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Niente reddito di cittadinanza per chi risparmia

9 Aprile 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Aprile 2019



Patrimonio mobiliare massimo del nucleo familiare sino a 10mila euro: chi supera questa soglia di risparmi non ha diritto al sussidio.

Il reddito di cittadinanza diventa sempre più simile all’attuale reddito d’inclusione Rei; non solo, difatti, per averne diritto è stata prevista una soglia massima di reddito Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente) del nucleo familiare: per il diritto al reddito di cittadinanza bisogna anche rispettare ulteriori soglie riguardanti il patrimonio immobiliare e mobiliare, simili a quelle già stabilite per il Rei.

Nello specifico, per quanto riguarda il patrimonio immobiliare, chi richiede il reddito di cittadinanza può essere proprietario della prima casa: in quest’ipotesi, il sussidio gli viene riconosciuto con una decurtazione, corrispondente al cosiddetto affitto imputato, pari a 280 euro euro mensili. In pratica, dato che il reddito di cittadinanza, in questi casi, non serve per pagare l’affitto, la prestazione viene decurtata di un importo corrispondente all’ammontare di un ipotetico canone mensile. Chi richiede il reddito di cittadinanza può essere anche proprietario di ulteriori immobili, ma il loro valore complessivo non deve superare i 30mila euro. Ad oggi, per chi richiede il Rei, il valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non può essere superiore a 20mila euro.

In buona sostanza, sia per aver diritto al Rei, che per aver diritto al reddito di cittadinanza, la famiglia può possedere solo un immobile di scarso valore oltre all’abitazione.

Quali sono, invece, le soglie massime di patrimonio mobiliare che la famiglia non deve superare per aver diritto al reddito di cittadinanza? I limiti massimi di patrimonio mobiliare (conti, carte prepagate, libretti, titoli, etc…) che la famiglia può possedere sono stati recentemente confermati dal decreto in materia [1], appena convertito in legge: il patrimonio mobiliare non può superare i 10mila euro, per un nucleo familiare di più persone, salvo il caso in cui siano presenti disabili o più di 2 figli. Nulla di diverso, quindi, rispetto a quanto già previsto in merito al Rei: in parole semplici, niente reddito di cittadinanza per chi risparmia.

Ma procediamo per ordine e cerchiamo di capire meglio quali sono i requisiti per aver diritto a questo sussidio a sostegno del reddito.

Reddito di cittadinanza: requisiti

Potranno chiedere il reddito di cittadinanza i cittadini maggiorenni che soddisfano una delle seguenti condizioni:

  • si trovano in stato di disoccupazione o risultano inoccupati (cioè hanno perso il posto o non hanno mai lavorato); se beneficiari di pensione di cittadinanza, studenti o lavoratori, il requisito non è richiesto; coloro che hanno presentato le dimissioni sono esclusi dal reddito per un anno, così come i detenuti ed i ricoverati in una struttura a carico dello Stato; il diritto al reddito è sospeso anche per chi ha subito una misura cautelare personale, anche adottata all’esito di convalida dell’arresto o del fermo, o una condanna, anche con sentenza non definitiva;
  • sono in possesso della cittadinanza italiana o di paesi facenti parte dell’Unione europea, o sono familiari di un titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, o cittadini di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • sono residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due, considerati al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, in modo continuativo;
  • possiedono un Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
  • possiedono un valore del reddito familiare inferiore a 6 mila euro, per il singolo componente, o a 7.560 euro, in caso di pensione di cittadinanza; l’importo è elevato sino a 9.360 euro per chi paga l’affitto ed è da adeguare col parametro della scala di equivalenza;
  • possiedono immobili, oltre alla prima casa, per un valore inferiore a 30mila euro, anche all’estero;
  • possiedono un patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; la soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità, come definita a fini Isee, presente nel nucleo, e di 7500 euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza;
  • nessun componente del nucleo deve possedere autoveicoli immatricolati da meno di 6 mesi, o con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati nei 2 anni precedenti, navi o imbarcazioni da diporto; sono esclusi i veicoli per disabili;
  • è presente una  dichiarazione Isee in corso di validità per il nucleo familiare.

Reddito di cittadinanza: patrimonio mobiliare

Il limite massimo relativo al patrimonio mobiliare del nucleo familiare non deve superare, come abbiamo appena osservato, 10mila euro, ma solo se si tratta di una famiglia con più componenti. Solo in presenza di 3 o più figli, o di disabili, il limite dei 10mila euro può essere superato.

In base a quanto disposto, dunque, i limiti relativi ai risparmi coincidono con quelli previsti per il Rei: patrimonio mobiliare massimo tra i 6mila e i 10mila euro a seconda del numero dei componenti del nucleo. In parole semplici, tra conti, libretti e carte di tutti i familiari non si devono superare i 10mila euro.

Nello specifico, per una persona singola il limite del patrimonio mobiliare è pari a 6mila euro, 8000 euro per la coppia, e 10mila euro per una coppia con uno o due figli. Si tratta di limiti molto facili da superare: pensiamo ad un nucleo con due figli, a ciascuno dei quali un parente intesta un libretto di risparmio, o dei buoni fruttiferi, per un valore di 5mila euro. Basta che uno dei genitori depositi anche pochi spiccioli sul conto, perché il limite relativo al patrimonio mobiliare per il diritto al sussidio, pari a 10mila euro, sia superato.

Che cosa rientra nel patrimonio mobiliare?

Ma quali sono i risparmi che entrano nel patrimonio mobiliare?  Vi rientrano i conti correnti “classici”, ma anche i conti correnti postali ed i depositi; devono essere inclusi, poi, i conti di pagamento, in valuta, i conti di vincolati/liberi, i conti bancari transitori (conto terzi individuale o globale), ed i libretti nominativi ed al portatore, sia bancari che postali. Devono essere dichiarate anche le carte prepagate, con e senza iban, i titoli, le partecipazioni e tutti i rapporti finanziari.

Come si determina il valore del patrimonio mobiliare?

I risparmi, pur non costituendo reddito, influiscono sull’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente, in pratica l’indice che “misura la ricchezza” delle famiglie.

Il patrimonio mobiliare, nel dettaglio, entra a far parte degli indicatori alla base della dichiarazione Isee con modalità diverse a seconda del tipo di rapporto finanziario intrattenuto: ad esempio, per il conto corrente rileva la giacenza media o il saldo del conto al 31 dicembre.

In particolare, all’interno della dichiarazione Isee si deve considerare:

  • il saldo al 31 dicembre o la giacenza media, se superiore, per conti correnti, libretti, carte con Iban o prepagate e depositi;
  • il valore del patrimonio netto, per le imprese individuali a contabilità ordinaria;
  • il valore delle rimanenze finali e dei beni ammortizzabili, per le imprese individuali a contabilità semplificata;
  • il valore alla data del 31 dicembre, per le partecipazioni azionarie in società italiane ed estere quotate in mercati regolamentati;
  • il valore della frazione del patrimonio netto, determinato sulla base delle risultanze dell’ultimo bilancio approvato, per le società non quotate o non azionarie;
  • il valore risultante dall’ultimo prospetto redatto dalla società di gestione, per le azioni o le quote di organismi di investimento collettivo di risparmio;
  • l’importo dei premi complessivamente versati, al netto degli eventuali riscatti, per i contratti di assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita e di capitalizzazione;
  • il valore nominale delle consistenze alla data del 31 dicembre, per i titoli di Stato ed equiparati, le obbligazioni, i certificati di deposito e credito ed i buoni fruttiferi.

Ad ogni modo nella dichiarazione Isee, in merito alle componenti del patrimonio mobiliare, è prevista una franchigia di 6mila euro, aumentata di 2mila euro per ogni componente del nucleo successivo al primo (più un incremento pari a mille euro per ogni figlio successivo al secondo): l’impatto della franchigia è tuttavia limitato, poiché può arrivare fino ad un massimo di 10mila euro. Per approfondire: Con l’Isee non puoi nascondere i soldi.


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11 Commenti

  1. Insomma uno svende la propria casa per sopravvivere casa pagata x 20anni e quello è reddito…no è giusto perché reddito e quello che esce e rientra ..le pensioni sono basse e stop e sarebbe giusto alzare un Po e poi uno in affitto con isee 0 e assurdo come vive ..di aria semi.a livelli pazzeschi mentre politici si fanno paghe e pensioni d oro ..E indecente

  2. Salve,
    Alla luce di quanto sopra riportato, vorrei essere sicura che ai fini della richiesta del reddito di cittadinanza, il patrimonio mobiliare va considerato al netto delle detrazioni (franchigia max. 10mila euro). Mi spieggo, con un patrimonio mobiliare pari a 13mila euro, che al netto delle detrazioni delle franchigie è pari a 3mila euro, si ha diritto al reddito di cittadinanza? Ovviamente, tutti gli altri parametri rispecchiano i requisiti. Grazie in anticipo

      1. E per quanto riguarda il patrimonio mobiliare?
        Il valore è da considerare al netto delle detrazioni della franchigia?
        Grazie

      2. Buongiorno…Alx vi ha fatto una domanda molto chiara alla quale avete risposto con un link che rimanda ad un altro argomento…potreste rispondere per favore

  3. io ho un’assicurazione privata , la mia pensione insomma visto che non ne avrò una dallo stato e unico gruzzolo in caso di malattia, per lo stato sono ricca , quindi dovrei togliere quei soldi , spenderli e poi …morire !

    1. Effettivamente l’Isee considera i risparmi equivalenti alla produzione di reddito, o quasi. Il ragionamento che il legislatore applica è “chi si può permettere di risparmiare, o è ricco, o ha qualche reddito nascosto”. In realtà non sempre è così: tante persone arrivano praticamente a privarsi dell’essenziale per mettere da parte qualcosa per il domani. Le politiche alla base della concessione di sussidi e agevolazioni penalizzano notevolmente il risparmio.

      1. Se uno per anni ha lavorato per 5/6/7 anni ,e ha messo da parte 6000./7.000 può morire? quanto può una persona campare con 7.000? ok niente reddito, ma possono firmare comunque il patto per il lavoro e avere gli stessi presunti benefici?

        1. Per fruire dei servizi del centro per l’impiego bisogna aver perso involontariamente il lavoro, o avere un impiego da cui derivi un reddito inferiore a 8mila euro annui (4800 euro se di lavoro autonomo), rendere la dichiarazione d’immediata disponibilità al lavoro e firmare presso il centro per l’impiego il patto di servizio.

      2. Mi associo alla domanda di alx Percalcolare il patrimonio mobiliare 
        è necessario detrarre la Franchigia, questo solo per ottenere il valore che va ad incidere sull’isee ?
        Quindi per il reddito di cittadinanza si fa riferimento al totale senza detrarre franchigia?

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