Salute e benessere | Articoli

Il russamento e le apnee notturne

6 Gennaio 2019 | Autore: Francesca Canino


Il russamento e le apnee notturne

> Salute e benessere Pubblicato il 6 Gennaio 2019



Russa più della metà della popolazione e un quarto di essa soffre delle apnee nel sonno. Il problema colpisce soprattutto gli obesi, i diabetici, i cardiopatici.

Russare durante il sonno crea molteplici disagi anche a chi dorme vicino a noi. In molti casi, il russamento è dovuto a un apporto di aria insufficiente, altre volte è la spia di una patologia molto più grave denominata “Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno”, indicata con la sigla “OSAS” (Obstructive Sleep Apnea Syndrome). La sindrome si manifesta nel sonno con episodi ripetuti di apnee – ovvero occlusione delle vie aree superiori che causano microrisvegli continui, di breve durata e inconsapevoli – spesso associate a una riduzione della concentrazione di ossigeno nel sangue. Il problema non deve essere sottovalutato, poiché può causare l’insorgenza di altre patologie come l’ipertensione arteriosa, l’infarto, l’ictus cerebrale o essere una conseguenza dell’obesità e del diabete. Il russamento e le apnee notturne provocano anche senso di affaticamento e sonnolenza diurna, talvolta causa di incidenti stradali e sul lavoro. Nel prosieguo dell’articolo, troverete le informazioni necessarie per conoscere e curare il russamento e la sindrome OSAS.

Perché si russa?

I polmoni ricevono ossigeno dall’aria che respiriamo con il naso e la bocca attraverso un tragitto in cui a volte si possono trovare degli ostacoli.

Quando l’aria inspirata è sufficiente, le pareti molli del condotto aereo che attraversa si dilatano, ma se la quantità si riduce il diametro del condotto si restringe e le pareti vibrano provocando il rumore tipico del russamento. Esso, dunque, è caratterizzato dalla chiusura non completa delle vie aeree superiori durante il sonno e il rumore respiratorio che scaturisce dalla vibrazione delle strutture del palato molle o dell’ipofaringe segnala una difficoltà respiratoria che ha notevoli ricadute sulla salute e un effetto negativo sulla vita delle coppie.

La persistenza delle condizioni suddette rende difficoltosa la respirazione notturna e determina, nel tempo, un restringimento sempre maggiore delle vie aeree, tanto che in alcuni momenti esse si chiudono e il paziente va in apnea. Le apnee notturne sono interruzioni di circa dieci secondi del flusso aereo oro-nasale.

Le cause scatenanti il russamento e le apnee notturne

Tra i fattori che favoriscono la comparsa del russamento e dell’OSAS, occorre ricordare innanzitutto l’ostruzione nasale (ipertrofia dei turbinati, deviazione del setto nasale, polipi nasali), che è compresa nelle cause anatomiche predisponenti e, in secondo luogo, la conformazione anatomica anormale della base della lingua, della mandibola, del palato molle e l’ipertrofia delle tonsille.

Non si deve trascurare, inoltre, che il sovrappeso costituisce un altro fattore predisponente per via dell’accumulo di adipe lungo le pareti della faringe e che l’uso di alcol e tranquillanti, agendo sul sistema nervoso, rilassano la muscolatura e favoriscono il russamento, molto diffuso sia tra il sesso maschile che femminile.

Le complicanze che scaturiscono dal russamento e dalle apnee notturne

Oltre al disturbo sonoro che si produce durante il sonno, con il russamento possono innescarsi una serie di complicanze dovute al deficit di aria, come l’ipertensione arteriosa, la difficoltà di concentrazione, le aritmie cardiache, la sonnolenza diurna, disturbi che possono condurre a gravi problemi cerebrali e cardiaci.

Il russamento abituale, o roncopatia, e le apnee notturne sono i fautori del quadro clinico conosciuto come OSAS, responsabile della riduzione dell’ossigenazione del sangue nel corso della notte. Frequentemente, nei russatori insorgono disturbi del microcircolo, in grado di favorire l’insorgenza di ipoacusia e acufeni.

Come scoprire se si soffre di russamento e apnee nel sonno?

Roncopatia e OSAS sono spesso difficili da diagnosticare, il paziente, infatti, può non riconoscere i sintomi. Si può, preliminarmente, chiedere l’aiuto dei familiari, che potranno prestare attenzione al russamento e capire se esso si presenta abitualmente, se è persistente e se è intervallato da pause respiratorie.

Quali sono i sintomi più comuni della sindrome OSAS?

Russamento, pause respiratorie, sonno caratterizzato da risvegli frequenti e con sensazione di soffocamento, esigenza di urinare nel corso della notte (nicturia), sudorazione notturna sono i sintomi che si manifestano durante la notte nei soggetti affetti da sindrome OSAS, seguiti dai sintomi diurni come stanchezza al risveglio, mal di testa mattutino, disturbi dell’umore, eccessiva sonnolenza diurna, scarsa concentrazione con deficit di memoria.

Quali esami si devono eseguire per diagnosticare la sindrome?

L’esame specifico a cui sottoporsi è la polisonnografia, in seguito alla quale si potrà stabilire la corretta terapia da seguire. L’indagine si effettua con un apparecchio (polisonnografo) che consente di: rilevare le apnee e consentire la classificazione in centrali, ostruttive e miste; mostrare le alterazioni del ritmo cardiaco; riconoscere la fase del sonno in cui gli eventi si verificano. L’esame si esegue di solito a casa del paziente, al fine di ottenere risultati più fedeli alle normali condizioni di riposo del paziente.

