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Quali esami bisogna fare per sapere se puoi avere figli

5 dicembre 2018 | Autore:


> Salute e benessere Pubblicato il 5 dicembre 2018



Esaudire il desiderio di maternità o di paternità può significare sottoporsi ad indagini sulla propria fertilità.

Negli ultimi decenni si registra una progressiva diminuzione della fertilità sia maschile che femminile dovuta a motivazioni sociali (si ritarda l’età della procreazione), ambientale (pesticidi, sostanze inquinanti), abitudini voluttuarie (fumo, alcol), disturbi dell’alimentazione (obesità, eccessiva magrezza). Prima di spiegare quali esami bisogna fare per sapere se puoi avere figli, vediamo come avviene la procreazione.

Procreazione

La procreazione, fenomeno che permette la prosecuzione della specie, è resa possibile dalla fecondazione del gamete femminile (ovocita) da parte del gamete maschile (spermatozoo).

La fecondazione è costituita dall’insieme dei fenomeni che portano alla formazione di un embrione, in condizioni fisiologiche:

  • avviene all’interno della tuba femminile (apparato genitale femminile);
  • necessita della contemporanea presenza dei gameti femminile e maschile;
  • è indispensabile che l’apparato genitale femminile sia integro e che i gameti siano sani.

I gameti femminile e maschile sono cellule che si distinguono dalle cellule somatiche perché hanno un corredo cromosomico di 23 cromosomi (aploide), dalla loro unione si forma lo zigote (embrione unicellulare) che contiene il patrimonio genetico dell’individuo (46 cromosomi).

L’apparato genitale femminile è formato dalle ovaie, dalle tube e dall’utero. Il gamete femminile (ovocita), attraverso un processo di maturazione che dura quattordici giorni ed è sotto l’influenza ormonale (follicolostimolante FSH, luteinizzante LH), viene rilasciato dall’ovaio all’interno della tuba durante l’ovulazione e ha una vita media di circa ventiquattr’ore.

Il gamete maschile (spermatozoo) viene prodotto dall’apparato genitale maschile attraverso un processo (spermatogenesi) che comincia a partire dalla pubertà e dura tutta la vita. La spermatogenesi è un fenomeno continuo, ma gli spermatozoi vengono espulsi con il liquido seminale (sperma) solo durante l’eiaculazione. Gli spermatozoi sono cellule più piccole dell’ovocita, di forma allungata in cui si distingue una testa, un corpo e una coda, la vita media all’interno dell’apparato genitale femminile è di circa cinque giorni.

La procreazione naturale è possibile solo se sono integre le strutture anatomiche femminili e se vi è una fisiologica funzionalità dei gameti, per cui potrebbe esserci un problema di sterilità se non si riesce a intraprendere una gravidanza dopo dodici mesi di rapporti sessuali mirati e non protetti.

Fertilità femminile

La possibilità di procreare in una donna è legata alla fertilità cioè al numero di follicoli ovarici che contengono gli ovociti. Il patrimonio riproduttivo della donna è determinato nella vita fetale/embrionale e progressivamente col passare degli anni questa riserva ovarica si riduce.

Un singolo ovocita giunge a maturazione, sotto l’azione di ormoni (gonadotropine: FSH e LH), una volta al mese e viene rilasciato dall’ovaio nella tuba rendendo possibile la fecondazione.

Se una donna vuol sapere se è fertile dovrebbe sottoporsi ad una serie di accertamenti:

  • la visita ginecologica comporta la raccolta dell’anamnesi familiare e personale. In caso di sospetto di alterazioni genetiche viene eseguita la determinazione del cariotipo che si esegue attraverso un prelievo di sangue;
  • l’ecografia pelvica: permette di valutare forma e dimensioni dell’utero e di diagnosticare fibromi, miomi e polipi uterini, controlla le ovaie evidenziando cisti singole o l’ovaio policistico. L’ecografia pelvica viene eseguita per via transvaginale e può essere eseguita in diversi periodi del ciclo per seguire lo sviluppo dei follicoli e l’aumento di spessore della parete uterina;
  • esami ematochimici con dosaggio degli ormoni FSH, LH, estradiolo e progesterone: permettono di stabilire se sono presenti inibizione o assenza dell’ovulazione e irregolarità mestruali. Gli esami devono essere eseguiti in particolari periodi del ciclo: FSH (fase follicolare tra il terzo e il quinto giorno), LH (fase follicolare e fase luteale), estradiolo (prima e seconda fase), progesterone (fase luteale, dopo il periodo in cui si ipotizza sia avvenuta l’ovulazione);
  • esami ematochimici che completano il quadro ormonale: prolattina, ormoni tiroidei, testosterone, Delta-4, DEHA-S le cui alterazioni potrebbero dare alterazioni della fertilità. Possono essere eseguiti in qualunque periodo del ciclo;
  • dosaggio dell’ormone anti-mulleriano: rappresenta un indice della riserva ovarica, può essere misurato in qualsiasi giornata del ciclo;
  • pap-test: esame di screening per la prevenzione del tumore al collo dell’utero (principale responsabile è il papilloma virus;
  • tampone vaginale per diagnosticare infezioni genitali (MST) dovute a germi comuni, miceti, trichomonas, chlamydia, mycoplasmi che potrebbero determinare infertilità.

