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Integrazione denuncia: cos’è?

4 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Gennaio 2019



Come si integra una denuncia precedentemente sporta? A cosa serve l’integrazione della denuncia? Si può integrare una querela?

Se sei vittima di un reato non c’è alcun dubbio su cosa fare: devi andare dalle forze dell’ordine e sporgere denuncia. Non importa che sia una stazione dei carabinieri o un comando di polizia: l’importante è che tu provveda a segnalare l’accaduto. L’ufficiale che raccoglierà le tue dichiarazioni provvederà a trasmetterle alla Procura della Repubblica territorialmente competente affinché comincino le indagini. La denuncia è una comunicazione molto semplice: la legge, proprio per facilitare la possibilità che chiunque possa segnalare un crimine alle autorità, non ha previsto alcun contenuto formale. Ciò significa che non devi essere un esperto del diritto per poter sporgere denuncia: è sufficiente che tu narra i fatti così come si sono svolti, cercando di fornire quanti più dettagli è possibile, in modo da aiutare l’autorità nello svolgimento delle indagini. Lo stesso accade se devi presentare una querela, la quale si differenzia dalla denuncia solamente perché riguarda reati per i quali le forze dell’ordine possono procedere solamente se v’è l’espresso consenso della persona offesa. In pratica, la differenza tra denuncia e querela sta in ciò: la prima può essere sporta da chiunque, anche da persona estranea al reato, in quanto non ne è stata la vittima; la seconda, invece, deve necessariamente essere presentata dalla persona offesa, cioè da colei che ha subito il reato. Sia nel caso della denuncia che in quello della querela, è possibile che, in un primo momento, quando ci si reca dalle autorità, non si sia ancora a conoscenza di tutti i dettagli del reato avvenuto: ad esempio, se hai appena subito un furto in appartamento, preso dallo spavento e dall’emozione del momento vai dai carabinieri e, confusamente, denunci l’intrusione di qualcuno e la sottrazione di alcuni oggetti. Rientrato a casa, a mente fredda, se mai dopo qualche giorno, ti rendi conto che, in realtà, non erano stati sottratti solamente pochi oggetti, ma che addirittura era stato violato il tuo computer e rubate le tue password. In questo caso, anziché sporgere una nuova denuncia, potrai andare di nuovo dai carabinieri e chiedere di integrare quella già presentata, fornendo nuove informazioni e nuovi dettagli. Hai capito a cosa serve un’integrazione di denuncia? No? In questo caso, credo che tu debba seguirmi ancora per qualche riga: vale la pena che ti spieghi, in modo semplice ma chiaro, cos’è un’integrazione di denuncia.

Denuncia: cos’è e a cosa serve?

Prima di vedere cos’è un’integrazione di denuncia, devo necessariamente spiegarti cos’è una denuncia; in realtà, in parte l’ho già fatto nell’introduzione, ma è bene intendersi al cento per cento. La denuncia è quell’atto, scritto oppure orale, che viene presentato alle forze dell’ordine (carabinieri, polizia di Stato, guardia di finanza, polizia postale, ecc.) affinché le stesse si attivino per assicurare alla giustizia l’autore (o gli autori) di un fatto che presenta i connotati del reato.

La denuncia assolve ad un duplice scopo: quello di garantire la tutela delle proprie ragioni alla persona offesa; quello di aiutare lo Stato (nella veste dell’autorità giudiziaria) ad assicurare l’ordine pubblico, mediante la repressione degli illeciti penali. Le forze dell’ordine, infatti, non potrebbero mai avere cognizione diretta di orni crimine commesso sul territorio italiano: pertanto, esse hanno bisogno della collaborazione di tutti i cittadini i quali, se assistono ad un crimine, possono farne denuncia alle autorità competenti.

Quest’ultimo aspetto ci rimanda ad un’altra caratteristica tipica della denuncia: essa non è (quasi) mai obbligatoria, nel senso che, se assisti ad un reato, non sei tenuto a segnalarlo. Fanno eccezione solamente alcune rare ipotesi di reato, nonché tutti i casi in cui ad assistere al fatto criminoso sia un appartenente alla polizia giudiziaria ovvero un pubblico ufficiale in servizio, ovvero un medico che presti la sua opera in circostanze palesemente delittuose (ad esempio, il dottore di pronto soccorso che assista una persona colpita da un proiettile).

