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Permessi 104: a quale familiare spettano?

26 Novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Novembre 2018



Quali sono i familiari ai quali spettano i tre giorni di permessi retribuiti mensili per assistere il portatore di handicap grave?

La legge 104, cioè la legge quadro in materia di disabilità, offre ai lavoratori che assistono un familiare portatore di handicap grave la possibilità di beneficiare di appositi permessi retribuiti, pari, nella generalità dei casi, a tre giornate al mese.

Per usufruire dei permessi retribuiti non è indispensabile la convivenza col disabile, anche se è importante che la distanza tra l’abitazione del lavoratore e quella dell’assistito la distanza non sia eccessiva, cioè non sia tale da impedire un’assistenza adeguata, sistematica e continuativa.

Il diritto ai permessi legge 104 può essere concesso al lavoratore che assiste il portatore di handicap anche se nel nucleo familiare del disabile si trovano conviventi familiari non lavoratori idonei a prestare assistenza, e se sono presenti altre forme di assistenza pubblica o privata. In parole semplici, il lavoratore ha diritto ai permessi anche se ci sono altri familiari che non lavorano e potrebbero assistere il portatore di handicap, o se per assisterlo si potrebbe fare ricorso alle strutture pubbliche, al cosiddetto “no profit” e al personale badante.

Se, però, il disabile è ricoverato a tempo pieno, i permessi non spettano, a meno che non sia richiesta l’assistenza del familiare da parte della struttura sanitaria (anche, eventualmente, per accompagnarlo all’esterno della struttura, per visite, esami o terapie), o il disabile non si trovi in stato vegetativo persistente o con prognosi infausta a breve termine.

Bisogna poi sottolineare che il lavoratore, se usufruisce dei permessi legge 104 per finalità diverse e del tutto estranee all’assistenza del disabile, può essere licenziato.

Ma quali sono i familiari caregiver (cioè che prestano assistenza al disabile) ai quali spettano i permessi retribuiti mensili? In altre parole, i permessi 104 a quale familiare spettano?

Familiari aventi diritto ai permessi 104: genitori

I permessi 104 per l’assistenza del familiare portatore di handicap grave spettano innanzitutto ai genitori.

In particolare, se il figlio portatore di handicap in situazione di gravità ha meno di 3 anni, il padre o la madre, anche non conviventi, possono scegliere tra:

  • il prolungamento del congedo parentale, fruibile in misura continuativa o frazionata, per un periodo massimo (comprensivo dei periodi di normale congedo parentale) non superiore a 3 anni, da godere entro il compimento del 12° anno di vita del bambino [1];
  • 2 ore di permesso giornaliero retribuito;
  • 3 giorni mensili di permessi retribuiti, anche continuativi.

Se il figlio disabile grave ha tra i 3 e i 12 anni, il padre o la madre possono scegliere tra:

  • il prolungamento del congedo parentale, fruibile in misura continuativa o frazionata, per un periodo massimo (comprensivo dei periodi di normale congedo parentale) non superiore a 3 anni, da godere entro il compimento del 12° anno di vita del bambino;
  • 3 giorni mensili di permessi retribuiti, anche continuativi.

Se il figlio disabile ha dai 12 anni in su, i genitori hanno diritto a 3 giorni mensili di permessi retribuiti, anche continuativi.

Le astensioni dal lavoro concesse al genitore si applicano anche se l’altro genitore non ne ha diritto (perché, ad esempio, è casalingo, non svolge attività lavorativa, è lavoratore autonomo, etc.). Se i due genitori sono lavoratori dipendenti, i benefici spettano ad entrambi alternativamente.
Per aver diritto ai permessi legge 104, inoltre,  non è richiesta l’assistenza continuativa ed esclusiva da parte del genitore che ne fruisce.

Altri familiari aventi diritto ai permessi 104

Gli altri familiari che hanno diritto ai permessi legge 104 sono:

  • il coniuge, o la parte dell’unione civile;
  • il convivente more uxorio, cioè il convivente di fatto, come indicato dalla legge Cirinnà;
  • i parenti e affini entro il 2° grado;
  • i parenti e affini entro il 3° grado, a determinate condizioni.

In particolare, hanno diritto ai permessi 104 i parenti e gli affini entro il 3° grado se i genitori o il coniuge (o la parte dell’unione civile), oppure il convivente del disabile:

  • hanno compiuto i 65 anni;
  • sono anch’essi affetti da patologie invalidanti a carattere permanente indicate con apposito decreto interministeriale [2];
  • oppure sono deceduti o mancanti per assenza naturale, giuridica (ad esempio, celibato) o per situazioni di assenza continuative, giuridicamente assimilabili alle precedenti e certificate dall’autorità giudiziaria o dalla pubblica autorità.

Questo vale anche se le condizioni indicate si riferiscono ad uno solo dei familiari interessati: consentire l’estensione dei permessi legge 104 ai familiari sino al 3° grado solo quando tutti gli aventi diritto prioritariamente interessati (genitore, coniuge, parte dell’unione civile, parente o affine entro il 2° grado) si trovano nell’impossibilità di assistere il disabile, secondo il ministero del Lavoro [3] finirebbe per restringere fortemente la platea dei destinatari dei permessi retribuiti.

Il parente o affine di 3° grado, per richiedere i permessi retribuiti, deve inviare al centro medico legale Inps:

  • la documentazione sanitaria sullo stato di salute del coniuge (o della parte dell’unione civile) o del genitore;
  • l’autocertificazione della relazione di parentela con il disabile e dell’esistenza dei requisiti per la fruizione dei permessi.

note

[1] Art. 33, Co. 1, D.Lgs. 151/2001.

[2] Art. 2, Co. 1 lett. d), DI 278/2000.

[3] Risp. Interpello Min. Lav. 26 giugno 2014 n. 19.


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