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Rottamazione: devo pagare le dilazioni ancora in corso?

3 Gennaio 2019 | Autore:


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Come devono comportarsi i contribuenti che aderiscono alla cosiddetta rottamazione ter e hanno in corso precedenti rateizzazioni

I rapporti degli italiani con il fisco non sono propriamente dei migliori. In effetti l’italiano medio è da sempre scettico nei confronti delle imposte soprattutto perché spesso al pagamento di esse non corrispondono servizi adeguati. Anche se in verità le imposte non costituiscono ciò che si deve pagare per ottenere i servizi dallo Stato o dagli Enti locali (a quello scopo servono invece le tasse), ciò che è sicuro è che il contribuente medio italiano non paga le imposte e le tasse con un animo sereno sia perché il peso di esse è consistente (soprattutto sui meno abbienti), sia perché si ha la sensazione abbastanza fondata che i più ricchi riescano ad evadere senza subire quasi nessuna conseguenza (gli evasori che vengono beccati sono pochi). Per questi motivi, soprattutto negli ultimi anni, lo Stato ha avviato una serie di rottamazioni, cioè di possibilità di pagare il debito fiscale con sconti importanti (sono eliminate le sanzioni e parte degli interessi): se si considera che, da sempre, lo Stato prevede anche la possibilità di rateizzare (senza sconti) i propri debiti fiscali, è lecito chiedersi se, aderendo alla rottamazione, devo pagare le dilazioni ancora in corso. Ci sono, infatti, numerosi casi di contribuenti che hanno chiesto ed ottenuto una rateizzazione (o dilazione che dir si voglia) dei propri debiti fiscali e che si chiedono cosa accade ai piani rateali in corso nel caso in cui aderiscano alla rottamazione (l’ultima è stata appena avviata). In altre parole: il contribuente che ha in corso un piano rateale per pagare i propri debiti fiscali deve continuare a pagare le rate alle scadenze già fissate anche se aderisce alla rottamazione? A questo interrogativo risponderemo nel seguente articolo.

Come funziona la rottamazione ter?

Prima di addentrarci nel tema posto dal presente articolo, accenniamo brevemente alla rottamazione in corso, definita rottamazione ter [1] perché è la terza che viene varata negli ultimi anni.

Diciamo innanzitutto che la rottamazione è differente dalla ordinarie rateizzazioni perché, a differenza della rottamazione,  le rateizzazioni possono essere sempre richieste dal contribuente (mentre la rottamazione è un’eccezione che di volta in volta deve essere autorizzata dalla legge) e perché le rateizzazioni ordinarie non prevedono alcuno sconto.

Dunque, le regole fondamentali di questa terza versione della rottamazione sono le seguenti:

  • sono rottamabili, cioè possono essere oggetto di sconto, le somme che sono state affidate all’Agente della riscossione (prima chiamato Equitalia, oggi Agenzia delle Entrate – Riscossione) dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017;
  • la domanda per poter aderire alla rottamazione ter deve essere presentata (sulla base di moduli, Modello DA – 2018, reperibili e scaricabili anche sul sito dell’Agenzia delle entrate – Riscossione) entro il 30 aprile 2019 inviandola attraverso posta elettronica certificata o consegnandola allo sportello;
  • il contribuente indica nella domanda di adesione quali somme intende includere nella rottamazione;
  • l’Agenzia delle entrate – Riscossione entro il 30 giungo 2019 dovrà rispondere al contribuente indicandogli l’ammontare complessivo delle somme dovute, quello delle singole rate e le singole scadenze delle rate (il contribuente può infatti scegliere di pagare in un’unica rata con scadenza il 31 luglio 2019 o fino a dieci rate in un massimo di cinque anni tutte con scadenza il 31 luglio ed il 30 novembre di ogni anno);
  • nel calcolo degli importi dovuti in base alla rottamazione ter non verranno incluse le sanzioni e gli interessi di mora;
  • sugli importi scontati che il contribuente dovrà pagare una volta che avrà aderito alla rottamazione ter verrà applicato un interesse del 2% annuo a partire dal 1° agosto 2019;
  • sono rottamabili tutte le tasse ed imposte statali e locali (Irpef, Iva, Ires, Ici, Imu, tassa rifiuti, multe stradali, bollo auto ecc.);
  • non sono rottamabili i carichi relativi a recupero degli aiuti di stato considerati illegittimi dall’Unione europea, i crediti che derivano da condanne pronunciate dalla Corte dei conti, le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di sentenza penali di condanna.

La rottamazione ter scade il 30 aprile 2019

Se aderisco alla rottamazione devo pagare le dilazioni in corso?

Ma cosa accade ai piani di rateizzazione (le ordinarie dilazioni) che fossero eventualmente in corso al momento in cui aderisco alla rottamazione ter?

Se l’ente creditore mi ha già concesso un piano rateale per pagare mensilmente il mio debito fiscale (piano rateale che normalmente può essere concesso al contribuente ma senza gli sconti previsti dalla rottamazione), cosa succede a questa dilazione se poi ottengo, per gli stessi importi, la possibilità di rottamarli (cioè di pagarli con sconti che, invece, non sono previsti nella dilazione ordinaria)?

In particolare, la legge [2] stabilisce che:

  • a seguito della presentazione della dichiarazione sono sospesi, fino alla scadenza della prima rata o unica rata delle somme dovute, gli obblighi di pagamento derivanti da precedenti dilazioni in corso alla data di presentazione della dichiarazione di adesione alla rottamazione.

Traducendo dal linguaggio usato dalla legge, la norma dice che dal momento in cui il contribuente presenta la dichiarazione per aderire alla rottamazione ter vengono automaticamente sospesi i termini per il pagamento delle rate di precedenti dilazioni (cioè rateizzazioni) in corso.

Ciò vuol dire che, per legge, una volta che sia stata presentata dal contribuente la dichiarazione per aderire alla rottamazione ter non si è più obbligati a pagare le rate previste dalle rateizzazioni in corso perché questo obbligo è sospeso fino al 31 luglio 2019 (cioè fino alla scadenza dell’unica rata o della prima rata prevista dalla rottamazione ter).

La legge [3], come abbiamo già detto, prevede anche che:

– il contribuente può presentare la dichiarazione di adesione alla rottamazione ter fino al 30 aprile 2019,

– l’Agenzia delle Entrate – Riscossione deve poi rispondere al contribuente entro il 30 giungo 2019 indicandogli l’ammontare complessivo delle somme dovute, quello delle singole rate (il contribuente può infatti scegliere di pagare in un’unica rata o fino a dieci rate) e le singole scadenze delle rate;

– il 31 luglio 2019 sono automaticamente revocate (cioè vengono automaticamente estinte e nulla è più dovuto dal contribuente in base alle vecchie rateizzazioni) le rateizzazioni in corso che sono state sospese nel momento in cui il contribuente aveva presentato la dichiarazione per aderire alla rottamazione ter [4].

Riassumendo:

  1. dal giorno in cui il contribuente presenta la dichiarazione per aderire alla rottamazione ter e fino al 31 luglio 2019 viene sospeso l’obbligo di pagare le rate delle rateizzazioni in corso;
  2. il 31 luglio 2019 vengono automaticamente estinte, cioè cancellate, le rateizzazioni in corso e questo perché la precedente rateizzazione viene sostituita dalle rate ricalcolate in base alla rottamazione ter;
  3. le somme che il contribuente ha già pagato in base a precedenti rateizzazioni non sono rimborsabili [5].

Se aderisco alla rottamazione, le dilazioni in corso sono automaticamente cancellate il 31 luglio 2019

note

[1] D.l. n. 119/2018.

[2] Art. 3, n. 10), lett. b), d.l. n.119/2018.

[3] D.l. n. 119/2018.

[4] Art. 3, n. 13, lett. a), d. l. n. 119/2018.

[5] Art. 3, n. 9) d.l. n. 119/2018.


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