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Niente reddito di cittadinanza per chi risparmia

26 Nov 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Nov 2018



Patrimonio mobiliare massimo del nucleo familiare sino a 10mila euro: chi supera questa soglia di risparmi non ha diritto al sussidio.

Il reddito di cittadinanza diventa sempre più simile all’attuale reddito d’inclusione Rei; non solo, difatti, per averne diritto è stata prevista una soglia massima di reddito Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente) del nucleo familiare: per il diritto al reddito di cittadinanza bisogna anche rispettare ulteriori soglie riguardanti il patrimonio immobiliare e mobiliare, simili a quelle già stabilite per il Rei.

Nello specifico, per quanto riguarda il patrimonio immobiliare, chi richiede il reddito di cittadinanza può essere proprietario della prima casa: in quest’ipotesi, il sussidio gli viene riconosciuto con una decurtazione, corrispondente al cosiddetto affitto imputato, pari a circa 300 euro mensili. In pratica, dato che il reddito di cittadinanza, in questi casi, non serve per pagare l’affitto, la prestazione viene decurtata di un importo corrispondente all’ammontare di un ipotetico canone mensile. Chi richiede il reddito di cittadinanza può essere anche proprietario di un secondo immobile, ma il suo valore non deve superare i 30mila euro. Ad oggi, per chi richiede il Rei, il valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non può essere superiore a 20mila euro.

In buona sostanza, sia per aver diritto al Rei, che per aver diritto al reddito di cittadinanza, la famiglia può possedere solo un immobile di scarso valore oltre all’abitazione.

Quali sono, invece, le soglie massime di patrimonio mobiliare che la famiglia non deve superare per aver diritto al reddito di cittadinanza? I limiti massimi di patrimonio mobiliare (conti, carte prepagate, libretti, titoli, etc…) che la famiglia può possedere sono stati recentemente confermati da Pasquale Tridico, considerato il “padre” del reddito di cittadinanza: il patrimonio mobiliare non può superare i 10mila euro, per un nucleo familiare con più figli. Nulla di diverso, quindi, rispetto a quanto già previsto in merito al Rei: in parole semplici, niente reddito di cittadinanza per chi risparmia.

Ma procediamo per ordine e cerchiamo di capire meglio quali sono i requisiti per aver diritto a questo sussidio a sostegno del reddito.

Reddito di cittadinanza: requisiti

Potranno chiedere il reddito di cittadinanza i cittadini maggiorenni che soddisfano una delle seguenti condizioni:

  • si trovano in stato di disoccupazione o risultano inoccupati (cioè hanno perso il posto o non hanno mai lavorato);
  • percepiscono un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà, cioè sotto i 780 euro mensili;
  • percepiscono una pensione inferiore alla soglia di povertà, pari, come abbiamo detto, a 780 euro mensili;
  • possiedono un Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
  • possiedono al massimo due immobili, ma il secondo immobile non deve avere un valore superiore a 30mila euro;
  • possiedono un patrimonio mobiliare del nucleo familiare entro i 10mila euro, se si tratta di una famiglia con più figli.

Sarà dunque essere richiesta la dichiarazione Isee per beneficiare del reddito o della pensione di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza: patrimonio mobiliare

Il limite massimo relativo al patrimonio mobiliare del nucleo familiare non deve superare, come abbiamo appena osservato, 10mila euro, ma solo se si tratta di una famiglia con più figli.

In base a quanto reso noto, dunque, i limiti relativi ai risparmi coincidono con quelli previsti per il Rei: patrimonio mobiliare massimo tra i 6mila e i 10mila euro a seconda del numero dei componenti del nucleo. In parole semplici, tra conti, libretti e carte di tutti i familiari non si devono superare i 10mila euro.

Nello specifico, per una persona singola il limite del patrimonio mobiliare è pari a 6mila euro, 8mila euro per la coppia. Si tratta di limiti molto facili da superare: pensiamo ad un nucleo con tre figli, a ciascuno dei quali un parente intesta un libretto di risparmio, o dei buoni fruttiferi, per un valore di 5mila euro. Il limite relativo al patrimonio mobiliare per il diritto al sussidio, pari a 10mila euro, in questo modo è già superato.

Che cosa rientra nel patrimonio mobiliare?

Ma quali sono i risparmi che entrano nel patrimonio mobiliare?  Vi rientrano i conti correnti “classici”, ma anche i conti correnti postali ed i depositi; devono essere inclusi, poi, i conti di pagamento, in valuta, i conti di vincolati/liberi, i conti bancari transitori (conto terzi individuale o globale), ed i libretti nominativi ed al portatore, sia bancari che postali. Devono essere dichiarate anche le carte prepagate, con e senza iban, i titoli, le partecipazioni e tutti i rapporti finanziari.

Come si determina il valore del patrimonio mobiliare?

I risparmi, pur non costituendo reddito, influiscono sull’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente, in pratica l’indice che “misura la ricchezza” delle famiglie.

Il patrimonio mobiliare, nel dettaglio, entra a far parte degli indicatori alla base della dichiarazione Isee con modalità diverse a seconda del tipo di rapporto finanziario intrattenuto: ad esempio, per il conto corrente rileva la giacenza media o il saldo del conto al 31 dicembre.

In particolare, all’interno della dichiarazione Isee si deve considerare:

  • il saldo al 31 dicembre o la giacenza media, se superiore, per conti correnti, libretti, carte con Iban o prepagate e depositi;
  • il valore del patrimonio netto, per le imprese individuali a contabilità ordinaria;
  • il valore delle rimanenze finali e dei beni ammortizzabili, per le imprese individuali a contabilità semplificata;
  • il valore alla data del 31 dicembre, per le partecipazioni azionarie in società italiane ed estere quotate in mercati regolamentati;
  • il valore della frazione del patrimonio netto, determinato sulla base delle risultanze dell’ultimo bilancio approvato, per le società non quotate o non azionarie;
  • il valore risultante dall’ultimo prospetto redatto dalla società di gestione, per le azioni o le quote di organismi di investimento collettivo di risparmio;
  • l’importo dei premi complessivamente versati, al netto degli eventuali riscatti, per i contratti di assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita e di capitalizzazione;
  • il valore nominale delle consistenze alla data del 31 dicembre, per i titoli di Stato ed equiparati, le obbligazioni, i certificati di deposito e credito ed i buoni fruttiferi.

Ad ogni modo nella dichiarazione Isee, in merito alle componenti del patrimonio mobiliare, è prevista una franchigia di 6mila euro, aumentata di 2mila euro per ogni componente del nucleo successivo al primo (più un incremento pari a mille euro per ogni figlio successivo al secondo): l’impatto della franchigia è tuttavia limitato, poiché può arrivare fino ad un massimo di 10mila euro. Per approfondire: Con l’Isee non puoi nascondere i soldi.


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2 Commenti

  1. Insomma uno svende la propria casa per sopravvivere casa pagata x 20anni e quello è reddito…no è giusto perché reddito e quello che esce e rientra ..le pensioni sono basse e stop e sarebbe giusto alzare un Po e poi uno in affitto con isee 0 e assurdo come vive ..di aria semi.a livelli pazzeschi mentre politici si fanno paghe e pensioni d oro ..E indecente

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