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Come intimare un pagamento

26 Novembre 2018


Come intimare un pagamento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Novembre 2018



Diffida ad adempiere: come procedere al recupero di un credito. Il modello con il facsimile della raccomandata per ottenere il pagamento di una somma di denaro.

Se una persona non ti ha pagato un debito e vuoi diffidarla, non hai bisogno di un avvocato. Puoi procedere anche da solo, risparmiando tempi e costi. La legge infatti riserva all’assistenza del legale solo la fase del recupero giudiziale, quella che di solito avviene tramite la richiesta di un decreto ingiuntivo (si tratta di un ordine di pagamento emesso dal giudice). Di solito però, il sollecito è efficace solo nei confronti di chi ha semplicemente dimenticato di ottemperare al pagamento o ha attraversato un breve periodo di difficoltà finanziaria. Chi, invece, non ha la possibilità di adempiere o ha in animo di sollevare contestazioni contro il creditore, difficilmente corrisponderà l’importo dovuto in modo spontaneo non solo a seguito della diffida ma anche dopo la notifica del provvedimento giudiziale. Ecco perché conviene attivarsi da soli per tastare, già in questa fase, le reali intenzioni del debitore. Ti tornerà utile, dunque, sapere come intimare un pagamento. Non preoccuparti: ti forniremo qui di seguito tutte le linee guida.

Leggendo il presente articolo scoprirai come inviare una diffida di pagamento, cosa scrivere e quali elementi inserire, quanti giorni concedere al debitore per adempiere spontaneamente e cosa conviene fare se questi non risponde. Ma procediamo con ordine.

Intimazione di pagamento: quando va inviata?

Per inviare una diffida di pagamento è necessario che il debito sia scaduto ossia – per usare una terminologia giuridica – che il credito sia esigibile. Ad esempio, se è stato concordato che il versamento del corrispettivo debba avvenire a 30 giorni dalla data di emissione della fattura, il debitore non può essere diffidato prima di tale momento. Nello stesso modo, la compagnia della luce non può intimare il pagamento della bolletta prima della data di scadenza riportata sulla stessa.

Solo, eccezionalmente, nel caso in cui il debitore sia divenuto insolvente il creditore può esigere l’immediato pagamento; si pensi al caso di una persona che, dovendo corrispondere il prezzo di acquisto di un’automobile, si sia dimesso dal lavoro e abbia intestato tutti i suoi beni ai familiari [1].

Posso agire in tribunale senza inviare prima una intimazione di pagamento?

Si può proporre un decreto ingiuntivo o avviare una causa senza bisogno di dover prima diffidare il debitore nei seguenti casi:

  • quando il contratto prevedeva un termine massimo per l’adempimento e questo non sia avvenuto;
  • quando il debito deriva da un fatto illecito come, ad esempio, da una diffamazione o dal danneggiamento di un oggetto;
  • quando il debitore ha dichiarato per iscritto di non voler pagare.

In tutti gli altri casi la diffida è necessaria. Essa avrà anche l’effetto di far decorrere gli interessi legali e interrompere la prescrizione.

Intimazione di pagamento: in che modo va inviata?

Affinché la diffida di pagamento possa sortire l’effetto di mettere in mora il debitore è necessario che sia spedita con un mezzo che garantisca la prova del ricevimento. Questo mezzo è di norma la raccomandata a.r. o il telegramma.

Se il debitore è una società, una ditta individuale o un professionista puoi usare anche la posta elettronica certificata (Pec).

Intimazione ad adempiere: quanti giorni concedere per il pagamento?

Il codice civile stabilisce che l’intimazione deve sempre concedere al debitore almeno 15 giorni di tempo per adempiere. La giurisprudenza però ha chiarito che questo termine può essere abbreviato in tutti quei casi in cui la prestazione non è particolarmente complessa, come quando la cifra da corrispondere è di poche decine o centinaia di euro. In tali ipotesi si potranno concedere anche cinque giorni lavorativi.

Se il debitore non dovesse rispettare il termine concesso, il creditore potrà decidere di inviare un nuovo sollecito, proseguendo nei tentativi “bonari”, oppure attivare la carta giudiziale incaricando un avvocato di procedere con un ricorso per decreto ingiuntivo al giudice.

Intimazione ad adempiere: cosa deve contenere?

Del contenuto della diffida ad adempiere abbiamo già ampiamente parlato nell’articolo  Messa in mora: contenuto. La legge non prescrive formule speciali. L’importante è che risultino chiaramente:

  • gli estremi del creditore e del debitore;
  • l’importo di cui si chiede il pagamento;
  • la ragione da cui è scaturito il debito (ad esempio un contratto, una bolletta, una prestazione per un’ordine, una fattura, ecc.);
  • l’inequivocabile volontà del titolare del credito di far valere il proprio diritto.

Modello di atto per intimare un pagamento

Alla luce di quanto detto possiamo concludere dicendo che non esistono formule speciali o prescritte dalla legge per intimare un pagamento. La lettera di diffida può quindi essere personalizzata purché contenga gli elementi essenziali che abbiamo appena descritto.

Riportiamo qui di seguito un paio di modelli, a seconda dei toni che si intende adottare con il debitore. Il facsimile può essere personalizzato a seconda delle necessità.


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1 Commento

  1. Come si procede se la raccomandata contenete l’intimazione di pagamento non viene ritirata ? E’ prova della dovuta consegna il ritorno della raccomandata per compiuta giacenza dall’ufficio postale del debitore ?

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