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Querela: conseguenze

3 Gennaio 2019 | Autore: Antonio Carlei


Querela: conseguenze

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 Gennaio 2019



Accusare altri di aver commesso un reato: come ottenere la punizione del colpevole ed effetti dell’esposto all’autorità giudiziaria.

Nella vita quotidiana potresti essere accusato della commissione di un reato ovvero essere tu stesso vittima di un reato. In quest’ultima ipotesi potresti decidere quindi di informare l’autorità giudiziaria dell’accaduto. Pertanto dovrai dichiarare tutta la verità ed essere molto preciso sui fatti commessi in tuo danno. Infatti, riferire false vicende all’autorità giudiziaria oppure accusare falsamente qualcuno di commettere un reato è una condotta molto grave: gli effetti per chi dichiara il falso all’autorità a volte sono decisamente negativi. Nella peggiore delle ipotesi potresti essere accusato tu stesso di aver commesso un reato per via delle false dichiarazioni rese. In ogni caso dovrai fornire a chi riceve il tuo esposto tutti i dettagli della vicenda. Ciò poiché dal fatto che narri saranno ricavati gli elementi essenziali per l’inizio delle attività di indagine. Ricorda che per alcuni reati le notizie all’autorità possono essere date anche informalmente poiché sono perseguibili d’ufficio. Per altri reati invece tu danneggiato dovrai chiedere la punizione del colpevole mediante un atto chiamato querela. Pertanto eccoti una breve guida su cosa fare quando si vuole depositare una querela: conseguenze e rimedi sono questioni tecniche, ma possono essere spiegate in modo da essere alla portata di tutti.

Che cos’è la querela?

La querela è l’atto con cui tu chiedi all’autorità giudiziaria di punire l’autore di un reato a tuo danno.

Solitamente, l’autorità giudiziaria deve indagare sui reati di cui ha notizia e non necessità di un’esplicita richiesta da parte del danneggiato. Tuttavia, per alcuni reati la legge impone che sia tu danneggiato a chiedere espressamente all’autorità giudiziaria di avviare le indagini e punire il colpevole. In assenza di tale richiesta non potrà essere aperto un procedimento penale.

Come deve essere presentata la querela?

Devi presentare la querela all’autorità giudiziaria, in forma scritta o orale.

Dovrai quindi recarti dal pubblico ministero, dalla polizia giudiziaria (ad esempio Carabinieri, Guardia di Finanza o Polizia di Stato) o, se ti trovi all’estero, da un agente consolare.

Se depositi una querela scritta dovrai indicare il fatto che tu ritieni essere reato a tuo danno e poi sottoscrivere il documento. Nel caso in cui vorrai fare una querela oralmente, il soggetto che la riceve dovrà redigere un verbale in cui saranno riportati tutti gli elementi della querela. È molto importante che tu chieda espressamente la punizione del colpevole. Molte volte tale richiesta non è formulata espressamente e si dovrà valutare il tenore complessivo della querela per comprendere se sia chiara o no la tua volontà di ottenere la condanna dell’autore del reato.

Se non sei a conoscenza di tutti gli autori del reato non preoccuparti, poiché la querela presentata contro una parte degli autori del reato produce effetti anche contro gli autori ignoti. Parimenti, nel caso in cui tu non conosca l’identità dell’autore del reato, potrai comunque fare querela contro ignoti.

Indipendentemente dalla modalità di presentazione, il pubblico ufficiale presso cui depositerai la querela ti farà sottoscrivere un verbale di ricezione di cui potrai ottenere copia.

Entro quanto tempo deve essere presentata la querela?

Dovrai fare la querela entro il termine di tre mesi da quando è commesso il reato o da quando ne hai avuto conoscenza.

In ipotesi particolari il termine è raddoppiato e quindi avrai sei mesi di tempo per fare la querela. Si tratta tuttavia di eccezioni legate alla gravità del reato, come ad esempio alcune ipotesi di violenza sessuale.

Chi può presentare la querela?

Solitamente la querela deve essere presentata dalla vittima del reato.

In alcuni casi straordinari però la querela può essere presentata anche da altri soggetti. Ad esempio potrai presentare la querela per i reati in danno della persona di cui tu sei tutore. Potrai presentare la querela anche nel caso in cui tu sia genitore di un minorenne danneggiato da un reato.

Viceversa, non potrai presentare querela se sei amministratore di condominio per i reati in danno dell’intero condominio [1].

Non potrai presentare querela se sei direttore di un esercizio commerciale per i furti commessi nell’attività che gestisci [2].

Anche se sei amministratore delegato non potrai sporgere querela per i reati in danno della società da te amministrata salvo che tale potere non ti sia stato conferito per procura, anche in via preventiva [3].

Infatti, quando per legge non hai il potere di presentare querela, la vittima potrebbe autorizzarti con una procura speciale nelle forme stabilite dalla legge. È necessario che la procura sia quindi rilasciata per atto pubblico o con scrittura privata autenticata [4].

Che cosa accade dopo la presentazione della querela?

Una volta che la querela è depositata, se il fatto che hai riferito costituisce reato si apriranno le indagini.

In questa fase l’autorità giudiziaria cercherà le prove del fatto che hai narrato nella querela. Molto probabilmente sarai sentito come persona offesa nel corso delle indagini. Completata tutta l’attività d’indagine, il Pubblico Ministero potrà procedere con la richiesta di rinvio a giudizio, salvo l’ipotesi in cui dalle indagini non emergano prove. In quest’ultimo caso si procederà con l’archiviazione: colui che hai indicato come colpevole non sarà punito.

