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Acconto Iva: come funziona

27 Novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 Novembre 2018



Acconto Iva del mese di dicembre: come calcolare l’imposta da versare, entro quando si deve effettuare il pagamento.

Gli adempimenti, per chi ha una partita Iva aperta, iniziano ai primi di gennaio, per terminare alla fine di dicembre: in altre parole, calcoli, dichiarazioni e pagamenti accompagnano aziende e professionisti in tutti i mesi dell’anno.

Il 27 dicembre, subito dopo Natale, arriva uno degli appuntamenti meno graditi: il pagamento dell’acconto Iva. Si tratta dell’acconto dell’imposta sul valore aggiunto, che andrà poi defalcato dal debito risultante:

  • per i contribuenti mensili, cioè che liquidano l’Iva ogni mese, dalla liquidazione dell’imposta di dicembre, il cui termine di versamento (se l’Iva risulta a debito) è il 16 gennaio successivo; quindi, quanto versato a titolo di acconto Iva entro il 27 dicembre 2018 verrà defalcato dall’Iva a debito di dicembre, da versare entro il 16 gennaio 2019;
  • per i contribuenti trimestrali, cioè che liquidano l’Iva ogni trimestre, dalla liquidazione Iva annuale, il cui termine di versamento (se l’Iva risulta a debito) è il 16 marzo successivo; quindi, quanto versato a titolo di acconto Iva entro il 27 dicembre 2018 verrà defalcato dall’Iva a debito annuale, da versare, per il 2019, entro il 18 marzo 2019, dato che il 16 marzo cade di sabato.

Ma chi deve pagare questo acconto? Alcuni contribuenti, pur avendo la partita Iva attiva, sono esonerati dal pagamento dell’acconto d’imposta. Come si calcola l’acconto Iva? Anche il calcolo dell’acconto può differire, a seconda del metodo applicato dal contribuente, storico, previsionale o analitico.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sull’acconto Iva: come funziona, come calcolare quanto versare, come effettuare il pagamento.

Chi deve pagare l’acconto Iva?

Sono obbligati al pagamento dell’acconto Iva sia i professionisti che le imprese soggetti al versamento periodico, mensile o trimestrale, dell’imposta.

Sono invece esclusi:

  • i soggetti che fruiscono del regime speciale di esonero agricolo;
  • i contribuenti minimi;
  • gli aderenti al regime forfettario;
  • gli ex-minimi che versano l’Iva annualmente;
  • coloro che hanno cessato l’attività entro il 30 novembre dell’anno, se tenuti a versare l’Iva mensilmente;
  • coloro che hanno cessato l’attività entro il 30 settembre dell’anno, se tenuti a versare l’Iva trimestralmente;
  • coloro che hanno iniziato l’attività nell’anno;
  • coloro che hanno chiuso i conteggi Iva dell’anno scorso con un credito d’imposta, o prevedono di chiudere l’anno a credito;
  • coloro che hanno applicato il regime agevolato in favore delle associazioni sportive dilettantistiche, delle associazioni senza fini di lucro e delle pro loco;
  • coloro che hanno esercitato esclusivamente attività d’intrattenimento;
  • coloro che hanno effettuato esclusivamente operazioni esenti o non imponibili.

Come calcolare l’acconto Iva: metodo storico

Il metodo storico per la determinazione dell’Iva fa riferimento ai dati dell’anno precedente, per il calcolo dell’imposta. In particolare, è dovuta in acconto un’imposta pari:

  • all’88% dell’Iva a debito liquidata nel mese di dicembre dell’anno precedente, per i contribuenti mensili; il pagamento preso quale base di calcolo deve essere considerato al lordo dell’acconto 2017;
  • all’88% dell’Iva a debito risultante dalla dichiarazione annuale d’imposta, per i contribuenti trimestrali ordinari;
  • all’88% dell’Iva a debito liquidata nell’ultimo trimestre dell’anno precedente, per i trimestrali “speciali” (cioè autotrasportatori, distributori di carburante, imprese di somministrazione acqua, gas, energia elettrica, etc.).

Come calcolare l’acconto Iva: metodo previsionale

Con il metodo previsionale, l’Iva da versare in acconto risulta pari all’88% dell’Iva che il contribuente “prevede” di dover versare nel mese di dicembre (se mensile), o per l’ultimo trimestre (se trimestrale) dell’anno corrente. In pratica, l’importo si calcola sulla base di una stima delle operazioni che si effettueranno fino al 31 dicembre del 2018.

Nello specifico, con il metodo previsionale l’acconto è pari all’88% dell’Iva che si prevede di dover versare:

  • per il mese di dicembre, se si tratta di contribuenti mensili
  • in sede di dichiarazione annuale Iva, se si tratta di contribuenti trimestrali ordinari,
  • per il quarto trimestre, per i contribuenti trimestrali “speciali”.

I dati previsti devono essere considerati al netto dell’eventuale eccedenza detraibile riportata dal mese o dal trimestre precedente, per rendere omogeneo il risultato previsionale con quello storico.

Come calcolare l’acconto Iva: metodo analitico

Nel metodo analitico, il calcolo si basa sulle operazioni effettuate entro il 20 dicembre dell’anno: l’acconto è pari al 100% dell’importo derivante da un’apposita liquidazione che comprende l’Iva relativa alle seguenti operazioni:

  • operazioni attive e passive (inserite nel registro delle fatture emesse o dei corrispettivi, e nel registro degli acquisti) eseguite dal 1° dicembre al 20 dicembre (se si tratta di contribuenti mensili) o dal 1° ottobre al 20 dicembre (se si tratta di contribuenti trimestrali);
  • operazioni effettuate, ma non ancora registrate o fatturate, dal 1° novembre al 20 dicembre (se si tratta di contribuenti mensili) o fino al 20 dicembre (se si tratta di contribuenti trimestrali).

Acconto Iva: compilazione F24

L’acconto Iva non deve essere versato se l’importo calcolato è inferiore a 103,29 euro.

In caso contrario, il versamento deve essere effettuato, telematicamente, tramite modello F24, utilizzando i seguenti codici tributo:

  • 6013, valido per i contribuenti mensili;
  • 6035, valido per i contribuenti trimestrali.

Quanto versato in acconto nel 2018 dovrà poi essere indicato nel modello Iva 2019.

Per i contribuenti trimestrali la base di calcolo non deve includere nell’ammontare di riferimento gli interessi dell’1% [1]

note

[1] Risoluzione n.157/E/2004.


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