Denuncia e querela: differenze

Arriviamo subito all’integrazione di denuncia; solo qualche breve cenno alla querela. Come anticipato nell’introduzione, la querela è del tutto simile alla denuncia: anche in questo caso, infatti, si segnala un fatto criminoso all’autorità. Le principali differenze tra querela e denuncia sono così riassumibili:

  • la querela può essere sporta solamente dalla vittima (eccezionalmente dal procuratore speciale o da altri soggetti individuati dalla legge, nel caso in cui la persona offesa non possa);
  • la querela deve contenere l’espressa volontà della vittima di voler perseguire legalmente gli autori del crimine;
  • la querela deve essere sporta entro tre mesi dal momento in cui il fatto è avvenuto, oppure da quando se ne è avuta conoscenza; la denuncia, invece, non ha limiti di tempo;
  • la querela può essere ritirata (tecnicamente, si parla di remissione di querela), mentre la denuncia no.

Integrazione denuncia: cos’è?

Cos’è l’integrazione della denuncia? Non è altro che un atto successivo alla prima presentazione, con il quale si intende precisare il contenuto della denuncia già sporta. Ti propongo un esempio: mettiamo il caso che tu, tornando a casa, abbia trovato la porta con evidenti segni di effrazione; entri prudentemente e, a prima vista, pare che non manchi niente. Vai dai carabinieri e sporgi denuncia per violazione di domicilio. Solo dopo qualche giorno ti accorgi che, in realtà, mancano alcuni gioielli: realizzi quindi di essere stato anche derubato. Torni allora dai carabinieri per denunciare il furto. È proprio in casi come questi che occorre fare un’integrazione di denuncia.

Con l’integrazione di denuncia non fai altro che fornire nuovi utili dettagli alle autorità competenti, le quali potranno lavorare meglio alla luce delle nuove informazioni ricevute. Nell’esempio appena fatto, dovrai tornare dai carabinieri e chiedere di integrare la denuncia sporta qualche giorno prima aggiungendo che non si è trattato solamente di violazione di domicilio, ma anche di furto.

Integrazione denuncia: quando farla?

L’integrazione della denuncia già sporta va fatta ogni volta che sia possibile fornire nuovi elementi a riguardo di un fatto criminoso già segnalato alle autorità. i casi sarebbero infiniti: ad esempio, se sei vittima di stalking, l’integrazione di denuncia serve a portare a conoscenza delle forze dell’ordine di nuovi, incresciosi episodi; se ricevi molestie telefoniche, l’integrazione serve a segnalare che le stesse non sono cessate. Allo stesso modo, l’integrazione di una denuncia può servire a fornire nuovi elementi probatori alle autorità: ad esempio, hai scoperto, parlando con dei vicini di casa, che uno di loro ha visto una persona sospetta aggirarsi nei paraggi di casa tua proprio pochi minuti prima che qualcuno svaligiasse il tuo appartamento. In questa circostanza, con l’integrazione di denuncia potresti fornire il nome di un potenziale testimone.

Integrazione denuncia: perché farla?

Perché integrare una denuncia già presentata e non sporgerne una nuova? Il motivo è molto semplice. Quando denunci un reato, l’autorità che riceve la segnalazione (carabinieri, polizia, guardia di finanza, ecc.) trasmette la stessa alla Procura della Repubblica presso il Tribunale territorialmente competente. Arrivata qui, la denuncia, se appare fondata, viene iscritta dal p.m. nel registro delle notizie di reato (cosiddetto registro degli indagati): in pratica, le viene assegnato un numero e le indagini hanno ufficialmente il via. Il p.m. che se ne occuperà delegherà la polizia giudiziaria che riterrà competente a svolgere le investigazioni.

Ora, se tu presentassi una nuova denuncia anziché integrarne una vecchia, correresti il rischio di rallentare le operazioni degli inquirenti: una nuova denuncia seguirebbe l’iter della prima, con diversa iscrizione nel registro delle notizie di reato e differente numero di ruolo. Da ciò ne deriverebbe, come logica conseguenza, l’affidamento a diverso p.m. e delega delle indagini ad altra unità. Da tutto ciò capirai che le indagini si sdoppierebbero, con conseguente, inutile perdita di tempo, in quanto sarebbe stato molto più semplice fornire le nuove informazioni all’autorità che già se ne stava occupando.

Questo accade nel caso di integrazione di denuncia: con l’integrazione, è sempre lo stesso p.m. e sono sempre le stesse forze dell’ordine a ricevere le nuove informazioni, in modo da poter meglio operare anche alla luce di ciò che già hanno.

Integrazione denuncia: come si fa?

Integrare una denuncia è semplicissimo: basta fare riferimento, nella nuova segnalazione, alla denuncia in precedenza sporta. Se non sei in possesso del numero di ruolo che è stato attribuito alla precedente notizia di reato (per averlo, dovresti farne richiesta in Procura, in qualità di persona offesa), allora puoi limitarti a dire che le nuove dichiarazioni che rendi integrano la denuncia sporta in data precedente: in pratica, dovrai esplicitamente menzionare la data in cui hai presentato la prima denuncia.

Infine, ricorda un’ultima cosa: così come si può integrare una denuncia, è possibile fare integrazione anche della querela.


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