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Spid: identità digitale per i professionisti

4 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Gennaio 2019



In arrivo lo Spid per i professionisti, che permetterà di interagire con tutte le pubbliche amministrazioni e di accedere ai servizi online anche come intermediario.

Finalmente l’identità digitale Spid per i professionisti sta per diventare una realtà: lo strumento ha recentemente ricevuto il benestare della Conferenza unificata; dopo il via libera del Garante della privacy (non vincolante), l’Agid , l’Agenzia per l’Italia digitale, potrà far debuttare questo nuovo strumento.

In particolare, lo Spid per i professionisti, o identità digitale per uso professionale, consiste in un codice pin unico che consente l’accesso ai servizi della pubblica amministrazione da parte dei professionisti. Ad oggi, lo Spid può essere già usato dai professionisti per accedere ai servizi online degli enti pubblici, ma come “semplici” cittadini. In futuro, poi, lo Spid servirà anche per accedere ai servizi messi a disposizione da enti privati e imprese.

Il nuovo Spid per uso professionale permetterà di farsi riconoscere da una pubblica amministrazione, o da un ente privato, in quanto professionista, e consentirà di accedere ad alcuni servizi riservati agli intermediari in possesso di determinati requisiti: pensiamo, ad esempio, ai servizi dell’Inps e delle Entrate riservati ai consulenti del lavoro ed ai commercialisti. Ad ogni modo, lo Spid ad uso professionale non sarà riservato agli iscritti agli albi, ma potrà essere utilizzato anche da professionisti non iscritti, che però non avranno accesso ai servizi che sono prerogativa degli appartenenti agli ordini.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sullo Spid: identità digitale per i professionisti e per i cittadini, come funziona, chi può richiederlo, a quali servizi dà accesso.

Che cos’è lo Spid?

Spid è una sigla che sta per «Sistema Pubblico di Identità Digitale»: in parole semplici, è un domicilio virtuale, ossia un sistema di login collegato a una casella di posta elettronica certificata che permette a cittadini e imprese di accedere, con una username e una password, quindi con un’unica identità digitale, a tutti i servizi online delle pubbliche amministrazioni.

Grazie allo Spi, peraltro, il cittadino può non solo utilizzare i servizi telematici delle P.A., ma anche ricevere digitalmente le comunicazioni del comune, dell’Inps, dell’Agenzia delle Entrate e di tutte le altre amministrazioni: grazie infatti alle recenti modifiche introdotte al codice dell’amministrazione digitale, le pubbliche amministrazioni sono tenute a dialogare solo con e-mail certificata e non più con la tradizionale carta, se il cittadino è dotato di Spid.

Come funziona lo Spid?

Il sistema Spid dà al cittadino la possibilità di avere delle credenziali uniche per accedere ai servizi pubblici online; le credenziali sono però utilizzabili in modo differente, a seconda del livello di identità Spid richiesto:

  • il primo livello di sicurezza permette l’autenticazione con id e password stabilite dallo stesso utente;
  • il secondo livello permette l’autenticazione con una password valida per tutti i servizi ed una seconda password momentanea (la cosiddetta OTP, one time password) inviata all’utente per accedere allo specifico servizio;
  • il terzo livello permette invece l’autenticazione tramite smart card abbinata a una password, o tramite un differente dispositivo; oltre all’accesso ai servizi, il terzo livello permetterà l’effettuazione di pagamenti.

Lo Spid è obbligatorio?

Ad oggi il sistema Spid è facoltativo e rimesso alla scelta del cittadino, ma a breve dovrebbe diventare obbligatorio per tutti: sarà un decreto ministeriale a stabilire il momento a partire dal quale tutte le comunicazioni tra gli uffici pubblici e i cittadini dovranno avvenire online, anche per quei cittadini che oggi non devono necessariamente dotarsi di una casella di posta elettronica certificata (Pec).

Per i professionisti, le ditte individuali e le società, tenuti per legge ad avere una Pec, la posta certificata diventa automaticamente il domicilio virtuale Spid; l’interessato può tuttavia decidere di dotarsi di un’altra Pec da eleggere a “residenza” virtuale, distinguendola da quella lavorativa.

Le persone che già hanno una propria Pec possono decidere di eleggere questo indirizzo e-mail a «domicilio digitale», inserendola nell’Indice nazionale delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato, che l’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) deve realizzare entro il 2019. Tutti gli Indici nazionali migreranno poi nell’Anagrafe della popolazione residente (Anpr).

Come si ottiene lo Spid?

Per avere l’identità unica ci si deve rivolgere ai gestori di identità digitale (Identity Provider): si tratta di soggetti privati accreditati dall’Agid (l’Agenzia per l’Italia digitale) che forniscono al cittadino le identità digitali e le gestiscono, dopo averlo identificato e averne verificato i dati. È possibile effettuare le operazioni di identificazione anche a distanza e online.

Attualmente lo Spid può essere richiesto ai seguenti gestori:

  • Sielte;
  • InfoCert S.p.a;
  • Poste Italiane S.p.a;
  • Intesa;
  • Namirial;
  • Aruba;
  • Register.it;
  • Telecom Italia Trust Technologies Srl.

Una volta scelto il provider, il cittadino può sempre cambiarlo e può, inoltre, avere più di un’identità digitale.

Una volta che l’utente si è dotato di Spid, questo deve essere comunicato all’amministrazione e inserito nell’Indice nazionale delle persone fisiche gestito da Agid.

Come si ottiene lo Spid per i professionisti?

A breve, come abbiamo osservato, potrà essere ottenuto lo Spid per i professionisti, o identità digitale ad uso professionale: per ottenerlo non sarà necessario essere iscritti a un albo o elenco.

Come funzionerà lo Spid per i professionisti?

In pratica, chiunque potrà richiedere l’identità digitale ad uso professionale: nello Spid risulterà un codice che qualifica, in maniera generica, il titolare come professionista, senza ulteriori dettagli. In altre parole, lo Spid ad uso professionale non certificherà che il titolare è iscritto a un albo o a un elenco.

Nel caso in cui il professionista debba utilizzare un servizio che richieda il titolo di “avvocato” o “consulente del lavoro”, sarà il service provider a interrogare i rispettivi albi per verificare che chi sta chiedendo l’accesso al servizio sia effettivamente iscritto a quegli ordini.

È stato previsto, però, un ulteriore livello dello Spid per professionisti, che attesta l’appartenenza del titolare a un’organizzazione, come uno studio professionale o un’azienda. Per ottenere questo Spid, l’interessato, al momento ella richiesta dell’identità digitale per uso professionale, dovrà dimostrare all’identity provider di far parte di una determinata struttura.

Quanto costa lo Spid?

Lo Spid per il cittadino è gratuito, mentre quello per i professionisti sarà a pagamento: ancora non sono stati resi noti i costi per dotarsi dello strumento.


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