Diritto e Fisco | Articoli

Per usufruire della legge 104 bisogna essere conviventi?

4 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Gennaio 2019



Permessi legge 104 e congedo straordinario per assistenza di familiari disabili: per ottenerli è necessario convivere col portatore di handicap?

La legge 104, cioè la legge quadro in materia di disabilità, riconosce delle importanti tutele a favore dei portatori di handicap e dei loro familiari che li assistono. Tra i benefici più importanti a favore dei lavoratori che assistono portatori di handicap grave sono presenti i cosiddetti permessi legge 104, dei permessi retribuiti generalmente pari a tre giornate al mese, e il congedo straordinario, un’aspettativa retribuita pari a un massimo di 2 anni nell’arco della vita lavorativa.

Mentre i permessi legge 104 spettano sia al lavoratore che assiste il portatore di handicap che al lavoratore portatore di handicap, il congedo straordinario spetta solo al lavoratore che assiste il familiare disabile, e non al disabile in prima persona. Ma per ottenere i permessi e il congedo legge 104 è necessaria la convivenza col portatore di handicap assistito? In altre parole, per usufruire della legge 104 bisogna essere conviventi?

La situazione è differente per chi richiede i permessi, rispetto a chi richiede il congedo straordinario. Cerchiamo allora di capire in quali casi la convivenza tra caregiver (cioè tra chi presta assistenza) e disabile è necessaria per ottenere i benefici previsti dalla legge.

Quali familiari hanno diritto ai permessi legge 104?

Ricordiamo in primo luogo quali sono i familiari che possono beneficiare dei permessi retribuiti mensili per assistere un portatore di handicap in situazione di gravità:

  • genitori;
  • coniuge (o parte dell’unione civile);
  • convivente (more uxorio:si tratta del convivente “di fatto”, come individuato dalla cosiddetta legge Cirinnà);
  • parenti e affini entro il 2° grado;
  • parenti e affini entro il 3° grado, se i genitori o il coniuge (o la parte dell’unione civile) oppure il convivente del disabile [1]:
  • hanno compiuto i 65 anni;
  • sono anch’essi affetti da patologie invalidanti a carattere permanente indicate con apposito decreto;
  • sono deceduti o mancanti per assenza naturale, giuridica, o per situazioni di assenza continuative, giuridicamente assimilabili alle precedenti e certificate dall’autorità giudiziaria o dalla pubblica autorità.

Per aver diritto ai permessi legge 104 ci vuole la convivenza col disabile?

Non è necessario convivere col disabile per aver diritto ai permessi legge 104: i permessi vanno infatti riconosciuti anche ai lavoratori che, pur risiedendo o lavorando in luoghi distanti da quello in cui risiede di fatto la persona disabile grave, offrono al familiare portatore di handicap un’assistenza sistematica ed adeguata. Così, può beneficiare dei permessi legge 104, ad esempio, chi fa parte del personale di volo delle linee aeree, del personale viaggiante delle ferrovie o dei marittimi.

Il dipendente che beneficia dei permessi mensili per assistere un disabile grave, se risiede in un comune distante più di 150 Km rispetto alla residenza del familiare assistito, deve attestare con idonea documentazione (ad esempio esibendo al datore di lavoro il titolo di viaggio) il raggiungimento del luogo di residenza del disabile.

Quali familiari hanno diritto al congedo straordinario legge 104?

I familiari che possono beneficiare del congedo straordinario retribuito per assistere un portatore di handicap in situazione di gravità sono, nell’ordine:

  • il coniuge, o la parte dell’unione civile (non il convivente di fatto);
  • i genitori, in caso di mancanza, decesso, presenza di patologie invalidanti del coniuge (o della parte dell’unione civile);
  • i figli, in caso di mancanza, decesso, presenza di patologie invalidanti dei genitori;
  • i fratelli o le sorelle, in caso di mancanza, decesso, presenza di patologie invalidanti dei figli;
  • i parenti o gli affini entro il 3° grado, in caso di mancanza, decesso, presenza di patologie invalidanti dei fratelli o sorelle .

Per aver diritto al congedo straordinario ci vuole la convivenza col disabile?

La convivenza col disabile, per fruire del congedo straordinario legge 104, è necessaria per i seguenti familiari:

  • coniuge o parte dell’unione civile;
  • figli;
  • fratelli o sorelle;
  • parenti e affini entro il 3° grado.

Il requisito della convivenza non è richiesto per i soli genitori del disabile.

Per quanto riguarda i figli, però, grazie a quanto disposto da una recente sentenza della Corte Costituzionale, è possibile non essere conviventi col genitore disabile al momento della domanda di congedo, se gli altri familiari legittimati all’assistenza del disabile mancano o sono impossibilitati ad assisterlo [3].

Per convivenza deve farsi riferimento, in via esclusiva, alla residenza (intesa come luogo di dimora abituale della persona, secondo quanto previsto dal codice civile [2]) e non al domicilio, né all’elezione di domicilio speciale previsto per determinati atti o affari.

Il requisito della convivenza è accertato d’ufficio: l’interessato deve preventivamente indicare gli elementi indispensabili per reperire i dati della residenza anagrafica, o dell’eventuale dimora temporanea, se diversa da quella abituale (residenza) del dipendente o del disabile.

Che cosa succede se il disabile è ricoverato?

I permessi e il congedo legge 104 spettano a condizione che l’assistito non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati, ossia strutture ospedaliere o simili (pubbliche o private) che assicurano assistenza sanitaria continuativa.

Gli aventi diritto possono però fruire del congedo anche in caso di ricovero se:

  • i sanitari della struttura richiedono l‘assistenza da parte di un genitore o di un familiare;
  • il disabile si trova in stato vegetativo persistente o con prognosi infausta a breve termine.

Il congedo straordinario e i permessi sono inoltre concessi quando il disabile deve recarsi al di fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite specialistiche e terapie certificate.

note

[1] Circ. Inps n. 38/2017.

[2] Art. 43 Cod. Civ.

[3] C. Cost., sent. n.232/2018.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

3 Commenti

  1. Si può beneficiare dei permessi mensili della Legge 104 in modalità oraria anziché giornaliera? Grazie

    1. Luisa devi sapere che è possibile anche beneficiare dei permessi legge 104 a ore: il lavoratore dipendente, difatti, può scegliere tra la fruizione giornaliera dei permessi e quella oraria. Puoi cambiare però la modalità di fruizione del permesso, da giornaliera ad oraria, o viceversa, da un mese all’altro. La modifica nel corso del mese è concessa soltanto se sorgono esigenze improvvise e non prevedibili documentate. Ad ogni modo, per quanto riguarda i permessi legge 104 a ore, non devi confondere la modalità oraria di fruizione dei permessi col frazionamento orario dei permessi giornalieri: nel primo caso, infatti, a seconda dell’orario lavorativo possono spettare una o due ore al giorno di permesso; nel secondo caso, bisogna trasformare in ore le giornate di permesso spettanti, ed eventualmente riproporzionarle, in caso di orario ridotto. Per maggiori informazioni leggi il nostro articolo: Permessi legge 104 a ore https://www.laleggepertutti.it/263054_permessi-legge-104-a-ore

  2. Io usufruisco già dei permessi della 104 per mio padre invalido al 100%. Per motivi familiari ora dovrò cambiare la mia residenza, che diventerà la stessa dell’assistito (in parole povere torno a vivere dai miei genitori per un periodo di tempo). In questo caso c’è il rischio che io non possa più usufruire dei suddetti permessi?
    Ringrazio anticipatamente.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA