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Palestre: le qualifiche per diventare istruttori

18 ottobre 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 18 ottobre 2017



L’attuale quadro normativo in tema di palestre e fitness è frammentato e non offre una disciplina nazionale chiara e organica

“Specchio, servo delle mie brame, chi è la più bella del reame?”. Questa la frase che tutti i giorni la regina Grimilde rivolgeva al suo fidato specchio nella celebre fiaba “Biancaneve e i sette nani”. Sicuramente tutti ricorderanno la furiosa reazione della bellissima regina in seguito all’inattesa risposta dello specchio, il quale indicava come più bella del reame una fanciulla dalla bocca di rose, dai capelli d’ebano e bianca come la neve: Biancaneve appunto! Ebbene, la famosa fiaba rispecchia la maniacale e spesso eccessiva attenzione che ai giorni d’oggi viene dedicata all’aspetto esteriore. La bellezza è considerata una caratteristica indispensabile e imprescindibile della persona. Ciò spinge molti, anzi moltissimi, ad iscriversi in palestra e a sottoporsi a lunghi ed estenuanti allenamenti per rassodare il proprio corpo. Certo, è bene sottolineare che non è solo questo il motivo per cui si decide di fare un abbonamento in una struttura di fitness: sono noti, infatti, i benefici che l’attività sportiva ha sulla salute e sul benessere fisico e psichico in generale. Non solo lo sport serve a prevenire molte importanti e gravi patologie, ma costituisce anche una fondamentale arma per combattere lo stress quotidiano. L’affluente domanda nonché l’amore per l’attività sportiva spinge taluni a decidere di aprire una palestra, con l’obiettivo di trarne degli utili e di aiutare i clienti al raggiungimento dei propri obiettivi, in termini di bellezza e di benessere psico-fisico. Ma sorgono spontanee le seguenti domande: come si apre una palestra? Che qualifica deve avere l’istruttore di una palestra e, più in generale, il personale assunto?

Aprire una palestra: le lacune nel sistema legislativo 

La risposta a tali quesiti è tutt’altro che semplice, in quanto non è prevista una organica disciplina statale che guidi il privato cittadino nell’adempimento delle incombenze burocratiche necessarie. La materia relativa alle palestre e ai cosiddetti Centri fitness, infatti, è di competenza della Regione. Ci si interroga, pertanto, sull’adeguatezza del sistema normativo vigente, il quale non consente di avere un quadro chiaro in un settore così importante come quello del fitness, collegato inevitabilmente con la salute dell’individuo, bene tutelato a livello costituzionale [1]. Si pensi, infatti, a tutte quelle volte in cui il medico, per prevenire o curare determinate patologie, indica al paziente di seguire un piano di allenamento sportivo. Anche per tale ragione non vanno sottovalutate le competenze professionali del personale che lavora nelle palestre.

Che titolo deve avere l’istruttore di una palestra?

In Italia, sebbene il settore del fitness sia in continua crescita, non esiste né un albo professionale cui debba essere iscritto chi esercita la professione di istruttore di fitness/personal trainer né un particolare titolo abilitativo. Solo riguardo al direttore tecnico responsabile, cioè colui cui spetta il compito di sovrintendere alle attività sportive della palestra, le varie normative delle Regioni sono concordi nello stabilire che questi deve essere in possesso di una laurea in Scienze Motorie o di un diploma universitario conseguito presso l’Istituto superiore di educazione fisica (Isef). L’elenco dei requisiti che devono essere posseduti dal personale che lavora all’interno delle palestre subisce, al contrario, delle variazioni a seconda della differente normativa regionale. In linea di massima, gli istruttori che possono essere assunti nelle varie palestre devono essere in possesso di uno dei seguenti titoli: laurea in Scienze Motorie, diploma universitario conseguito presso l’Istituto superiore di educazione fisica (Isef) o altro tipo di diploma ad esso equiparato. Questi ultimi oggi sono sempre più frequenti, anche se ci si interroga circa la reale preparazione che simili corsi di studio siano in grado di fornire: è possibile equiparare la competenza professionale di colui che abbia seguito un lungo e travagliato percorso universitario a colui che abbia frequentato un breve corso, seppur altamente qualificato, che si limiti pur sempre a fornire competenze circoscritte e specifiche?

Istruttori in palestra: i disegni di legge 

Per porre fine a questa situazione particolare, che consente purtroppo a personal trainer “improvvisati” di lavorare nelle palestre, sono  numerosi i disegni di legge (d.d.l.) che, negli anni, sono stati presentati al Senato. Da ultimo, è stato presentato il d.d.l. sulle “Norme sull’accesso professionale dei laureati in Scienze motorie”. L’obiettivo è quello di regolamentare un settore attualmente lasciato al libero arbitrio delle Regioni, per il quale non esiste un quadro normativo organico nazionale. Si chiede, in particolare, che ad esercitare la professione di istruttore di fitness siano soltanto persone dotate della laurea in Scienze motorie. Il tutto nell’auspicio di una maggiore sicurezza per la salute ed il benessere del consumatore finale.

note

[1] Art. 32 Cost.

Autore Immagine: Pixabay.com


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