Diritto e Fisco | Articoli

Laureati senza lavoro: le sofferenze degli italiani secondo AlmaLaurea

13 Marzo 2013
Laureati senza lavoro: le sofferenze degli italiani secondo AlmaLaurea

“C’è la crisi economica” non è più un modo di dire, avvertito solo da chi ha capitali in borsa: oggi i ragazzi che escono dalle università e poi rimangono per la strada sono raddoppiati. L’indagine scattata da Almalaurea.

Dopo un anno dalla laurea, un medico, un avvocato, un architetto o un veterinario guadagna circa mille euro al mese se è fortunato. Invece, il 20% dei futuri professionisti, anche dopo un anno dal titolo, è ancora in cerca di un lavoro.

Tra i pochi fortunati, invece, che già hanno un lavoro, solo per il 35% tale lavoro può considerarsi stabile. Oggi, dunque, due laureati su tre restano senza gratificazione post laurea.

Comprensibilmente, il numero degli iscritti agli atenei sta calando sempre più; tuttavia, chi conquista la laurea con sacrifici mantiene sempre un atteggiamento ottimista (forse frutto della giovane età e dell’assenza di esperienze).

È questa la triste fotografia scattata da AlmaLaurea (il consorzio universitario che rappresenta il 78% dei laureati in Italia) nel XV rapporto sulla condizione occupazione che sarà presentato oggi a Venezia alla Ca’ Foscari.

La crisi occupazionale, inutile a dirlo, è forte. Il confronto con gli ultimi cinque anni non lascia spazio a interpretazioni. Nel 2007, i laureati di primo livello disoccupati dopo il primo anno erano l’11%, nel 2011 erano più del doppio (22%).

Stesso incremento del +12% per gli specialisti.

La precarietà è uno dei punti più dolenti: -10% rispetto al 2008 di contratti stabili tra i triennali e -6% tra gli specialisti. Crollati gli impieghi a tempo indeterminato: -13% tra i laureati triennali e -8% tra gli specialisti.


note

 

Servizio a cura di METAPING

Articolo di Riccardo Bruno, su Corriere della Sera del 12.03.2013, pag. 25.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube