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Pensione ai superstiti, cos’è?

6 Gennaio 2019 | Autore:
Pensione ai superstiti, cos’è?

Pensione di reversibilità o indiretta: come funziona, chi può richiederla, quanto spetta, come si calcola, quando si riduce o si perde.

La pensione ai superstiti, che può essere di reversibilità o indiretta, è una prestazione che viene riconosciuta ai familiari dell’assicurato deceduto, che può essere lavoratore o pensionato: in particolare, parliamo di pensione di reversibilità se l’assicurato era già pensionato e di pensione indiretta se l’assicurato lavorava ancora.

Per aver diritto alla pensione ai superstiti è necessario, nel caso in cui si tratti di pensione indiretta, quindi di assicurato dante causa non ancora beneficiario di pensione, rispettare determinati requisiti di assicurazione e contribuzione.

Non tutti i familiari o gli eredi hanno poi diritto alla pensione ai superstiti, ma il trattamento spetta in via prioritaria al coniuge, ai figli (sino a una determinata età), in alcuni casi ai nipoti, ai genitori over 65 senza pensione o ai fratelli ed alle sorelle inabili; regole particolari valgono per i separati e i divorziati.

La pensione ai superstiti, peraltro, non coincide quasi mai con la pensione spettante, o che sarebbe spettata, all’assicurato deceduto, ma corrisponde a una sua percentuale; inoltre può essere ridotta se il beneficiario produce altri redditi, superiori a determinate soglie.

Infine, bisogna considerare che non si tratta di una prestazione che scatta in automatico: in pratica, la pensione del defunto non si trasforma direttamente in pensione di reversibilità o indiretta a favore degli aventi diritto, ma sono gli aventi diritto ad essere tenuti a inviare la domanda all’Inps.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sulla pensione ai superstiti: cos’è, chi ne ha diritto, come si determina, quando si riduce, come si chiede.

Chi ha diritto alla pensione ai superstiti?

La pensione ai superstiti spetta al coniuge, fino a un determinato limite di reddito, ai figli (sino a 26 anni se studenti universitari, sino a 21 anni, se studenti delle superiori, altrimenti sino alla maggiore età), o senza limiti se inabili, e in mancanza, ai genitori over 65 senza pensione o ai fratelli ed alle sorelle inabili. In alcuni casi può spettare ai nipoti, al coniuge separato ed a quello divorziato.

Per ogni categoria di beneficiari sono previste condizioni specifiche valide per tutte le pensioni ai superstiti (reversibilità, indiretta, supplementare di reversibilità o indiretta) ed il diritto degli uni può escludere quello degli altri.

Non hanno diritto alla pensione di reversibilità o indiretta i familiari superstiti che sono stati condannati, con sentenza passata in giudicato, per i delitti di omicidio volontario, preterintenzionale e morte o lesione non voluta per un altro delitto in danno dell’iscritto o del pensionato

Perché possa essere riconosciuta la reversibilità ai familiari diversi dal coniuge, è necessaria la vivenza a carico del defunto: la vivenza a carico è presunta per i figli minori, mentre deve essere provata per gli altri familiari. Regole particolari valgono per i separati e i divorziati.

Che cos’è la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità è una pensione ai superstiti che viene riconosciuta ai familiari del pensionato deceduto.

Che cos’è la pensione indiretta e quando spetta?

La pensione indiretta spetta ai superstiti del lavoratore che al momento del decesso aveva maturato:

  • i requisiti di assicurazione e di contribuzione per la pensione di vecchiaia (ossia 20 anni di contributi, o 15, in caso di diritto a una delle deroghe: non occorre il requisito dell’età pensionabile);
  • i requisiti di assicurazione e di contribuzione per l’assegno di invalidità (non è necessario che il deceduto sia stato riconosciuto invalido o inabile).

In mancanza di questi requisiti, solo ai superstiti dei lavoratori dipendenti (e non anche a quelli dei lavoratori autonomi) può spettare la pensione indiretta privilegiata, a patto che ricorrano i requisiti previsti; se mancano anche questi spetta solo l’indennità di morte.

Se il dante causa non aveva il requisito assicurativo e contributivo autonomo per una delle prestazioni dirette, i superstiti hanno diritto ad una pensione supplementare indiretta, purché siano titolari di una pensione ai superstiti a carico di una forma di previdenza obbligatoria diversa da quella che liquida la prestazione supplementare.

A quanto ammonta la pensione ai superstiti?

La pensione ai superstiti, per le gestioni facenti capo all’Inps, è liquidata in base a determinate percentuali applicate alla pensione spettante all’assicurato:

  • coniuge solo: 60%;
  • coniuge ed un figlio: 80%;
  • coniuge e due o più figli: 100%;
  • un figlio: 70%;
  • due figli: 80%;
  • tre o più figli: 100%;
  • un genitore: 15%;
  • due genitori: 30%;
  • un fratello o una sorella: 15%;
  • due fratelli o sorelle: 30%;
  • tre fratelli o sorelle: 45%;
  • quattro fratelli o sorelle: 60%;
  • cinque fratelli o sorelle: 75%;
  • sei fratelli o sorelle: 90%;
  • sette o più fratelli o sorelle: 100%.

Se l’assicurato non era ancora pensionato si deve prima calcolare il trattamento spettante al dante causa, secondo le normali regole di calcolo della pensione, poi si devono applicare le percentuali indicate secondo la parentela e la composizione del nucleo.

Quando viene ridotta la pensione ai superstiti?

La pensione di reversibilità o indiretta può essere ridotta se il beneficiario supera determinati limiti di reddito:

  • reddito superiore a 3 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (Fpld), calcolato in misura pari a 13 volte l’importo in vigore al primo gennaio: in questo caso, la reversibilità è ridotta del 25%;
  • reddito superiore a 4 volte il trattamento minimo annuo Fpld: in questo caso, la reversibilità è ridotta del 40%;
  • reddito superiore a 5 volte il trattamento minimo annuo Fpld: in questo caso, la reversibilità è ridotta del 50%.

In pratica, la pensione è ridotta del 25%, del 40%, o del 50%, se il reddito del beneficiario supera, rispettivamente, 19.789,38 euro, 26.385,84 euro e 32.982,30 euro, per l’anno 2018.

Questo, perché il trattamento minimo, dal 2018, è pari a 507,42 euro.

I limiti al cumulo dei redditi con la pensione non devono essere applicati se chi percepisce il trattamento fa parte di un nucleo familiare con figli minori, studenti o inabili. Inoltre, il trattamento proveniente dal cumulo dei redditi con la pensione ridotta non può essere inferiore a quello spettante, se il reddito risulta pari al limite massimo della fascia precedente a quella in cui si colloca il reddito posseduto.

Bisogna ricordare, poi, che la pensione ai superstiti è integrabile al minimo, se si soddisfano i limiti di reddito.

Come si invia la domanda di pensione ai superstiti?

Per inviare la domanda di pensione ai superstiti, bisogna accedere al sito dell’Inps con le proprie credenziali: codice Pin dispositivo, identità unica digitale Spid oppure carta nazionale dei servizi.

A questo punto, si deve accedere al servizio domanda di pensione, che oltre alla pensione diretta dà anche la possibilità di richiedere la pensione di reversibilità o indiretta.

Se non si dispone delle credenziali per l’accesso ai servizi Web dell’Inps, ci si può far assistere da un patronato. Si può anche chiamare il call center Inps, ma per accedere all’assistenza telefonica si ha comunque bisogno del codice Pin.

Per approfondire: Come inviare domanda di pensione ai superstiti.


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