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I 5 movimenti sospetti del conto corrente per il fisco

25 Novembre 2018
I 5 movimenti sospetti del conto corrente per il fisco

Accertamento fiscale: quando l’Agenzia delle Entrate effettua un controllo sui bonifici.

Se tuo padre ti versa sul conto 5mila euro, stai tranquillo che l’Agenzia delle Entrate non verrà mai a disturbarti o a chiederti perché. Se però lo fa un tuo amico non puoi scommettere che ciò non avvenga. Per dormire su sette cuscini devi giustificare il passaggio del denaro con un documento scritto che abbia data certa (cosa che puoi fare registrandolo oppure spedendolo con raccomandata e timbro postale). Esistono dei movimenti sospetti del conto corrente per il fisco che non perdonano e ti possono far rischiare un accertamento fiscale.

Se però è vero che anche le più grandi evasioni, a volte, sono passate inosservate, ci si rende conto che la possibilità di finire nella rete dei controlli tributari può essere una questione statistica o, per dirla in modo schietto, di fortuna. Si può decidere di rischiare e di rimettersi al caso; ma si deve comunque tenere conto che, dinanzi a determinate operazioni, il rischio che si accenda la lucetta rossa all’Agenzia delle Entrate è più probabile che per altre.

Proprio per questa ragione abbiamo voluto elencare, nel seguente articolo, quali movimenti del conto corrente sono sospetti per il fisco; in questo modo tu stesso potrai già sapere, in anticipo, quando rischi di più e quando invece di meno. Insomma, uomo avvisato mezzo salvato.

Pagamento di fatture false

La prima cosa che ti dovrebbe preoccupare è quando fai un bonifico per una prestazione che non ti è mai stata resa. Perché mai pagare un’altra persona se non hai ricevuto nulla in cambio? È inutile che te lo dica io. A volte si emettono documenti fiscali solo per ricevere contributi statali o sconti dall’erario. A rischiare non è solo chi crea la fattura falsa ma anche chi la paga.

Rimborsi spese non dimostrabili

Spesso si ricevono soldi a titolo di “rimborso spese” da persone con cui non si ha alcun tipo di rapporto contrattuale o di parentela oppure da un proprio cliente per una fattura emessa nei suoi confronti. La causale del bonifico denuncia l’intenzione di voler sottrarre l’importo alle imposte (i rimborsi spese infatti non vanno tassati). Ma a tal fine è necessario dimostrare, con un documento, la spesa sostenuta (ad esempio un biglietto aereo, uno scontrino, la fattura di una prenotazione in hotel, ecc.).

Bonifici dall’estero

Se ricevi sul tuo conto corrente somme dall’estero sei maggiormente soggetto a controllo. E questo vale anche per piccoli importi (immagina di vendere la tua auto su internet, a una persona residente in un altro Paese dell’Unione Europea). Si tratta, infatti, di operazioni ritenute “a rischio” dall’Agenzia delle Entrate. In tali ipotesi il controllo è più facile. Lo è ancor di più se l’importo è rilevante. In questo caso, addirittura, potrebbe mettersi in mezzo la banca che, in ottemperanza agli obblighi sull’antiriciclaggio, potrebbe chiederti chiarimenti. Se non dai una risposta soddisfacente, la pratica viene segnalata all’Agenzia delle Entrate anche ai fini dell’accertamento di eventuali evasioni fiscali.

Spostamenti di denaro tra coniugi 

Quando il contribuente è un imprenditore o un professionista, i controlli bancari possono essere estesi anche al conto corrente del coniuge. E ciò per via dell’abitudine di intestare, in capo a questi ultimi, dei rapporti di comodo, costituiti da denaro sottratto al fisco nell’ambito della propria attività lavorativa. Quando i passaggi di denaro tra marito e moglie sono intensi e periodici, oppure quando si tratta di cifre elevate, l’Agenzia delle Entrate supera la presunzione che si tratti di normali contributi di assistenza familiare e può sospettare che ci sia sotto un’evasione fiscale.

Bonifici non dimostrabili

Sicuramente, se ti arrivano cinquanta euro sul conto corrente o su Paypal da un amico, difficilmente il fisco potrà contestarti l’evasione. Ma se l’importo è di diverse migliaia di euro, sarà bene avere un documento scritto che giustifica il bonifico. Dire «è un regalo» non salva, almeno in teoria, dall’accertamento: le donazioni da estranei, infatti, scontano sempre un’imposta dell’8% sul valore del bene. Solo quelle tra genitori, nonni o coniugi hanno una franchigia di 1 milione e un’aliquota del 4%. Invece quelle tra fratelli e sorelle hanno una franchigia di 100mila euro e un’aliquota del 6%.

