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Come compilare le distinte di pagamento Enasarco

31 Dicembre 2018


Come compilare le distinte di pagamento Enasarco

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 Dicembre 2018



Vediamo di seguito tutti gli obblighi che le ditte mandanti che si servono di agenti di commercio devono rispettare nel pagamento dei contributi.

La Fondazione Enasarco è un ente previdenziale integrativo dedicato agli agenti di commercio e ai rappresentanti. Nonostante sia stata privatizzato già da qualche anno, il versamento dei contributi alla Fondazione Enasarco da parte delle aziende che si avvalgono di agenti di commercio è obbligatorio [1]. Le ditte mandanti, nello specifico, sono tenute a compilare delle apposite distinte che la Fondazione mette a disposizione attraversi i propri servizi online. In questa guida vedremo come compilare le distinte di pagamento Enasarco e quali sono le scadenze contributive da rispettare.

Come dichiarare le provvigioni?

Le ditte mandanti che si avvalgono di agenti di commercio devono compilare, come già anticipato, delle specifiche distinte in cui sono indicati gli imponibili provvigionali e i relativi contributi. Rispetto a qualche anno fa, quando le distinte si potevano presentare in formato cartaceo, dal 2004 Enasarco ha varato la contribuzione on line: le aziende devono obbligatoriamente registrarsi al portale della Fondazione, creare un proprio account e compilare le distinte direttamente nella propria area riservata.

Oltre ad essere una procedura molto più comoda rispetto a quelle cartacee fatte fino a non molti anni fa, la compilazione della distinta online è l’unico mezzo consentito dalla Fondazione per pagare i contributi. Le ditte mandanti che non usano questo strumento e che magari si limitano a versare i contributi con bonifici fatti all’Iban della Fondazione rischiano di perderci i soldi e di subire pure delle sanzioni.

Come registrarsi al sito web Enasarco?

Per registrarsi al sito Enasarco e compilare le distinte di pagamento, la Fondazione, ha messo a punto una procedura semplice, identica a quella di qualunque altro portale web.

Accedendo a questo link, la ditta mandante dovrà cliccare sul tasto “Azienda”. Il sistema chiederà anzitutto se l’azienda è già in possesso di un numero di posizione Enasarco, o se si tratta della prima iscrizione. Qualora si tratti di una ditta mandante che già in passato ha operato con Enasarco, potrà saltare questo passaggio indicando che è già in possesso di un numero di posizione. Qualora si tratti della prima iscrizione, il sito metterà a disposizione una breve procedura guidata in cui, in pochi minuti, si potranno indicare natura giuridica, codice fiscale, ragione sociale e legale rappresentante. Terminata questa breve procedura, alla ditta mandante sarà immediatamente assegnato un numero di posizione.

Effettuata l’iscrizione, la mandante può passare alla registrazione effettiva. Anche in questo caso la Fondazione Enasarco mette a disposizione una procedura guidata. Nel primo step andranno indicati due codici fiscali: il primo è quello relativo alla persona fisica che sta materialmente eseguendo la registrazione (può essere un qualunque operatore della ditta o direttamente il legale rappresentante), il secondo è quello dell’azienda.

Nel secondo step andranno indicati l’indirizzo della sede legale e la sigla REA della ditta.

Nel terzo step il sito proporrà automaticamente un nominativo di legale rappresentante, in base ai dati in possesso della Fondazione: l’operatore dovrà confermarlo o sostituirlo, a seconda di quanto riportato in visura camerale.

Nel quarto e ultimo step si dovranno scegliere le credenziali (mail di accesso e password) e scaricare, stampare e firmare un modulo identificativo.

A quel punto, la pagina web propone un tasto di “Upload”: l’operatore dovrà caricare il modello identificativo firmato, insieme alle copie dei documenti d’identità del legale rappresentante e dell’operatore (se ci si registra con il codice fiscale dell’amministratore basta il solo documento di quest’ultimo).

Caricati i documenti, il contact center della Fondazione ne verifica la validità e, in caso positivo, invia alla PEC dell’azienda un codice PIN. Questo PIN andrà inserito al primo accesso nell’area riservata della ditta mandante. Una volta confermato il PIN, la registrazione sarà completata e la ditta mandante potrà accedere finalmente alle distinte di pagamento.

Quali sono le scadenze contributive?

I contributi relativi a provvigioni maturate dagli agenti di commercio si pagano con cadenza trimestrale: le fatture relative ai mesi di gennaio, febbraio e marzo si pagano con la distinta in scadenza al 20 maggio; gli importi provvigionali di aprile, maggio e giugno con quella del 20 agosto; le provvigioni di luglio, agosto e settembre riguardano la distinta del III trimestre che scade al 20 novembre, mentre gli importi relativi a ottobre, novembre e dicembre devono essere dichiarati nella distinta del IV trimestre, la cui scadenza è fissata al 20 febbraio dell’anno solare successivo.

A queste quattro scadenze va aggiunta quella del 31 marzo, in cui le ditte mandanti devono versare gli importi FIRR (Fondo Indennità Risoluzione Rapporto) relativi all’anno fiscale precedente.

Per capirci: al 31 marzo 2019 si dovrà versare il FIRR relativo alle provvigioni maturate nel 2018. Compilando puntualmente le distinte nelle date prefisse e inserendo gli importi corretti, le ditte mandanti avranno la certezza di non incorrere mai in sanzioni da parte della Fondazione Enasarco.

Quali sono le aliquote contributive in vigore?

Ancor prima di compilare le distinte, le ditte mandanti devono avere coscienza di come si calcolano i contributi nella Fondazione Enasarco. Iniziamo col dire che i contributi dipendono anzitutto dalla forma giuridica con cui lavora l’agente.

Gli agenti individuali e quelli costituiti in società di persone rientrano nella contribuzione previdenziale, così denominata perché è finalizzata al riconoscimento della pensione Enasarco agli iscritti che raggiungono i requisiti classici di vecchiaia. Gli agenti costituiti in società di capitali, invece, rientrano nella contribuzione assistenziale, che non dà diritto ad alcun tipo di vantaggio agli iscritti ma, in compenso, ha un’aliquota molto più bassa.

Nel 2018 l’aliquota contributiva previdenziale, che ricordiamo riguarda agenti individuali e società di persone, è al 16%. Tale aliquota deve essere equamente divisa tra agente e ditta mandante: al momento della fattura, quindi, l’agente dovrà già defalcare il suo 8% Enasarco sull’imponibile, mentre l’altra parte è a carico dell’azienda.

Volendo fare un esempio pratico: su una provvigione di 100 euro, l’agente verserà 8 euro di contributi, gli altri 8 saranno a carico della mandante, e sul suo conto previdenziale si troverà 16 euro (si tratta di una semplificazione che non tiene conto del concetto di minimale, che vedremo più avanti).

Per le società di persone il contributo previdenziale viene diviso tra i soci, in proporzione alle quote detenute. Mettiamo che una società di agenzia, i cui due soci hanno rispettivamente il 60% e il 40% delle quote, si porta a casa un contributo previdenziale di 100 euro: in questo caso il primo socio riceverà 60 euro di contributi, il secondo 40. L’aliquota del 16% è limitata al solo 2018: nel 2019 sarà del 16,50%, mentre nel 2020 si attesterà definitivamente al 17%.

Discorso più semplice per la contribuzione assistenziale: qui l’aliquota principale, che riguarda le provvigioni inferiori i 13 milioni di euro (quindi la quasi totalità di quelle dichiarate) è del 4%. Di questa percentuale il 3% è a carico della ditta mandante, l’1% è a carico dell’agente. Questo significa che su un’imponibile provvigionale di 1000 euro, una SRL deve pagare appena 10 euro di contributo assistenziale. La semplicità del contributo assistenziale è dato anche dal fatto che non prevede minimali e massimali: per scoprire cosa sono, diamo uno sguardo al prossimo paragrafo.

Cosa sono i minimali e i massimali?

Nell’ambito della contribuzione previdenziale, la Fondazione Enasarco prevede due “range” in cui devono essere compresi i contributi previdenziali da versare: i minimali e massimali. Sono parametri che possono variare annualmente, previa regolare comunicazione della Fondazione.

Per minimale si intende il contributo minimo che deve essere versato sul conto di un agente che nel corso di un anno abbia maturato almeno una provvigione. Qualora gli importi provvigionali non siano sufficientemente alti, la differenza per garantire il minimale deve essere coperta dalla ditta mandante. Quest’ultimo concetto potrà essere molto più chiaro con un qualche esempio: un agente che nel corso di un anno non matura alcuna provvigione non ha diritto ad alcun contributo.

Un agente plurimandatario che invece matura nel 2018 una provvigione ridicola, anche di 10 euro, ha diritto ad un minimale di 423 euro, che sarà quasi completamente pagato dalla Mandante.

Con il concetto di massimale, invece, si indicano quegli importi oltre i quali gli agenti non devono più versare contributi: per i plurimandatari nel 2018 si attesta sui 25.275 euro, per i monomandatari sui 37.913 euro.

Come si compilano le distinte ordinarie?

A dispetto di quanto si possa pensare, le distinte ordinarie sono semplici da compilare. Una volta caricate nel sistema, le ditte mandanti non devono fare altro che inserire il totale provvigionale del trimestre per ogni agente. Il contributo corrispondente viene calcolato automaticamente dal sistema.

Una volta compilata del tutto, la distinta ordinaria deve essere salvata prima in stato provvisorio e poi confermata definitivamente: tutti questi passaggi sono stati creati per permettere alle aziende di trovare per tempo eventuali errori di compilazione. Una volta compilata, la distinta potrà essere pagata con addebito SEPA (che deve essere stato preventivamente attivato) o con il MAV. Non sono ammesse altre modalità di pagamento.

A cosa serve la distinta non ordinaria G14?

Le distinte ordinarie fornite in automatico nell’area riservata sul sito Enasarco sono il modo migliore per pagare i contributi previdenziali. In un mondo perfetto sarebbero più che sufficienti. Tuttavia, come ben sappiamo, non sempre le cose vanno per il verso giusto.

Ci sono ditte mandanti che dimenticano (?) di compilare le distinte ordinarie. Altre ricevono le fatture dagli agenti in colpevole ritardo. Altre sono oggetto di fusione e non hanno ancora la lista degli agenti caricata nel sistema. Come si possono pagare i contributi previdenziali in casi del genere? Nel menù dedicato alle distinte, che le ditte mandanti possono visionare nella propria area riservata, è disponibile la distinta non ordinaria G14, chiamato in gergo anche “distinta rossa”.

La G14 deve essere usata in tutti i casi sopra elencati, o più generalmente tutte quelle volte che non è disponibile una distinta ordinaria. La G14 deve essere compilata manualmente: si scelgono l’anno, il trimestre ed il fondo di riferimento. Si devono aggiungere manualmente tutti gli agenti per i quali ci sono dei contributi residui da versare. Una volta inserito l’elenco degli agenti, devono essere indicate le provvigioni e i relativi contributi.

Occhio che la distinta G14 non effettua calcoli: i contributi dovranno quindi essere preventivamente calcolati per ogni agente (per dare una mano, all’interno del sito la Fondazione Enasarco ha reso disponibile un semplice tool di “Calcolo Contributi). Una volta inseriti gli importi, la ditta ha la facoltà di aggiungere una nota che spiega il motivo del ricorso alla G14. Una volta confermato il tutto, il sistema genererà un MAV in automatico, che si potrà stampare e pagare.

A cosa serve invece la distinta grigia?

All’interno dell’area riservata di una ditta mandante non esistono solo le distinte ordinarie e le G14. Può capitare di imbattersi anche in una distinta grigia: sono tantissime le ditte che la compilano e poi non riescono a generare il MAV di pagamento.

Il punto è che la distinta grigia è un semplice strumento informatico che serve ad allineare i calcoli contributivi (in virtù dei minimali e massimali) tra i vari trimestri. La distinta grigia non genera pagamento e permette di indicare le provvigioni riguardanti i trimestri precedenti e non dichiarate con la distinta ordinaria.

Come abbiamo detto nel paragrafo precedente, ad esempio, una ditta mandante che ha dimenticato di pagare la distinta del II trimestre può avvalersi della G14. Il sistema Enasarco, in prossimità della distinta del III trimestre, prima di far visionare l’ordinaria obbligherà la ditta a compilare la distinta grigia del II trimestre: nel nostro esempio basterà copiare i dati della G14 pagata in precedenza ed il gioco è fatto.

note

[1] L. n. 12 del 2.02.1973.


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