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Colf, badanti e baby sitter: come fare il Tfr?

26 Novembre 2018 | Autore:


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Il calcolo del trattamento fine rapporto dei collaboratori domestici con un esempio pratico. Modalità e tassazione degli anticipi.

Hai assunto una colf, una badante o una baby sitter e, per un loro valido motivo, ti hanno chiesto un anticipo del trattamento fine rapporto, cioè del Tfr. Oppure hanno deciso di finire la collaborazione con te o, ancora, hai deciso che non hai più bisogno di loro. Anche in questi ultimi due casi devi versare loro il Tfr. Ma quando ne hanno diritto e come va calcolato, sia in caso di anticipo sia in caso di risoluzione del rapporto di lavoro? In altre parole, come fare il Tfr di colf, badanti e baby sitter?

Il Tfr, regolato da una legge del 1982 [1], si calcola in base alle retribuzioni pagate durante l’anno. Nel caso dei collaboratori domestici (colf, badanti o baby sitter, appunto), la liquidazione va riconosciuta anche se il rapporto di lavoro finisce dopo un periodo di prova superiore a 15 giorni e rientra il valore convenzionale di vitto e alloggio. Inoltre, come vedremo tra poco, c’è da considerare il periodo in cui è avvenuta la prestazione.

Mentre tu, come lavoratore dipendente, quando chiedi un anticipo del Tfr devi motivare la richiesta, il collaboratore domestico non è tenuto a farlo. Va da sé che la parola «anticipo» significa che colf, badanti e baby sitter hanno diritto ad una parte del Tfr accantonato e non a tutto ciò che spetterebbe nel caso in cui finisse il rapporto di lavoro. Vedremo anche il tetto massimo che può essere richiesto.

Nella liquidazione occorre considerare anche il preavviso. Nel senso che se sei tu a non rispettarlo così come previsto dal contratto nazionale di categoria, al Tfr dovrai aggiungere tante mensilità quante previste dal preavviso. Se invece, è il collaboratore domestico a non rispettarlo (ad esempio ti pianta in asso da un giorno all’altro) potrai scalare quelle mensilità dal trattamento di fine rapporto.

Ecco, allora, tutto ciò che c’è da sapere sul Tfr di colf, badanti e baby sitter.

Tfr collaboratori domestici: che cos’è?

Il Tfr, detto anche trattamento di fine rapporto o liquidazione, è la somma accantonata dal datore di lavoro e versata al dipendente quando il rapporto finisce per qualsiasi motivo (dimissioni del lavoratore, licenziamento o risoluzione consensuale). Questo importo spetta anche ai lavoratori domestici, cioè a colf, badanti o baby sitter e viene calcolato in base alle retribuzioni che hanno percepito durante l’anno, inclusi i valori convenzionali di vitto e alloggio. Va corrisposto anche al termine di un periodo di prova, purché questo sia superiore a 15 giorni.

Tfr collaboratori domestici: come funziona l’anticipo?

Come abbiamo detto all’inizio, colf, badanti e baby sitter hanno diritto a chiedere un anticipo del Tfr una volta all’anno. Si tratta di un’agevolazione importante rispetto alla maggior parte dei lavoratori dipendenti: questi ultimi, infatti, possono chiedere l’anticipo una sola volta durante il rapporto di lavoro e devono avere almeno otto anni di anzianità presso lo stesso datore.

L’anticipazione del trattamento fine rapporto può arrivare al 70% della somma maturata. Ma nulla impedisce al datore di lavoro – previo accordo con il collaboratore domestico – di versare come anticipo l’intero Tfr maturato, a titolo di trattamento di miglior favore.

Se la colf, la badante o la baby sitter lavorano per più di un datore, possono chiedere a ciascuno di loro l’anticipo del Tfr senza bisogno di giustificare la richiesta. Altra differenza rispetto alla generalità dei dipendenti, che devono legare la domanda di anticipo, ad esempio, ad una spesa sanitaria straordinaria o alla ristrutturazione della casa.

L’anticipo del Tfr è tassato?

Quando la colf, la badante o la baby sitter chiedono un anticipo del Tfr, lo Stato vuole la sua parte? In altre parole, quell’anticipo è tassato? C’è da dire che chi assume un collaboratore domestico non è un sostituto d’imposta e, quindi, non opera le ritenute Irpef sull’anticipo del Tfr. Tuttavia, deve riportare questo anticipo nella dichiarazione sostitutiva insieme ai redditi. Significa che il dipendente che ha chiesto ed ottenuto un anticipo del Tfr deve presentare il modello Redditi Pf indicando la somma ricevuta come importo soggetto a tassazione separata e versare l’imposta sostitutiva del 20% come acconto. L’Agenzia delle Entrate liquida di nuovo quella somma entro 5 anni in base alla media dei redditi percepiti.

Che cosa deve fare, invece, il datore di lavoro? Deve calcolare l’aliquota media nella busta paga che contiene l’anticipo del Tfr. La tassa va, poi, versata con un F24 del mese opportuno. Tale imposta va considerata al momento di calcolare la tassazione del Tfr in caso di cessazione del rapporto di lavoro. Anche in questo caso, l’Agenzia delle Entrate provvede alla riliquidazione entro 5 anni.

Tfr collaboratori domestici: come viene calcolato?

Il Tfr di colf, badanti e baby sitter si calcola sulle retribuzioni pagate durante l’anno insieme al valore del vitto e dell’alloggio. Il tutto va diviso per 13,5. La somma maturata ogni anno deve essere rivalutata dell’1,5% annuo, riproporzionato con cadenza mensile, e del 75% dell’aumento del costo della vita stabilito dall’Istat, escludendo la quota maturata nell’anno in corso.

Tfr collaboratori domestici: l’esempio

Facciamo un esempio numerico per comprendere meglio come calcolare il Tfr dei collaboratori domestici. Immagina di avere assunto una badante il 1° gennaio 2015 e di averla licenziata il 30 aprile del 2017. Avete concordato una retribuzione di 10 euro l’ora per 20 ore settimanali.

Calcolo del Tfr per il 2015

Per la retribuzione:

10 euro all’ora x 20 ore settimanali x 4,33 settimane al mese = 866 euro.

866 euro x 12 mesi = 10.392 euro.

Per la tredicesima mensilità:

866 euro.

Tfr maturato al 31 dicembre 2015:

10.392 euro + 866 euro = 11.258 euro / 13.50 = 833,93 euro.

Calcolo del Tfr per il 2016

Per la retribuzione:

10 euro all’ora x 20 ore settimanali x 4,33 settimane al mese = 866 euro.

866 euro x 12 mesi = 10.392 euro.

Per la tredicesima mensilità:

866 euro.

Calcolo Tfr maturato:

10.392 euro + 866 euro = 11.258 euro / 13.50 = 833,93 euro.

Rivalutazione Tfr anno precedente:

833,93 euro x 2,0982% di indice Istat = 17,49 euro.

Tfr maturato al 31 dicembre 2016:

833,93 + 833,93 + 17,49 = 1.685,11 euro.

Calcolo del Tfr per il 2017

Per la retribuzione:

10 euro all’ora x 20 ore settimanali x 4,33 settimane al mese = 866 euro.

866 euro x 4 mesi = 3.464 euro.

Per la tredicesima mensilità:

866 euro x 4/12 = 288,66 euro.

Calcolo Tfr maturato:

3.464 + 288,66 = 3.752,66 / 13,50 = 277,98 euro.

Rivalutazione Tfr anno precedente:

1.685,11 euro x 2,08939% di indice Istat = 35,20 euro.

Tfr maturato al 30 aprile2017:

1.685,11 + 277,98 + 35,20 = 1.998,30 euro.

Significa che, al momento di licenziare la badante, dovrai versarle 1998,30 euro di Tfr. Il trattamento fine rapporto dovrà essere riportato nell’ultima busta paga consegnata al lavoratore.

Tfr collaboratori domestici: il mancato preavviso

Come tutti i lavoratori dipendenti, anche colf, badanti e baby sitter hanno un periodo di preavviso stabilito dal contratto nazionale di categoria. Il preavviso varia a seconda della prestazione, se inferiore o superiore alle 24 ore settimanali. Se il collaboratore domestico presta servizio per meno di 24 ore, il preavviso sarà:

  • di 8 giorni di calendario per chi ha un’anzianità fino a 2 anni;
  • di 15 giorni di calendario per chi ha un’anzianità superiore ai 2 anni.

Se, invece, il rapporto di lavoro prevede più di 24 ore, il preavviso sarà:

  • di 15 giorni di calendario per chi ha un’anzianità fino a 5 anni;
  • di 30 giorni di calendario per chi ha un’anzianità superiore ai 5 anni.

Il preavviso può essere ridotto del 50% se ad interrompere il rapporto di lavoro è il dipendente.

Se il datore di lavoro non rispetta i tempi sopra citati del preavviso, dovrà corrispondere insieme al Tfr la retribuzione equivalente al periodo di preavviso spettante, tranne in caso di licenziamento senza preavviso, cioè per giusta causa. Se, invece, è il collaboratore domestico a non rispettarlo, il datore ha il diritto di scalare dal Tfr la parte di retribuzione equivalente al periodo non lavorato.

La cessazione del rapporto di lavoro va comunicata all’Inps. Entro 10 giorni dalla cessazione, il datore deve versare i contributi mancanti.

note

[1] Legge n. 297/1982.


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