pensione con opzione donna, nei 35 anni di contribuzione sono considerati tutti i contributi, obbligatori, volontari, figurativi, da riscatto e da ricongiunzione. Fanno eccezione, però, i contributi relativi a periodi di malattia e di disoccupazione ordinaria indennizzata, che, in presenza di 35 anni di contribuzione e della corrispondente età anagrafica richiesta (57 anni di età per le dipendenti e 58 anni per le autonome, compiuti entro il 31 dicembre 2015), sono utilizzati solo per la determinazione della misura della pensione anticipata e non ai fini del diritto della stessa. In pratica, questi contributi fanno aumentare l’assegno di pensione ma non contano per il diritto alla pensione. 

Quest’eccezione, relativa alla validità dei contributi figurativi per malattia e disoccupazione, non è stabilita dalla legge che ha introdotto l’opzione donna, la Legge 243/2004, ma è una precisazione contenuta, sulla base della Legge 335/1995 (Legge Dini), nella circolare Inps n. 44/1996. 

Si tratta di una circolare Inps, non Inpdap: per questo motivo, e considerando anche che la generalità delle disposizioni della Legge Dini si riferisce agli iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria, e non alle gestioni esclusive, esonerativi e sostitutive, tra le quali rientra l’Inpdap, si ritiene che l’esclusione dei contributi per malattia e disoccupazione non valga per i dipendenti pubblici. In realtà, però, sul punto manca una pronuncia precisa. 

Per quanto riguarda la possibilità di raggiungere l’opzione donna, attualmente la situazione è la seguente, si prevede una proroga sino al 2021: in pratica, ci sarebbe tempo sino al 31 dicembre 2021 per raggiungere 35 anni di contributi e 58 anni di età (nuovo requisito per le lavoratrici dipendenti) o 59 anni di età (nuovo requisito per le autonome). 

In base a quanto descritto, a giugno 2018 risultano accreditati, malattia compresa, 35 anni di contributi: stando all’interpretazione prevalente (ma non certa, purtroppo), i contributi per malattia dovrebbero valere ed i requisiti per l’opzione sarebbero dunque tutti perfezionati, salvo l’attesa di 12 mesi di finestra, che terminerebbe dunque nel giugno 2019. 

Purtroppo, nella legge di Bilancio 2019 mancano disposizioni precise in merito all’opzione donna, che si conosceranno solo col cosiddetto pacchetto previdenza, una nuova normativa che sarà adottata a fine dicembre 2018. Si spera che il decreto Miur per le domande di cessazione dal servizio del personale della scuola, preveda le scadenze almeno a gennaio e non a dicembre, per lasciare il tempo di capire quali possibilità si prospettano realmente. Anche nel caso in cui la proroga dell’opzione donna valga solo sino a dicembre 2019, come emerge da alcune nuove proposte, e non al 2021, la lettrice riuscirebbe ugualmente a pensionarsi. 

Ma sarebbe imprudente, a parere dello scrivente, inviare la domanda di cessazione dal servizio in assenza della certezza del diritto a pensione. Per togliere ogni dubbio riguardo all’utilità dei contributi figurativi per malattia, sarebbe bene domandare all’Inps l’estratto conto certificativo, o la certificazione del diritto a pensione, cosicché siano costretti a indicare esplicitamente se quei contributi contano per il diritto alla pensione anticipata o di anzianità, o meno. 

Anche per quanto riguarda la segnalazione RVPA dei periodi pre-ruolo, da esperienze professionali pare che l’unica soluzione, se con la richiesta di estratto conto certificativo nulla si ottiene, sia quella di recarsi personalmente all’Inail, sollecitando la lavorazione, e motivando il sollecito con la vicinanza del diritto alla pensione. 

Quindi, ricapitolando: 

– i contributi figurativi per malattia, non essendo la lettrice iscritta all’Assicurazione Generale Obbligatoria, dovrebbero essere utili, anche se manca un’indicazione esplicita nelle circolari; unico modo per accertarsene è chiedere la certificazione del diritto a pensione o l’estratto conto certificativo; 

– la nuova opzione donna, ad oggi, dovrebbe raggiungersi con 58 anni di età, per le dipendenti, e 35 anni di contributi, se maturati entro il 31 dicembre 2021 (secondo altre proposte, entro il 31 dicembre 2019);

 per i periodi pre-ruolo, se non dovessero essere accreditati con la richiesta estratto conto certificativo, l’unica soluzione è recarsi di persona all’Inpdap per sollecitare la pratica. Naturalmente bisognerà tenersi costantemente aggiornati sulle evoluzioni di questo particolare regime pensionistico. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci 



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