Diritto e Fisco | Articoli

Figlio con doppio domicilio dai genitori: possibile?

26 Novembre 2018


Figlio con doppio domicilio dai genitori: possibile?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Novembre 2018



Separazione e divorzio: se c’è interesse del figlio, il giudice può disporre che questi viva a settimane alterne dai due genitori.

In caso di divorzio, se i genitori non si mettono tra loro d’accordo è il giudice a stabilire con chi debba andare a vivere il figlio. Sappiamo che, a conti fatti, questo genitore è quasi sempre la madre, salvo che il figlio abbia espresso una volontà diversa (da 12 anni in poi è infatti obbligatorio ascoltare il parere del minore). Dai 18 anni in poi è il ragazzo a scegliere con chi stare. Il fatto che il giudice abbia fissato la residenza del figlio presso uno dei genitori non significa che l’altro non abbia diritto a vederlo: anzi, ha un vero e proprio obbligo che, se non adempiuto, può comportare una responsabilità anche di tipo risarcitoria. Così il tribunale fissa una sorta di calendario delle visite: di norma si tratta di tre giorni a settimana (compatibilmente con gli obblighi scolastici) e, a weekend alterni, anche la notte (salvo si tratti di un bambino di tenera età). In casi eccezionali è anche possibile il figlio con doppio domicilio dai genitori. In pratica il giudice può stabilire che il giovane vada a vivere una settimana dal padre e l’altra settimana dalla madre, e così via per tutto l’anno. Un’ipotesi del genere è stata confermata, proprio di recente, dal tribunale di Firenze [1].

Di tanto parleremo nel seguente articolo anche perché, in vista del tentativo di riforma dell’affidamento condiviso, alcuni giudici provano a sperimentare soluzioni alternative che possano contemperare i pari diritti dei genitori. Ma procediamo con ordine.

Doppio domicilio del figlio

L’affido condiviso con domiciliazione a settimane alternate del figlio presso ciascun genitore può essere deciso dal giudice solo però se questa appare come la soluzione che meglio tutela tutta la famiglia.

Addirittura il magistrato potrebbe optare per tale soluzione in barba agli accordi già stretti dai coniugi. Difatti, nonostante questi abbiano optato per un procedimento di  separazione o divorzio condiviso, il tribunale non è vincolato da tali intese se non risultano confacenti all’interesse della prole.

In una tale prospettiva, tutti gli elementi raccolti nel corso dell’udienza devono convergere verso la soluzione del doppio domicilio. Il che significa che devono esservi valide ragioni per confidare nella effettiva capacità genitoriale sia del padre che della madre; si deve tenere conto dei desideri del figlio la cui volontà è tanto più “pesante” quanto più questi è prossimo alla maggiore età. Infine bisogna verificare le rispettive condizioni di reddito degli ex coniugi che devono essere, se non paritetiche, almeno simili.

Si potrà dire che così non si tutelano i diritti del ragazzo, costretto settimanalmente a fare la valigia. Ma è l’esatto contrario perché tale era stata la volontà espressa dal giovane e di cui il giudice ha tenuto conto. Non si deve quindi pensare al tribunale come a un dittatore che impone una propria posizione in spregio alla volontà delle parti. Il magistrato è solo colui che cerca di contemperare le posizioni e a coordinarle per il miglior soddisfacimento dell’obiettivo comune.

A questo punto ci si può chiedere: che fine fa l’assegno di mantenimento per il figlio quando questi vive a settimane alterne da entrambi i genitori? Chi dei due deve pagare? Stante la sostanziale uguaglianza dei redditi del padre e della madre, il giudice pone a carico di ognuno di essi le spese relative al ragazzo nella settimana di propria competenza, con divisione al 50% delle sole spese straordinarie.

Collocamento e affidamento

Diverso dal collocamento del figlio, di cui abbiamo appena parlato, è l’affidamento che attiene invece non al domicilio del minore ma a quale genitore spetterà prendere le decisioni sulla sua gestione. La regola generale è che i figli devono essere affidati ad entrambi i genitori (cosiddetto affidamento condiviso). Anche in caso di separazione i figli hanno infatti diritto di conservare un rapporto equilibrato e continuativo con ciascun genitore, di ricevere da entrambi cura, educazione e istruzione nel rispetto delle esigenze e delle richieste dei figli stessi (cosiddetto principio della “bigenitorialità”). L’affidamento condiviso comporta l’esercizio della responsabilità genitoriale da parte di entrambi e una condivisione delle scelte di maggior importanza relative all’educazione, all’istruzione, alla salute, alle attività extrascolastiche o altre riguardanti il figlio minore.

Solo quando un genitore risulta essere dannoso per il figlio, il giudice dispone l’affidamento esclusivo in capo all’altro.

note

[1] Trib. Firenze, sent. n. 2945/2018 del 2.11.2018.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI