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Pensione di vecchiaia: condizioni per avere la deroga Amato

5 Gennaio 2019 | Autore:


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Mio padre è nato nel 1952 e possiede 785 settimane di contributi al 1992.  Ad oggi si sa se la deroga Amato è salvaguardata o a 8/9 mesi dal traguardo c’è qualche beffa? Mio padre è stato sfortunato col lavoro, ma con questa opportunità potrebbe almeno prendere la pensione minima di vecchiaia. 

I timori del lettore sono perfettamente comprensibili, in quanto le “sorprese”, in tema di pensioni, non mancano mai. 

Il diritto alla deroga Amato, cioè ad ottenere la pensione con 15 anni di versamenti, è salvaguardato dai recenti cambiamenti normativi in tema di previdenza, come chiarito dalle circolari Inps 16/2013 e 120/2013. In pratica, anche se la normativa in materia di pensioni è cambiata, rispetto alle disposizioni generali in vigore all’epoca in cui è stato emanato il decreto Amato [D.lgs. n.503/1992], il diritto al conseguire la pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi è ancora valido, per chi rispetta determinate condizioni. 

Il diritto alla pensione con 15 anni di contributi resterà, per chi possiede i requisiti per questo particolare beneficio, anche nel caso in cui la normativa previdenziale cambi ancora, con l’entrata in vigore della pensione quota 100. 

Ma quali sono le condizioni che danno luogo al beneficio della pensione di vecchiaia con 15 anni di versamenti? È bene ricordarle qui di seguito ancora una volta, nel modo più dettagliato possibile. 

Secondo la prima deroga Amato, è possibile pensionarsi con 15 anni di contributi se si possiedono 15 anni di contribuzione (780 settimane) accreditate prima del 31 dicembre 1992; sono utili tutti i contributi: volontari, obbligatori, figurativi, da riscatto e ricongiunzione, anche quelli versati all’estero, in Paesi europei o convenzionati con l’Italia. 

Per beneficiare della deroga è necessario essere iscritti al Fondo lavoratori dipendenti o alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi dell’Inps. La deroga si applica anche agli iscritti ex Inpdap, ex Enpals, ex Ipost. 

La seconda deroga Amato, la cosiddetta deroga per gli autorizzati ai contributi volontari, prevede la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contributi, se si è stati autorizzati al versamento dei contributi volontari, con un provvedimento di autorizzazione anteriore al 24 dicembre 1992 (non è necessario l’effettivo versamento di contributi volontari). 

La deroga vale per i lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria dell’Inps e per gli iscritti ex Enpals (non per gli iscritti all’ex Inpdap ed all’ex Ipost). I dipendenti pubblici, quindi, essendo iscritti all’ex Inpdap, non possono fruire della seconda deroga. 

Per raggiungere i 15 anni di contribuzione, anche in questo caso, sono utili tutti i contributi: volontari, obbligatori, figurativi, da riscatto e ricongiunzione e esteri. 

La terza deroga Amato, la cosiddetta deroga per i lavoratori discontinui, prevede infine la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contributi, per i soli lavoratori dipendenti, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo della medesima, se si possiedono: 

– 25 anni di anzianità assicurativa (vale a dire che il primo contributo deve essere versato almeno 25 anni prima della data di maturazione dei requisiti per la pensione: può essere contato qualsiasi contributo, a tal fine, anche per attività di lavoro autonomo o svolte all’estero in un Paese Ue o convenzionato); 

– 15 anni di contribuzione: valgono i soli contributi da lavoro dipendente versati all’Assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo; 

– almeno 10 anni lavorati discontinuamente, cioè per periodi inferiori alle 52 settimane; non sono considerati gli anni lavorati interamente in cui risultano meno di 52 contributi settimanali, a causa del fatto che il part time non arrivi a coprire tutte le 52 settimane per retribuzione inferiore al minimale (pari a 205,19 euro settimanali nel 2018); al contrario, un anno può risultare interamente coperto da contributi, ma non interamente lavorato, 

-se è presente un periodo di disoccupazione indennizzato durante il quale sono accreditati i contributi figurativi. Sono utili anche gli anni in cui il lavoratore risulta iscritto negli elenchi dei lavoratori agricoli a tempo determinato (cosiddetti otd). 

I fondi esonerativi dell’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps, i cui iscritti possono fruire della terza deroga Amato, sono quelli degli spedizionieri doganali, dei lavoratori delle miniere, cave e torbiere, la gestione speciale ad esaurimento del consorzio autonomo del porto di Genova e Trieste e la gestione speciale dei lavoratori dipendenti di ex-enti creditizi. 

I fondi sostitutivi dell’assicurazione generale obbligatoria sono invece il fondo trasporti, il fondo dazieri, il fondo elettrici, il fondo telefonici, il fondo volo, il fondo per i dirigenti di aziende industriali (Inpdai), il fondo di previdenza dello spettacolo (Fpls), il fondo di previdenza degli sportivi professionisti (Fplsp) ed il fondo pensione dei giornalisti. 

Alcuni di questi fondi sono stati peraltro soppressi e sono confluiti nell’Inps. 

Per quanto riguarda l’età in cui ci si può pensionare con la deroga Amato, bisogna ricordare che la deroga Amato consente di conseguire la pensione di vecchiaia. Ci si può dunque pensionare con 15 anni di contributi: 

– a 66 anni e 7 mesi di età, per chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2018; 

– a 67 anni di età, per chi matura i requisiti dal 1° gennaio 2019 (in seguito il requisito anagrafico dovrebbe aumentare di 3 mesi ogni biennio); è comunque possibile che sia disposto il blocco degli adeguamenti dei requisiti per la pensione, e che dunque l’età richiesta resti ferma (probabilmente sino al 2023) a 66 anni e 7 mesi di età; 

– a 60 anni e 7 mesi se uomo, o 55 anni e 7 mesi se donna, per chi ha diritto alla pensione di vecchiaia anticipata per invalidità (dal 2019 i requisiti saranno spostati, rispettivamente, a 61 e 56 anni, salvo blocco degli adeguamenti). 

Nel caso del padre del lettore, era stato dallo stesso  specificato, nelle precedenti consulenze, che risultasse iscritto a una delle gestioni per le quali è previsto il diritto alla deroga Amato, col possesso di almeno 15 anni di contributi (780 settimane) accreditati prima del 31 dicembre 1992. Per la precisione, come affermato dal lettore, suo padre possiede 785 settimane di contributi accreditate prima del 31 dicembre 1992. 

In base a quanto descritto nel quesito, il padre del lettore può dunque beneficiare della deroga Amato al compimento di 66 anni e 7 mesi di età o di 67 anni di età, a seconda dell’applicazione, o meno, del blocco dell’adeguamento dei requisiti per la pensione (al momento, ancora non è stato reso noto nulla di certo riguardo alla possibilità che il requisito resti fermo a 66 anni e 7 mesi). 

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci 


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