La valutazione delle possibili sospette alterazioni anatomiche e funzionali delle tube (impervietà, stenosi, riduzione della motilità delle fimbrie) si esegue attraverso:

  • l’isterosalpingografia: consiste nell’iniettare un mezzo di contrasto nella cavità uterina e nel valutare, attraverso un mezzo radiografico, se il liquido passa nelle tube;
  • sono-salpingografia: consiste nell’iniettare un liquido in utero e nel valutare, sotto controllo ecografico, il passaggio del liquido nelle tube.

Questi esami si possono effettuare senza sedazione o anestesia, sono scarsamente invasivi, devono essere eseguiti quando le mestruazioni sono completamente cessate ma non è ancora avvenuta l’ovulazione, viene prescritta una profilassi antibiotica per prevenire le infezioni.

Il sospetto di patologie uterine quali malformazioni congenite (utero bicorne, setti uterini) o patologie acquisite (fibromi, miomi, polipi) può essere confermato eseguendo l’isteroscopia, tecnica diagnostica che consiste nell’inserire, senza anestesia, l’isteroscopio (sonda ottica) all’interno dell’utero.

In casi selezionati viene eseguita una laparoscopia, è una tecnica invasiva effettuata in anestesia totale che unisce la capacità diagnostica alla possibilità di effettuare correzioni chirurgiche.

Fertilità maschile

L’apparato riproduttivo maschile è formato dai testicoli, dalle vie spermatiche, dalle ghiandole annesse (vescichette seminali, prostata) e dai genitali esterni. I gameti maschili (spermatozoi) vengono prodotti dai testicoli e vengono escreti dal pene (eiaculazione) con il liquido seminale alla cui formazione partecipano la prostata e le vescichette seminali.

La capacità di fecondare l’ovocita femminile viene acquisita dallo spermatozoo all’interno dell’apparato genitale femminile attraverso una serie di modifiche che prende il nome di capacitazione.

Per sapere se un uomo è fertile è necessario seguire un iter diagnostico che comporta:

  • visita andrologica con la raccolta dell’anamnesi personale e familiare, palpazione scrotale ed esplorazione rettale per la valutazione della prostata;
  • analisi del liquido seminale (spermiogramma): consiste nell’analisi delle caratteristiche chimico-fisiche e nell’esame microscopico del liquido seminale, viene eseguito e valutato secondo i criteri del WHO (World Health Organization). Si effettua la valutazione del volume dello sperma (1,5 ml), del colore (bianco-grigiastro o giallognolo), dell’aspetto (opalescente), della viscosità, della fluidificazione, del pH (tra 7,2 e 8,1). L’esame microscopico consiste nel determinare il numero di spermatozoi (>1,5 milioni/ml), la percentuale di spermatozoi mobili (40%), la morfologia (>4% deve essere normale). Si valutano anche le altre componenti cellulari (emazie, leucociti, cellule di sfaldamento). La raccolta del liquido seminale deve essere eseguita tramite masturbazione, è necessaria un’astinenza sessuale di 2-7 giorni, l’interno eiaculato deve essere raccolto all’interno di contenitori sterili di plastica, deve essere mantenuto a temperatura ambiente e consegnato entro sessanta minuti. Si consiglia di eseguire due test a distanza di due settimane per la possibile variabilità dell’eiaculato;
  • test di capacitazione: è un test specialistico eseguito sullo spermiogramma, vengono selezionati gli spermatozoi dotati di motilità e morfologia migliore e viene testato in vitro il cambiamento a cui vanno incontro nelle vie genitali femminili per poter penetrare nell’ovocita (capacitazione);
  • spermiocoltura: indaga sulle possibili infezioni genitali;
  • tampone uretrale per ricerca germi comuni, miceti, trichomonas, chlamydia, mycoplasmi, l’esame necessita di astenersi dalla minzione da almeno tre ore. Le infezioni sessualmente trasmissibili possono essere causa di infertilità;
  • esami ematochimici: test genetici (ricerca alterazioni/mutazioni cromosomi sessuali), dosaggi ormonali quali testosterone (da eseguirsi al mattino, effettuare due determinazioni), FSH, LH, PRL, estradiolo TSH.

Esami diagnostici specifici, quali l’eco-colordoppler, vengono prescritti in caso di sospetto di patologie particolari quali il varicocele che consiste nella dilatazione delle vene spermatiche e che può portare a sterilità.

Sterilità di coppia

Lo studio della fertilità femminile e maschile comporta l’esecuzione di esami individuali, tuttavia può essere importante valutare l’interazione tra muco cervicale e spermatozoi. Durante il periodo ovulatorio la donna produce, da parte delle ghiandole della cervice uterina, un muco cervicale che presenta caratteristiche ottimali per la sopravvivenza e la penetrazione degli spermatozoi.

Il Post Coital Test (PCT) permette di valutare la presenza qualitativa e quantitativa degli spermatozoi nel muco cervicale dopo un rapporto sessuale. L’esame deve essere eseguito il giorno dell’ovulazione o quello precedente, è necessaria un’astinenza sessuale di almeno 48 ore, consiste nel prelievo di muco cervicale a distanza di almeno otto ore dal rapporto sessuale.

Per i criteri del WHO (World Health Organization) il test è considerato positivo in presenza di almeno cinque spermatozoi per campo nel muco cervicale.


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