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Mamme in carriera: i vostri figli sono più bravi a scuola

21 ottobre 2017


Mamme in carriera: i vostri figli sono più bravi a scuola

> Business Pubblicato il 21 ottobre 2017



Gli alunni con madre lavoratrice sono più bravi di chi ha la mamma casalinga: lo dicono i test Invalsi

Care donne, care professioniste, care mamme: se state leggendo questo articolo è perché siete preoccupate. Preoccupate perché certe volte il senso di responsabilità vi assale e non sapete come districarvi tra famiglia e carriera. Non sapete se privilegiare la professione  o gli affetti. Vedete le vostre amiche “sistemate”. Sono felici e soddisfatte. Hanno una famiglia, un marito che “porta a casa i soldi” e dei figli paffutelli e contenti. Riescono a “seguirli” in tutto e per tutto, a giocare con loro. Dedicano molto tempo alla loro educazione ed istruzione. Li curano in ogni dettaglio. Sono mamme perfette, sempre in ordine e soprattutto sempre presenti. Non mancano ad un colloquio e sono sempre in prima fila alle riunioni scolastiche. Dialogano con le maestre e sanno tutto di ciò che accade in classe e tra i banchi di scuola. Voi, invece, alcune volte non avete fatto in tempo ad arrivare puntuali all’uscita di scuola. Non riuscite a fare i compiti con i vostri figli. Non riuscite a dedicare loro tutto il tempo che vorreste. Ciò in quanto avete anche una professione, una carriera da portare avanti. Una doppia vita insomma: siete mamme in carriera, “mamme con i pantaloni”. Fate tutto ciò che fa un uomo in carriera, ma in più avete i tacchi ed una famiglia da portare avanti.

Ebbene, care mamme in carriera: per tutte voi c’è una buona notizia. Non è la quantità del tempo, ma la qualità del tempo passato con i figli a fare la differenza. E non si tratta solo di una frase fatta: secondo le statistiche sono proprio i figli delle donne in carriera ad essere i più intelligenti e a rendere meglio a scuola. I ragazzi di terza media con la madre impegnata al lavoro, anche tutto il giorno, rendono di più dei compagni che hanno la genitrice casalinga. Il dato emerge dai test Invalsi 2015/2016 sulle competenze in lettura e matematica. Come noto, il test Invalsi (o Prova Nazionale) è una prova scritta che ha lo scopo di valutare i livelli di apprendimento in italiano e matematica degli studenti, in modo da formulare i dati generali sull’efficienza del sistema formativo italiano e indicarne le eventuali criticità. Le prove sono standard per tutto il territorio nazionale e sono costituite da domande chiuse, con risposte a scelta multipla e domande aperte, nonché da esercizi di matematica e linguistici. Il test consente di discriminare i risultati anche in base alla situazione lavorativa dei genitori. E i risultati sono sorprendenti, visto che nell’immaginario collettivo una mamma a casa dovrebbe rappresentare una garanzia per il rendimento scolastico degli alunni, soprattutto di quelli un po’ più pigri. I numeri, però, dicono l’esatto contrario.

In italiano, il punteggio medio dei ragazzini di terza media che possono contare sull’aiuto e sulla costante presenza delle mamme casalinghe sfiora i 58 punti, contro una media nazionale che si attesta attorno ai 61 punti e i 63,7 dei figli che aspettano il ritorno a casa dei genitori dopo una lunga giornata di lavoro. Tra i primi e gli ultimi, la differenza di punteggio è del 10 % a favore delle mamme in carriera. Stesso discorso in matematica: 47,5 punti per gli studenti con mamma non lavoratrice per scelta, quasi 51 come media nazionale e 54 punti per i figli delle donne che lavorano. Con un divario che sfiora il 15%. Un trend confermato anche quando a rimanere a casa è il papà, ma parliamo di 1.850 casi su quasi 524mila.

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Autore Immagine: Pixabay.com


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