In ogni caso, la giurisprudenza ha escluso la legittimità di accertamenti fiscali fatti per bonifici tra familiari conviventi. Tali operazioni si presumono poste in attuazione dei normali doveri di reciproca assistenza familiare.

Ancora più sospetti sono i bonifici periodici nei confronti della stessa persona: qui il fisco potrebbe presumere che si sia instaurato un rapporto di lavoro continuativo. E in quel caso ti troveresti alle calcagna anche l’Ispettorato del Lavoro. Se poi sei proprietario di un immobile e non hai registrato un contratto di locazione, potrebbe scattare un accertamento sull’eventuale affitto in nero.

In ogni caso, a rendere più sospetto il bonifico è il tuo tenore di vita. Se non dichiari nulla perché sei disoccupato e ti arrivano 10mila euro o ne spendi altrettanti rischi un accertamento con il redditometro.

Attenzione al futuro

Potrebbe succedere che, per una operazione poco trasparente, seppur lecita, l’Agenzia delle Entrate ti inserisca nelle cosiddette “liste selettive”, ossia l’elenco dei contribuenti a maggior rischio evasione. Pertanto, dopo un singolo episodio, potresti finire ripetutamente nelle maglie dei controlli anche per il futuro.

Quanto tempo ha l’Agenzia delle Entrate per verificare i conti correnti?

Se il contribuente, pur avendo presentato regolarmente la dichiarazione dei redditi, non ha denunciato un compenso percepito o ha usufruito di sconti fiscali a cui non aveva diritto, l’Agenzia delle Entrate può verificare la sua posizione fino a cinque anni dopo la scadenza del termine per l’invio della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta in questione. Facciamo un esempio. Se nel 2017 hai ricevuto un pagamento che non hai fatturato e, quindi, non hai “denunciato” nella dichiarazione dei redditi del 2018, l’accertamento può arrivare entro il 2023 (cinque anni a partire dal 1° gennaio 2019).

note

Autore immagine: 123rf com


10 Commenti

  1. In tutto l’articolo ho avuto come la sensazione che il Fisco sia la parte che effettivamente vuole derubare il comune cittadino, e in effetti è così.
    Gente, non fidatevi MAI dello Stato. Non perdete alcuna occasione per omettere qualcosa dallo Stato.

    1. tipico rappresentante di una italietta da luoghi comuni e da barzelletta. Trasferisciti in un paese veramente CIVILE (nel nord Europa o negli Stati Uniti per esempio) e vedrai come trattano quelli che “non perdono occasione per omettere…”

      1. E’ altrettanto vero che in paesi veramente civili l’oppressione fiscale è la matà rispetto all’Italia. Se si pagasse il giusto pagherebbero tutti, se ti svenano è l’istinto di sopravvivenza che ti porta a cercare scappatoie.

      2. A Marco: Di buonisti e falsi perbenisti in Italia ne abbiamo a iosa compresi i radical chic e specialmente quelli con parole da prete mancato che ti invitano alla misericordia all’onestà e poi si fanno i c@@@i loro alla grande. Il problema grossissimo è che i veri fraudolenti cioè i milionari e miliardari hanno più escamotage scusate il francesismo di evadere perché hanno i mezzi per farlo come aerei personali, yacht, e tanto altro e sanno come farlo anche con mazzette varie. Alcuni di loro hanno tentato una remissione dei peccati con la legge sullo scudo fiscale ma sono stati bastonati gli altri + scaltri affacciati alla finestra hanno detto addiiiiooo Italia. naturalmente chi non si può muovere tipo appartenenti alle classi medie sono strangolati su tutto dalle tasse sia su quello che compri che sullo stipendio per andare in pensione da miserandi.Essendo la classe media +numerosa sulla cartina tornasole delle Finanze secondo voi da dove spremono meglio? Personalmente sono sfiduciato dal sistema fiscale italiano e non mi sento di giudicare chi evade, soprattutto perché c’è ancora tanta gente che crede veramente che se vengono tassati gli evasori di tasse ne pagheremo meno!! ILLUSII

      3. Si, si possono fare tutti i commenti che si vuole sulla pressione fiscale e su quanto sia giusto pagare le tasse…perché se pagassimo tutti pagheremmo meno tasse etc. etc…..ma se vi capitasse come a me, che una commercialista infedele di cui ti fidi ciecamente (ovviamente) non presenta la dichiarazione e l’Agenzia delle Entrate ti multa di 127.000,00 euro in anche se la cassazione dice il contrario (in alcune sentenze) tu devi spendere pronti via 500€ di bolli, 5000,00€ per difenderti (perché non puoi farlo da solo per legge) e ti becchi 9000,00€ ulteriori di multa perché L’Agenzia delle Entrate ha dovuto difendersi…E QUESTO E’ SOLO IL PRIMO GRADO….perché poi si va avanti con lievitazione di tutti i costi….. ma questo è un dettaglio…la cosa importante è: SE IO NON HO EVASO, RUBATO, ELUSO NULLA PERCHE’ TI MASSACRANO???.. risultato= perchè ho delle proprietà e riescono aggrapparsi a qualcosa di concreto!!! E’ GIUSTO…NO….FREGA A QUALCUNO … NO….