Importante risulta anche la valutazione delle prime vie aeree eseguita da un otorinolaringoiatra, che potrà determinare il grado di ipertrofia tonsillare, la conformazione dell’ugola, del velo del palato e della regione retropalatale. Utile pure la videoendoscopia nasale che esamina l’interno delle fosse nasali e del rinofaringe con strumenti a fibre ottiche (endoscopi rigidi o flessibili).

Si tratta di un test ambulatoriale e indolore. L’otorino potrà consigliare anche una videorinolaringoscopia per controllare l’interno degli organi rino-oro-faringolaringei sempre con strumenti a fibre ottiche flessibili. Di grande rilevanza è la valutazione dei disturbi del sonno del paziente eseguita mediante strumenti (poligrafi), che registrano le funzioni vitali dell’individuo durante il riposo notturno. Essi forniscono informazioni sull’ossigenazione del sangue, sulla frequenza cardiaca, sul russamento e sulle apnee notturne, sul movimento dell’addome e del torace durante la respirazione e sulla posizione assunta dal soggetto nel sonno.

L’esame consente di capire non solo la gravità della OSAS in base alla riduzione della quantità di ossigeno nel sangue, ma anche se il russamento e le apnee sono determinate da cause ostruttive.

Le terapie per il russamento e le apnee nel sonno

Roncopatie e apnee notturne sono oggi curate con quadri terapeutici personalizzati e spesso multi-disciplinari. Nei casi di russamento e nelle forme più lievi di OSAS, il medico può consigliare una terapia comportamentale o posizionale, che consiste di solito nella riduzione del peso e nella corretta igiene del sonno. Il primo rimedio da mettere in atto è il dimagrimento, difatti basta una riduzione anche del solo 10% del peso corporeo per limitare in maniera significativa il russamento.

Altre migliorie al problema vengono apportate dal mutamento di alcune abitudini: la posizione del corpo durante la notte influisce su apnee e roncopatie, visto che per alcuni soggetti è bastato modificare la posizione che si assume durante il sonno da supina a laterale per ottenere dei giovamenti. È necessario, tuttavia, che si inizi dalla risoluzione delle eventuali difficoltà respiratorie nasali, tenendo presente che il palato molle e l’ugola sono gli organi che presentano la maggiore vibrazione nel gran numero di russatori, ecco perché si deve agire prima di tutto sull’insufficiente apporto di aria dal naso, che è la causa della vibrazione.

Alcune volte, l’ostruzione respiratoria è provocata da una ipertrofia tonsillare, causa di russamento in molti soggetti. Solitamente, tale ipertrofia non è causata da un’infezione tonsillare, quindi non è necessario rimuovere completamente le tonsille, ma ridurle di volume con l’uso di strumenti a radio frequenze. Una riduzione analoga può essere effettuata anche al volume linguale, nei casi in cui proprio l’ingrossamento della lingua determina il restringimento della parte inferiore della faringe, che origina il russamento. L’intervento viene eseguito in anestesia locale.

Nelle forme più gravi, può risultare necessaria una terapia ventilatoria per aiutare la respirazione durante il sonno o l’uso di dispositivi odontoiatrici da utilizzare di notte. Nel primo caso, si utilizza un apparecchio chiamato CPAP (Continuous Positive Airway Pressure), che tramite una mascherina trasmette nel naso aria generata da una specie di minicompressore. L’effetto è rapido e dopo pochi giorni i pazienti ottengono buoni risultati. Il CPAP, però, favorisce a volte l’insorgenza di congestione nasale, claustrofobia, abrasioni cutanee del volto, problemi questi che inducono tanti soggetti a non farne più uso. In casi estremi, la strada obbligata è l’intervento chirurgico, spesso risolutivo e mininvasivo.

La diagnosi e la scelta della terapia adatta ad ogni situazione è consigliabile che provenga da un medico specializzato in medicina del sonno. Purtroppo, solo una piccola parte di coloro che soffrono di apnee notturne si rivolge allo specialista, l’OSAS, infatti, è quasi sempre sottodiagnosticata, nonostante l’alta percentuale di soggetti che ne soffrono.

Cosa dice la legge?

Il nuovo Codice della strada ha introdotto alcune norme per il rinnovo o il rilascio della patente ai soggetti affetti da OSAS, i quali devono riferire questa patologia nella dichiarazione anamnestica, ovvero nel documento che contiene tutte le condizioni di rischio potenziale. Uguale procedura dovrà essere seguita anche dai forti russatori. Se il medico della commissione rileverà l’assenza di sonnolenza diurna o una presenza lieve, certificherà l’idoneità alla guida.

Altri accertamenti medici saranno condotti sulle persone che dichiarano di essere affette da malattie associate all’OSAS (ipertensione arteriosa, aritmie, diabete mellito tipo 2, cardiopatia ischemica, eventi ischemici cerebrali, broncopneumopatie).

Nel caso in cui si riscontra una notevole sonnolenza diurna, la valutazione per l’idoneità alla guida spetterà alla commissione medica locale, che sottoporrà il candidato ad alcuni test specifici. In seguito a ciò, l’autorizzazione alla guida può giungere anche per le persone affette da OSAS, a condizione che si dimostri il controllo della sintomatologia, con miglioramento della sonnolenza diurna confermato dagli specialisti delle strutture pubbliche. In questi casi, la validità della patente non può superare i tre anni per le categorie AM, A, A1, A2, B1, B, e BE e un anno per le categorie C, CE, C1, C1E, D, DE, D1 e D1E.


Di Francesca Canino


scarica gratis il tuo contratto su misura

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

1 Commento

  1. Ho fatto leggere questo articolo al mio compagno. Finalmente si è convinto a fare una visita! E’ insopportabile per me sentirlo russare e trascorrere la notte insonne e, soprattutto per lui, che poi la mattina ha grandi difficoltà di concentrazione e stanchezza. Vi ringrazio per le informazioni che ci date ogni giorno. Molto utili!

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA