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Bambino con dislessia: come aiutarlo a fare i compiti

27 Gennaio 2019 | Autore: Isabella Bradascio


Bambino con dislessia: come aiutarlo a fare i compiti

> Donna e famiglia Pubblicato il 27 Gennaio 2019



Hai un figlio con dislessia e non hai idea di come aiutarlo a svolgere i compiti a casa assegnati a scuola? Niente panico, anche a questo c’è una soluzione. Ti spiegherò cos’è la dislessia e come aiutare il tuo bambino nel migliore dei modi.

Certo, per un bimbo con dislessia l’apprendimento non sarà semplicissimo. La difficoltà nel comprendere, memorizzare, ricordare, potrà portare a fasi di forte stress e frustrazione, facendo diventare i compiti a casa e lo studio un vero incubo. La dislessia, insieme alla digrafia, alla disortografia e alla discalculia, rientra nei cosiddetti disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), ovvero disturbi a carattere neurobiologico ed evolutivo che si manifestano con importanti difficoltà nei processi di acquisizione delle principali abilità scolastiche nell’area della lettura, della scrittura e del calcolo. Si parla di “specificità” in quanto tali disturbi riguardano delle aree ben precise e circoscritte, lasciando del tutto inalterata la componente intellettiva generale: ciò significa che un bambino con un DSA ha un livello intellettivo nella norma o anche spesso superiore alla norma, ma ha difficoltà nell’apprendimento di specifiche abilità. Ti starai quindi chiedendo cosa puoi fare per aiutare tuo figlio a fare i compiti, vero? Di seguito ti darò alcuni suggerimenti per dare aiuto ad apprendere come fare i compiti ai bambini con dislessia.

Cos’è la dislessia?

La dislessia è definibile come una difficoltà specifica nell’apprendimento della lettura strumentale, cioè quell’abilità di base che consente di riconoscere in maniera automatica le parole contenute all’interno di un testo scritto.

Il bambino dislessico ha difficoltà nell’automatizzazione del processo di decodifica delle parole, pertanto la sua lettura risulta lenta, stentata e faticosa e spesso accompagnata da errori di diversa natura (ad esempio scambio di fonemi: la f viene letta come v; omissione o sostituzione di lettere e/o sillabe).

Le problematiche nella lettura interferiscono notevolmente con l’apprendimento scolastico e con le attività della vita quotidiana che richiedono l’utilizzo di tali capacità. Per giungere a una diagnosi di dislessia è necessario che le difficoltà manifestate non siano attribuibili ad altri fattori, quali disabilità intellettiva (ritardo mentale), problemi di vista e/o udito, altri disturbi mentali o neurologici, mancanza di conoscenza della lingua di insegnamento scolastico o livello di istruzione inadeguato.

La dislessia può scomparire del tutto?

La dislessia, così come gli altri Dsa, è una caratteristica neurobiologica, ovvero fa parte dell’architettura cerebrale del bimbo: ciò implica che si tratta di una condizione che accompagna tuo figlio per tutta la sua vita e che quindi permane nel tempo, pur cambiando modalità di espressione durante le varie fasi evolutive. In ogni caso è possibile ottenere un miglioramento delle competenze attraverso interventi riabilitativi mirati e tempestivi. Proprio per questo è estremamente importante ottenere una diagnosi precoce.

Perché è importante fare una diagnosi precoce?

È davvero molto importante che tu faccia una diagnosi precoce al tuo bambino, per poter intervenire quanto orima sulle difficoltà specifiche del suo apprendimento attraverso interventi riabilitativi specifici, che gli consentiranno di acquisire autonomia nella gestione dello studio, sia a casa che a scuola.

È fondamentale avere una diagnosi il più presto possibile per evitare che delle difficoltà ignorate, trascurate e minimizzate possano creare dei ripetuti insuccessi e fallimenti scolastici che non fanno altro che ledere l’autostima e il senso di autoefficacia di tuo figlio, innescando anche processi psicopatologici come ansia, depressione, senso di colpa.

Quali mezzi utilizzare per l’apprendimento?

Con l’introduzione della Legge 107 [1] agli studenti con diagnosi di Dsa viene garantito il diritto allo studio attraverso la stesura di un piano didattico personalizzato (Pdp) che li legittima ad utilizzare nello studio a scuola e a casa i cosiddetti strumenti compensativi, ovvero “mezzi alternativi” di apprendimento o strumenti tecnologici che hanno lo scopo di favorire l’ autonomia dello studente nei processi di studio ed apprendimento.

Uno studente dislessico che usa gli strumenti compensativi è come un miope che utilizza gli occhiali. Lo strumento compensativo, pertanto, non è un privilegio o una facilitazione, bensì uno strumento che consente allo studente di apprendere secondo le proprie caratteristiche e specifiche modalità.

Nel caso della dislessia gli strumenti compensativi possono essere programmi informatici di sintesi vocale, che trasformano un compito di lettura in un compito di ascolto o libri in formato audio.

Altri importanti accorgimenti possono essere:

  • fornire la lettura ad alta voce del testo da parte del tutor, le consegne degli esercizi anche durante le verifiche;
  • utilizzare testi ridotti non per contenuto, ma per quantità di pagine;
  • consentire un tempo maggiore per gli elaborati;
  • utilizzare carattere del testo delle verifiche ingrandito (preferibilmente Arial 12-14);
  • consegnare le verifiche in formato digitale in modo che il ragazzo adatti il testo in base alle sue necessità;
  • fornire l’esempio dello svolgimento dell’esercizio e/o l’indicazione dell’argomento cui l’esercizio è riferito;
  • utilizzare formulari, sintesi, schemi, mappe concettuali delle unità di apprendimento elaborate dal docente e/o dall’alunno come supporto durante compiti e verifiche;
  • trasformare il compito di lettura in compito di ascolto o di lettura con la sintesi vocale;
  • fornire semplificazioni del testo di studio per ridurre la complessità lessicale.

È importante organizzare i compiti a casa?

È molto importante che prima che che tuo figlio inizi a mettersi all’opera con i compiti nel pomeriggio, si pianifichi il lavoro da fare, organizzandolo nel migliore dei modi per semplificarlo quanto più possibile.

Come prima cosa, bisogna dare al bambino degli obiettivi: consapevole di cosa vuole ottenere, sarà più spronato a svolgere i suoi compiti.

Esercizi di lettura, scrittura e calcolo sono fondamentali per il potenziamento delle sue abilità. Farlo esercitare quotidianamente e a mente fresca sarà il primo passo per raggiungere importanti traguardi. È consigliabile che nell’esercizio usi sia materiale cartaceo che dispositivi informatici, come un computer o un tablet.

Alla base di una buona organizzazione è fondamentale che tu impartisca a tuo figlio un metodo di studio. Ogni bambino ne avrà uno diverso in base alle proprie specifiche esigenze.

Come organizzare al meglio l’ambiente di studio a casa?

Un bambino con dislessia non deve essere affaticato, già lo studio gli apporterà sufficiente sforzo e stanchezza. Perciò, assicurati che la sua postazione di studio sia quanto più comoda e confortevole possibile. La postura è fondamentale: fai in modo che quando è seduto la pianta del piede tocchi completamente il pavimento e l’altezza della scrivania sia adeguata e gli permetta di scrivere comodamente, senza affaticarsi.

È fondamentale che tu faccia in modo che non ci sia alcuna distrazione intorno a lui, al fine di ottenere la massima concentrazione. Le distrazioni sono ovunque e davvero impensabili. Una semplice finestra di fronte alla sua scrivania potrà catturare facilmente la sua attenzione. Rumori provenienti dalla strada, voci, luci e movimento basteranno a deviare la sua concentrazione.

È importante chiedere aiuto ad uno specialista?

Chiedere un aiuto ad uno specialista potrà semplificarti notevolmente il lavoro e ridurre notevolmente lo stress e la mole di impegni e di tempo da dedicare.

Probabilmente rivolgerti alle pubbliche istituzioni non sarà la scelta più saggia in quanto le liste e i tempi di attesa sono interminabili e l’assistenza potrebbe non arrivare al moneto giusto.

Come ti dicevo, la diagnosi precoce è importante e altrettanto importante è la tempistica di operatività. Prima si inizia a lavorare sul problema, prima il problema verrà risolto o – nel caso della dislessia –  migliorato.

Potresti rivolgerti a uno psicologo esperto in disturbi evolutivi, che non solo potrà esserti utile per una diagnosi precoce, ma potrà seguirti, passo dopo passo, nel percorso di riabilitazione del bambino.

Non sempre questa risulta essere una spesa difficile da affrontare. Infatti in Italia diverse scuole si muovono ogni anno nell’organizzazione di percorsi di doposcuola per bambini con Dsa, con programmi specifici per ogni tipo di problema e per ogni bambino.

Prima di ogni specialista, mamma e papà

La figura di uno specialista nel percorso riabilitativo del tuo bambino è certamente molto importante, ma ancor più importante e rilevante è la figura del genitore che lo segue nella maggior parte delle ore durante la giornata.

Aldilà dei compiti da svolgere per la scuola, è importante che il bambino si eserciti e stimoli le proprie attività a 360 gradi.

Leggi con lui, fallo appassionare alla lettura attraverso la tua voce. Qual è il genere di lettura che preferisce? Beh, questa sarà un’ottima occasione per farlo appassionare. Sentendoti leggere ciò che più gli piace, sarà tentato e invogliato a farlo anche lui. Questo esercizio non solo sarà fondamentale per l’abitudine alla lettura, ma anche affinché lui possa arricchire il proprio vocabolario, scoprendo ogni giorno nuove parole. Un’altro consiglio è quello di ascoltare audio libri. Avvicinarlo alla lettura potrebbe diventare una dolce routine quotidiana, il momento tutto vostro da concedervi, che saprà aiutarlo davvero tanto.

Asseconda ogni sua curiosità e stimolalo a parlare frequentemente. Parlagli di vari argomenti e fai in modo che ciò lo invogli a porti delle domande.

Guardate la TV insieme e commentate tutto ciò che vedete. I programmi per bambini, i cartoni animati, i film d’animazione saranno un ottimo spunto e un interessante metodo alternativo d’apprendimento.

Come ti ho accennato poc’anzi, per i bambini con dislessia è faticoso e difficile mantenere viva l’attenzione. Un allenamento divertente per questo sono i giochi da tavolo, le carte, i puzzle.

Insomma, i modi per far sì che tuo figlio apprenda come imparare da solo a svolgere i suoi compiti sono davvero tantissimi. Basta non demordere ed essere positivi. La tua positività sarà la sua.


Di Isabella Bradascio

note

[1] L. 170 del 2010.


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