Diritto e Fisco | Articoli

Pensione opzione donna col cumulo: possibile?

28 Novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Novembre 2018



Si possono sommare i contributi accreditati in casse diverse per ottenere la pensione con opzione donna?

La pensione con opzione donna consente alle lavoratrici di uscire dal lavoro con 35 anni di contributi e 57 anni di età (58 anni se autonome): ad oggi, è possibile ottenere questo tipo di pensione agevolata, però, solo se i requisiti elencati risultano maturati entro la data del 31 dicembre 2015.
L’opzione donna sarà, comunque, prorogata, grazie alle previsioni della manovra 2019, ma i requisiti per ottenerla saliranno a 58 anni per le lavoratrici dipendenti, ed a 59 anni per le autonome, in base ai previsti adeguamenti alla speranza di vita; resterà invece inalterato il requisito di 35 anni di contributi.
A proposito del requisito contributivo, ottenere la pensione opzione donna col cumulo è possibile?
Il  cumulo della contribuzione, cioè la possibilità di ottenere la pensione sommando contributi accreditati in casse diverse, è consentito per raggiungere numerose tipologie di trattamento: dalla pensione di vecchiaia alla pensione anticipata ordinaria, dalla pensione d’inabilità alla pensione ai superstiti. Oltre al cumulo “ordinario”, introdotto dalla finanziaria 2013 [1], sono poi presenti ulteriori possibilità di sommare i versamenti in casse diverse: non molti sanno, ad esempio, che per ottenere la pensione di vecchiaia contributiva, con 5 anni di versamenti, si può utilizzare un vecchio tipo di cumulo, che eventualmente può essere combinato con l’opzione contributiva.
Attenzione, però, l’opzione contributiva non deve essere confusa con l’opzione donna: anche se in entrambi i casi il trattamento di pensione viene ricalcolato col sistema contributivo, le prestazioni che si ottengono con le due opzioni sono differenti. Inoltre, all’opzione contributiva possono aderire anche gli uomini.
Ma procediamo per ordine e, dopo aver ricordato come funziona la pensione con opzione donna e che cosa potrebbe cambiare con la proroga, cerchiamo di capire quali contributi sono utili per raggiungere il requisito minimo di 35 anni, se si possono utilizzare i contributi figurativi e , soprattutto, se il cumulo è consentito.

Come funziona l’opzione donna?

L’opzione donna, o regime sperimentale per le donne, è una particolare pensione di anzianità agevolata introdotta dalla Legge Maroni [2]. Grazie a questa misura, che non è permanente ma è transitoria, le donne possono pensionarsi anticipatamente in cambio del ricalcolo contributivo della pensione.

Quali sono i requisiti per l’opzione donna?

Per potersi pensionare oggi con opzione donna devono essere rispettati precisi requisiti:

  • per le lavoratrici dipendenti, è necessario aver raggiunto 57 anni di età e 35 anni di contributi al 31 dicembre 2015; dalla data di maturazione dell’ultimo requisito alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo, detto finestra, pari a 12 mesi;
  • per le lavoratrici autonome, è necessario aver raggiunto 58 anni di età e 35 anni di contributi al 31 dicembre 2015; dalla data di maturazione dell’ultimo requisito alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo di finestra pari a 18 mesi.

In pratica, possono ottenere la pensione le dipendenti che hanno compiuto 57 anni e le autonome che hanno compiuto 58 anni entro il 31 dicembre 2015, se possiedono 35 anni di contributi entro la stessa data.

Con la proroga di opzione donna, i requisiti resteranno gli stessi, più gli adeguamenti alla speranza di vita che saranno ritenuti applicabili, e potranno essere maturati, in base a quanto reso noto allo stato attuale, sino al 2021.

Quali sono i nuovi requisiti per l’opzione donna?

Nel dettaglio, con la proroga di opzione donna, il requisito contributivo, pari a 35 anni di versamenti, resterà lo stesso, mentre cambieranno i requisiti di età, salvo blocco dell’adeguamento dei requisiti alla speranza di vita. Nel caso in cui scattino gli adeguamenti previsti per il 2019, i requisiti di età saranno pari a:

  • 58 anni per le lavoratrici dipendenti;
  • 59 anni per le lavoratrici autonome.

Quali contributi sono utili per opzione donna?

Per ottenere l’opzione donna sono utili i contributi obbligatori, da riscatto o da ricongiunzione, volontari e figurativi; sono esclusi i soli contributi figurativi accreditati per malattia e disoccupazione. Per quanto riguarda la contribuzione figurativa per malattia e disoccupazione, tuttavia, i periodi non dovrebbero risultare utili per i soli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps, mentre dovrebbero essere utili per gli iscritti alle gestioni sostitutive ed esclusive, come le gestioni dei dipendenti pubblici.

Si può ottenere opzione donna col cumulo dei contributi?

Non è possibile ottenere l’opzione donna attraverso il cumulo e la totalizzazione, cioè non è possibile sommare i contributi accreditati in gestioni previdenziali diverse, nemmeno utilizzando il vecchio cumulo utile alla pensione contributiva: è consentita la sola totalizzazione dei contributi esteri, oppure la ricongiunzione dei contributi.

Ricordiamo che la ricongiunzione dei contributi [3] consente di riunire tutta la contribuzione accreditata in gestioni previdenziali differenti in un’unica cassa: tuttavia, è a titolo oneroso, ed i costi, nella maggior parte dei casi, sono molto elevati.

Come ottenere opzione donna se si possiedono contributi in casse diverse?

Se si possiedono contributi in gestioni previdenziali differenti e si vuole accedere all’opzione donna, non potendosi utilizzare cumulo e totalizzazione, l’unica soluzione è optare per la ricongiunzione e pagare il relativo onere.

La ricongiunzione non è consentita, però, relativamente ai contributi accreditati presso la gestione separata.

Se, comunque, presso una delle gestioni alle quali si è iscritti si possiedono almeno 35 anni di contributi, sussistendo i requisiti di età si può chiedere la pensione con opzione donna presso quella gestione, e la pensione supplementare nelle altre gestioni in cui risultano accreditati contributi.

Chiedere l’opzione donna conviene?

Come abbiamo osservato, in cambio dell’uscita anticipata dal lavoro, il trattamento spettante con opzione donna è ricalcolato col sistema contributivo: questo metodo di calcolo è basato sui contributi effettivamente accreditati e risulta normalmente sfavorevole rispetto al sistema di calcolo retributivo, che invece si basa sulla media degli ultimi stipendi o redditi.

Non esiste una penalizzazione fissa, perché il calcolo del trattamento dipende da numerose variabili, tuttavia si parla di un taglio della pensione pari al 25-30% (raramente si supera il 30%, mentre in alcuni casi il calcolo contributivo può addirittura risultare vantaggioso), rispetto al trattamento calcolato col sistema retributivo.

Quando si può fare domanda per opzione donna?

Chi ha raggiunto 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2015, e 57 anni, se dipendente, o 58 anni, se autonoma, entro la stessa data, può inviare domanda di pensione con opzione donna in qualsiasi momento.

Per quanto riguarda la proroga dell’opzione donna, nulla si sa riguardo alla data a partire dalla quale potrà essere inviata la domanda: è necessario verificare che cosa sarà disposto nella legge di bilancio 2019 e nel pacchetto previdenza.

note

[1] L.228/2012.

[2] L. 243/2004.

[3]L. 29/1979; L. 45/1990.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI