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Evasione fiscale del defunto: ne risponde l’erede?

26 Novembre 2018


Evasione fiscale del defunto: ne risponde l’erede?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Novembre 2018



I parenti ereditano i debiti fiscali lasciati dal familiare morto? Come evitare di ricevere un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate?

Tuo padre aveva una ditta individuale. Per anni è stato nel commercio. Negli ultimi anni di attività però gli affari non andavano più bene; così ha smesso di pagare le tasse finché è deceduto. La sua morte prematura vi ha lasciato, oltre al dolore, tutti i problemi di una eredità da gestire, di una azienda da mandare avanti o da chiudere, dei creditori da pagare. Ma non è quello il tuo vero problema. Il grosso dubbio che ti attanaglia e che ti porta a ritenere che, forse, potrebbe essere più prudente non accettare l’eredità è il rischio di un controllo dell’Agenzia delle Entrate nei confronti degli eredi. Quali possibilità ci sono che ciò avvenga? Per l’evasione fiscale del defunto ne risponde l’erede? Ecco alcuni importanti chiarimenti in merito che devi sapere per poter prendere una decisione sensata e con cognizione di causa.

I debiti fiscali si trasferiscono sugli eredi?

Le imposte non pagate dal contribuente deceduto costituiscono un debito che ricade solo sugli eredi che hanno accettato l’eredità. Ciò significa che, prima di tale dichiarazione (rilasciata in cancelleria o presso il notaio), qualsiasi intimazione di pagamento inoltrata dall’Agenzia delle Entrate o dall’esattore ai semplici “chiamati all’eredità” è illegittima e può essere impugnata davanti al giudice, con conseguente annullamento.

Dal momento in cui l’erede accetta l’eredità (sia che ciò avvenga in modo espresso o tacito come, ad esempio, con l’utilizzo o la vendita dei beni del defunto) questi diventa debitore per tutte le imposte non versate dal parente passato a miglior vita.

Quali debiti fiscali si trasferiscono sugli eredi?

Gli eredi rispondono di tutte le imposte non versate dal contribuente defunto, a prescindere dalla natura e dallo stadio in cui si trovi il relativo procedimento di accertamento. Pertanto, essi sono debitori per:

  • accertamenti fiscali effettuati dopo la morte del contribuente o notificati agli eredi dopo la morte;
  • accertamenti fiscali effettuati prima della morte del contribuente e a lui già notificati;
  • accertamenti fiscali effettuati prima della morte del contribuente, a lui già notificati, e successivamente confluiti in cartelle di pagamento anch’esse già notificate al defunto o da notificare agli eredi.

Attenzione però: gli eredi rispondono solo delle imposte omesse e non anche delle sanzioni. Così, se uno degli eredi dovesse ricevere un accertamento o una cartella di pagamento a causa dell’evasione commessa dal defunto, può pretendere lo sgravio delle sanzioni. Il debito viene quindi definitivamente cancellato pagando solo la tassa che a suo tempo non era stata versata.

Come può un erede non rispondere dell’evasione fiscale del defunto?

Per non rispondere dell’evasione fiscale di un defunto non c’è altro metodo che evitare di accettare l’eredità o, per chi è già nel possesso dei beni, fare al più presto l’inventario e la dichiarazione di rinuncia.

La rinuncia all’eredità può essere fatta entro 10 anni dall’apertura della successione. Chi non ha necessità di procedere presto alla divisione dei beni ereditati può soprassedere con l’accettazione dell’eredità attendendo che i debiti del defunto cadano in prescrizione o impugnando le eventuali cartelle di pagamento a lui personalmente notificate in quanto non ancora erede. In tal caso, quando la posizione del patrimonio in successione sarà definitivamente libero da debiti, potrà procedere all’accettazione dell’eredità.

In alternativa una sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia [1] offre un’ulteriore soluzione per non pagare le cartelle esattoriali a suo tempo non onorate dal contribuente defunto. Il meccanismo è il seguente:

  • appena si riceve la cartella si deve rinunciare all’eredità. Con la rinuncia il contribuente non è più tenuto a corrispondere i debiti del defunto;
  • a questo punto l’ex erede che ha rinunciato all’eredità può impugnare la cartella davanti al giudice e farla annullare in quanto da lui non più dovuta (avendo appunto rinunciato all’eredità);
  • prima che scadano 10 anni dalla morte del parente, bisognerà revocare la rinuncia all’eredità. In questo modo si torna ad essere eredi “normali” ma con l’effetto di aver già fatto annullare il debito precedente.

Abbiamo spiegato questo meccanismo in Come non pagare la cartella esattoriale per debiti ereditati.

Come evitare brutte sorprese

Per evitare brutte sorprese, prima di accettare l’eredità si può fare una domanda all’Agenzia delle Entrate o all’agente della riscossione per verificare se risultano debiti in corso già accertati e notificati o in corso di notifica. L’ispezione non consente però di conoscere se sussistono debiti per annualità non ancora accertate.

note

[1] CTR Milano, sent. n. 2129/2017.

Autore immagine: 123rf com


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