In ogni caso potrai richiedere, alla Procura della Repubblica competente per il luogo dove è stato commesso il reato, che ti siano date informazioni circa l’apertura di procedimenti penali indicando data e luogo di consegna della querela.

È possibile ritirare la querela?

È possibile ritirare la querela tramite l’atto di rinuncia o quello di rimessione. Potrai ritirare la querela personalmente o nominando un procuratore speciale.

La rinuncia è una tua dichiarazione scritta, sottoscritta e rilasciata direttamente all’interessato, ossia al querelato. Potrai anche rendere una dichiarazione orale, ma in tal caso dovrai recarti da un ufficiale di polizia giudiziaria o da un notaio che redigeranno un verbale. In ogni caso anche il verbale dovrà essere sottoscritto da te.

Potrai ritirare la querela anche con dichiarazione diretta all’autorità giudiziaria: in questo caso l’atto assumerà il nome di remissione. In tale dichiarazione dovrai manifestare la volontà di non voler più la punizione del colpevole del reato per cui hai fatto querela.

La remissione deve essere fatta prima della condanna, salvo eccezioni, e non potrà essere più revocata. La remissione deve essere accettata dal querelato: in tal caso il procedimento penale terminerà e il reato sarà estinto.

Che cosa succede se le accuse narrate in querela sono false?

La presentazione di una querela è attività molto seria che coinvolge l’autorità giudiziaria sotto più profili: pubblico ministero, polizia giudiziaria, giudice per le indagini preliminari, giudice del dibattimento.

Pertanto l’autorità reagisce in modo molto severo in casi in cui il fatto riferito sia falso. Infatti, è previsto il reato di simulazione. Tutte le volte che con denunce o querele o istanze dirette all’autorità giudiziaria (o all’autorità che ha obbligo di comunicazione delle notizie di reato) affermi falsamente che sia avvenuto un reato commetterai tu stesso un fatto penalmente rilevante: il reato di simulazione.

Tale tipo di reato è perseguibile d’ufficio: ciò vuol dire che l’autorità giudiziaria non ha bisogno di alcuna particolare segnalazione formale proveniente dalla persona offesa per procedere, ma può aprire il procedimento penale appena ha notizia del reato.

Il modo più facile per uscire da una situazione di questo tipo è la ritrattazione: potrai evitare una condanna se immediatamente dopo la querela e comunque prima che si apra un procedimento penale ritirerai le accuse. È necessario che la ritrattazione sia spontanea: nel farla non devi essere stato indotto dalla polizia giudiziaria. Un parte dei giudici, in modo molto severo, ritiene che la ritrattazione debba avvenire addirittura nello stesso momento in cui fai la querela [5].

Che cosa succede se le accuse narrate in querela sono rivolte ad una persona innocente?

L’atto di accusa coscientemente falso ha conseguenze molto lesive dell’onore e del decoro di una persona: per tale ragione il legislatore ha previsto il reato di calunnia.

Infatti, commetti il reato di calunnia se con la querela (o altro atto diretto all’autorità giudiziaria o all’autorità che ha obbligo di comunicazione delle notizie di reato) accusi qualcuno di aver commesso un reato e sai che l’accusato è innocente.

Non potrai difenderti mediante la ritrattazione, ossia chiarendo che la persona da te accusata è innocente.

Secondo i giudici anche se ritratti le tue accuse, dovrai essere punito per il reato di calunnia poiché questo reato si completa nel momento in cui accusi falsamente una persona che sai essere innocente [6]. Tuttavia, la ritrattazione può essere utile per ottenere una diminuzione della pena [7]. Ritrattare l’accusa sarebbe visto come un tuo atteggiamento riparatorio delle conseguenze negative del reato. In ogni caso però dovrà avvenire prima dell’inizio di un procedimento penale [8].

Che cosa fare in ipotesi di falsa querela?

Se sei accusato falsamente di aver commesso un reato in forza di una querela falsa depositata contro di te, sarai comunque informato dell’avvio di un procedimento penale contro di te.

A quel punto dovrai nominare un tuo difensore e potrai agire sia in sede civile sia in sede penale contro l’autore della falsa querela.

In particolare, potrai richiedere il risarcimento dei danni e potrai a tua volta denunciare la persona che falsamente ti ha querelato poiché ha commesso il reato di calunnia.

Dovrai provare tutta una serie di circostanze e questo rende molto complicata la situazione per quanto riguarda il risarcimento dei danni che subisci. Oltre alla falsità delle accuse, dovrai provare che il querelante ha agito con dolo, ossia che ha intenzionalmente fatto una querela falsa [9].

Dovrai dedurre e provare anche i danni derivanti dalla calunnia. Quantificare il danno non patrimoniale (ossia quello derivante dal reato) è un’attività difficile: sarà molto importante per te riferire e provare tutti i fatti negativi (ad esempio sofferenza emotiva, diffusione della falsa accusa, perdita di occasioni di lavoro) affinché il giudice proceda alla liquidazione del danno.


Di Antonio Carlei

note

[1] Cass. pen. sez. II sent. n. 6 del 05.01.2001.

[2] Cass. pen. sez. IV sent. n. 44842 del 27.10.2010.

[3] Cass. pen. sez. V sent. n. 28595 del 06.07.2007.

[4] Art. 122 cod. proc. pen.

[5] Cass. pen. sez. VI sent. n. 45067 del 24.09.2014.

[6] Cass. pen. sez. del 10.02.1989.

[7] Art. 62 n. 6 cod. pen.

[8] Cass. pen. sez. VI n. 29536 del 02.07.2013.

[9] Trib. Foggia sez. I del 25.06.2013.


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