  2. Premesso che il settimo comandamento “NON RUBARE” è rivolto a ogni uomo, non solo agli italiani, quindi non illudiamoci che fuori dall’Italia sia tutto un fiorire di onestà. Ritengo che noi italiani siamo “rimandati a settembre” nel rapporto col fisco (e pure tanti operatori del fisco!!!). Dobbiamo rifletterci un pò: Ma se sei un “uomo”, se hai un minimo di coscienza,di dignità del tuo “Essere”, e non sei così “assatanato” ad incamerare successi economici. Se pensi che la società ti fornisce scuole, strade (non autostrade!!!), ospedali ecc. ecc. ecc., forse è il caso di contribuire un poco a questi servizi, che non sono perfetti tante volte – ma anche lì perché c’è di mezzo qualcuno che non lavora con quel minimo di coscienza. Vabbè … fate un pò come cavolo vi pare, IO non mi piego alla Vostra mentalità, io cerco di non rubare e se una legge per me è sbagliata, la rispetto, ma voto e mi impegno perché sia cambiata. Coraggio ragazzi c’è gente che muore ogni giorno per migliorare la propria vita e quella degli altri!! però voi giornalisti non insegnate alla gente che il fisco è solo nemico e voi avvocati difendete il “giusto”, certe vostre “difese” fanno vomitare!!

  3. Rispondo a Romano: mi dispiace, capisco il tuo dramma, ma che colpa ha lo stato? sei tu che hai scelto il TUO commercialista, infedele…e magari dare un po’ di responsabilità a te stesso per non aver controllato: a prescindere dal comportamento del commercialista, non ti è parso strano non aver pagato le tasse dovute?
    Le tasse sono una cosa seria, non buttiamola a barzelletta!
    MARCO, hai perfettamente ragione! prova a fare lo smemorato negli USA o senza andare oltreoceano, in Francia, poi vedi!!
    La colpa è nostra se lo stato va a pu…ne!
    Un certo valentino Rossi, finto residente a Londra, evade alcuni milioni, poi patteggia e se la cava con meno della metà: e noi continuiamo a battere le mani! Stessa cosa per Pavarotti (pace all’anima sua) applaudito fino all’ultimo dopo aver patteggiato col fisco una cifra ingentissima!
    E potrei continuare con una lista infinitaaaaa…….
    Chiedete un po’ a Gerard Depardie…per aver evaso un decimo di Rossi…ci sono ancora i francesi che lo aspettano all’aereoporto ogni volta che rientra in francia per fargli un mare di fischi, tanto che Putin gli ha offerto la cittadinanza onoraria di Mosca!
    Italiani, pensate col vostro cervello e non fatevi infinocchiare da chi piange miseria e gira con il SUV intestato alla ditta!

    1. Conosco uno che metteva i compensi in nero sul conto della moglie ma poi come capita spesso si sono divisi e non potendo dimostrare che erano soldi suoi se li è tenuti la moglie.
      Evviva la moglie che à derubato un ladro.

  4. Avere servizi efficienti è presupposto indispensabile di benessere.
    I servizi possono essere efficienti se sono adeguatamente finanziati.Quindi se vogliamo i servizi dobbiamo pagare le giuste tasse. Ora guardiamo ad esempio un cittadino medio che vive nella Capitale: trasporti urbani scadenti, igiene urbana scadente, strade scadenti, sanità pubblica sufficiente a garantire assistenza a poco più di un terzo della popolazione, sicurezza efficiente solo per gli addetti alle istituzioni. Chi può, in tutta coscienza, additare come nemico dello stato questo cittadino, ad esempio un vigile del fuoco, che con il suo stipendio modesto paga fino all’ultima lira di tasse, che si incaxxa come un leone incaxxato quando vede la sua, un tempo, meravigliosa città ridotta ad un caotico proscenio di personalità deviate e devianti che generano solo caos al cui confronto un souk tunisino è una perla di organizzazione e razionalità piacentiniana? A pessimi servizi devono corrispondere pessimi contribuenti.
    Quando un’azienda spende troppo e produce poco e male fallisce. Noi stiamo fallendo. A meno che un commissario capace e determinato non faccia piazza pulita di vassalli, valvassori e valvassini incapaci e ladri e ridoni dignità ed efficienza al Paese.

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