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A chi spettano i buoni pasto?

21 ottobre 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 21 ottobre 2017



Il buono pasto è un mezzo di pagamento fornito ai dipendenti di un’azienda sprovvista del servizio mensa

La giornata lavorativa, solitamente, si protrae fino al tardo pomeriggio o fino alla sera. Intorno ad un orario che oscilla tra le 12.00 e le 14.00, dopo una lunga ed estenuante mattinata di duro lavoro, al dipendente iniziano a venir meno le forze, venendo pervaso da una strana e fastidiosa sensazione di vuoto: è la fame! Ebbene, i pochi e fortunati eletti che lavorano in un’azienda provvista di una mensa, possono recarsi lì al fine di rifocillarsi e facendo scorta di energie per poter affrontare al meglio il prosieguo della giornata tra le varie incombenze e responsabilità. Tutti gli altri, invece, sono costretti ad accontentarsi di un frugale pranzo nelle vicinanze o presso la propria abitazione, qualora questa si trovi in prossimità dell’azienda. È, dunque, normale che il lavoratore che si trovi in questa ultima situazione si interroghi sul proprio diritto in merito al cosiddetto “buono pasto”. Cerchiamo, di seguito, di chiarire i suoi dubbi.

Cos’è il buono pasto?

Il buono pasto, anche detto ticket restaurant, è un mezzo di pagamento in formato cartaceo o elettronico che il datore di lavoro fornisce ai propri dipendenti nell’ipotesi in cui l’azienda risulti priva del servizio mensa. Questo può essere speso sia per il pasto durante l’orario lavorativo sia per l’acquisto di prodotti di genere alimentare. Il suo valore oscilla solitamente tra i due euro e i dieci euro ed è riconosciuto da imprese ed enti convenzionati (supermercati, bar, ristoranti ecc.).

Buono pasto: a chi spetta?

I ticket cartacei o elettronici (voucher) spettano, come detto, ai dipendenti di un’azienda sprovvista della mensa, assunti a tempo pieno o a tempo determinato. Questi ultimi, essendo part time e non prestando servizio per l’intera giornata, di solito non hanno diritto al buono pasto, tranne nell’eventualità in cui l’orario di lavoro ricada nella fascia oraria di un pasto oppure l’azienda si trovi ad una distanza tale dall’abitazione da non consentire al lavoratore di farvi rientro in poco tempo[1]. Il voucher spetta, altresì, a colui che ha intrapreso un rapporto di collaborazione con l’azienda.

Buoni pasto: dove possono essere usati?

Il lavoratore può utilizzare il ticket restaurant presso bar, ristoranti e supermercati convenzionati. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha recentemente emesso un decreto [2], con il quale ha ampliato la categoria di enti e aziende convenzionate presso cui usare il buono pasto: oltre che nei luoghi suddetti, ora il ticket può essere speso anche presso agriturismi, ittiturismi, mercatini e spacci aziendali. Il buono pasto deve essere speso nella totalità del suo valore; in caso contrario il dipendente non ha diritto al resto.

Buoni pasto: possono essere cumulati?

I ticket restaurant spesso sono stati usati dal lavoratore in modo cumulativo per l’acquisto di beni alimentari: ciò, nonostante il divieto di cumulo imposto dall’ordinamento. Con il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico è stato riconosciuta l’ammissibilità del cumulo dei voucher fino ad un massimo di otto. Resta, tuttavia, fermo il divieto di usare i buoni pasto per l’acquisto di beni che non siano di carattere alimentare. Essi, pertanto, non potranno essere utilizzati per comprare saponi, deodoranti ecc.

Il passaggio ai ticket restaurant elettronici

Una delle principale novità dei Decreto del 2017 consiste nel fatto che esso mira al graduale e definitivo passaggio dai ticket restaurant in formato cartaceo ai buoni pasto in formato elettronico. Questi ultimi, introdotti a partire dal 2016, sono delle card elettroniche simili a bancomat o carte di credito, che richiedono l’utilizzo del Pos da parte dell’esercente (riguardo all’obbligo dei commercianti di dotarsi del Pos e di accettare pagamenti con bancomat e carte di credito leggi: Pos obbligatorio: in arrivo le sanzioni, Pos obbligatorio nei negozi: quanto costa? e Pos: da settembre obbligatorio in tutti i negozi).

Buoni pasto: a che regime fiscale sono soggetti?

La tassazione dei buoni pasto non subisce variazioni; quelli cartacei, infatti, continuano ad essere esentati dalle imposte fino al valore di 5 euro e ventinove centesimi. Un regime agevolato è previsto per i ticket in formato elettronico, per i quali il limite dell’importo per poter beneficiare dell’esenzione si innalza a sette euro.

Per approfondimenti leggi anche: Buoni pasto: ecco tutte le novità

note

[1] Cass., sent. n. 22702 del 24 ottobre 2014.

[2] Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico n. 122 del 7 giugno 2017.

Autore Immagine: Pixabay.com


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2 Commenti

  1. Buonasera,io cmq so che ci sono ditte che lo li danno anche a chi lavora partire,dalle 6.00 alle 10.00,e soltanto di un euro,giusto per fare colazione.
    Io ad esempioessere adesso lavoro dalle 18.00 alle 22.00,per cui non ceno,volevo cmq sapere visto che c’è chi li prende spetta o no,cioè spetta a tutti e obbligatorio oppure e una libera scelta della ditta (parlo sempre di ditte private )

  2. sono un coll.scol. prendo servizio alle 9,20 fino alle 16,20 .
    a scuola arriva la refezione ma il comune di napoli non ci da più il pasto.vorrei sapere se mi tocca il buono pasto visto che ogni giorno devo comprare il panino?

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