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Libri: come invogliare i bambini a leggere

8 Gennaio 2019 | Autore: Vittoria D'Ermoggine
Libri: come invogliare i bambini a leggere

I bambini e la lettura: esiste un modo per appassionare i piccoli di oggi alla carta stampata? In questa epoca così “veloce” si può ancora sperare di insegnare il valore delle pause e dei viaggi di fantasia che solo un buon testo può offrire? Noi speriamo proprio di sì.

Leggere è un’attività considerata fondamentale per lo sviluppo cognitivo e comportamentale di qualsiasi individuo e lo è ancora di più per i bambini. Piccoli cuccioli di uomo che proprio dai libri possono attingere stimoli e sensazioni uniche. Ma come fare per rendere i libri appetibili agli occhi di un bambino nato in questa epoca “digitale” e poco incline all’uso della carta stampata? Si può fornire uno strumento ai genitori per dissuadere i loro pargoli dall’utilizzo dei cellulari e dei tablet a favore di un bel libro? Oggi siamo tutti assuefatti alla tecnologia e ci lasciamo guidare nei nostri comportamenti da “strumenti” che hanno riempito le nostre case e il vivere quotidiano, distorcendo la nostra visione della realtà e allontanandoci dalle cose una volta considerate importanti. E i bambini, purtroppo, sono coloro che subiscono maggiormente questo fenomeno. Infatti non è raro sentire qualcuno affermare che “i bambini di oggi imparano prima a chattare che a parlare”. Un rimedio allora, a tale problematica, potrebbe essere rappresentato proprio dai libri. Anche tu, diventato genitore da poco, e magari lettore incallito, cresciuto a romanzi e fumetti, ti starai ponendo questa domanda, temendo che ben presto, tuo figlio possa seguire la massa e diventare un individuo “solo” in mezzo ad un mucchio di gente, perso dietro uno smartphone o un tablet e totalmente incapace di relazionarsi con la realtà. Libri: come invogliare i bambini a leggere? L’attrattiva del libro di carta, il suo profumo unico e insolito e la scoperta del mondo in esso racchiuso rappresentano un dono inestimabile, che ognuno di noi dovrebbe poter garantire ai propri figli. La lettura stimola la fantasia, arricchisce il linguaggio e ne condiziona lo sviluppo. Per questo è importante iniziare fin da subito.

Un decalogo “pro -lettura”

Senza alcuna presunzione proviamo a fornire delle “regole” che voi genitori potreste seguire per avvicinare i vostri figli alla lettura e magari renderli dei futuri accaniti “divoratori di libri“.

Prima si incomincia e meglio è. Come suggeriscono da anni pediatri, psicologi infantili e pedagogisti, i bambini sono ricettivi ai libri fin dalla tenera età ed esistono infatti in commercio libri realizzati proprio per attrarre i bimbi piccolissimi con colori e consistenze varie che ne stimolano la curiosità e ne aumentano l’apprendimento. Sono i cosiddetti “libri sensoriali“, che, grazie alle diverse composizioni di materiali, forme e colori consentono alle manine inesperte e agli occhietti curiosi dei più piccoli di scoprire i mondi delle fiabe, ma anche della realtà circostante, illustrando quelli che possono essere gli oggetti di vita quotidiana o gli animali che ci circondano.

Da piccolissimi, i bambini assorbono stimoli e percepiscono sensazioni ben precise che, nel tempo, trasformeranno in atteggiamenti, suoni e linguaggio. La lettura in tenera età dunque, assolve ad un compito fondamentale per l’intero sviluppo psicomotorio e cognitivo e favorisce la stimolazione di alcune aree del cervello che, crescendo, aumenteranno la fantasia e favoriranno una più corretta visione del mondo.

Dare il buon esempio. Sappiamo che i bambini imparano dall’esempio di coloro che dovrebbero guidarli ed educarli. E la stessa cosa accade per la lettura. Se un genitore ama i libri, li rispetta e li legge con frequenza, quasi certamente, sarà in grado di trasmettere ai propri figli la stessa passione e lo stesso rispetto. Ovviamente tutto ciò non è scontato e il genitore in questione, deve necessariamente impegnarsi a dare il buon esempio e affiancare le creature nel piacere della scoperta di questo universo così variegato e immenso dei libri. Il ruolo di mamma e papà è fondamentale e, a dire il vero, anche differente. Infatti, mentre la mamma risulta indispensabile alla stimolazione della lettura, soprattutto nei primi anni di vita del bimbo, quando il rapporto tra i due è “simbiotico” e costante; quello del papà, lo diventa negli anni successivi, quando il bambino sta oramai formando la sua personalità ed ha ben definiti i suoi gusti e le sue preferenze.

La mamma, attraverso la sua voce, mentre legge le prime favole e inventa nuovi racconti, trasferisce al bambino sensazioni e suoni che, ben presto, si trasformeranno in versi e poi parole. In questo modo inizierà il processo fondamentale del linguaggio che migliorerà nel tempo e sarà fortemente condizionato dall’imprinting fornito proprio dalla mamma. Il papà dal canto suo, rivestirà un ruolo di guida e di orientamento verso la scoperta della realtà circostante e, attraverso l’accompagnamento alla scelta dei libri più idonei e alla comprensione di quelli considerati più complessi, aiuterà il proprio figlio a crescere!

Si legge con mamma e papà. Oltre al buon esempio, i genitori dovrebbero impegnarsi a dedicare del tempo alla lettura condivisa, quella cioè che li vede protagonisti insieme ai propri ragazzi nella scoperta di testi particolari, nuovi, che richiedono ad esempio un doppio punto di vista per una più completa comprensione. In questo modo si facilita l’interscambio e il rapporto genitori – figli migliora. Se il confronto generazionale avviene attraverso la condivisione di un bel libro e lo scambio di vedute su quanto in esso riportato, certamente il rapporto tra le parti ci guadagna e, nel tempo, sarà più semplice perfino gestire le discussioni più “serie”.

Procedere per gradi: ogni età ha il “suo” libro. Se per i piccolissimi vanno bene i libri cartonati e sensoriali, quando i bambini iniziano a raggiungere una certa autonomia di movimento e di linguaggio, sicuramente dimostreranno di avere sviluppato anche un preciso gusto verso alcune tipologie di letture invece di altre. L’importante, in questo caso, è assecondarli e orientare l’acquisto verso i libri che loro gradiscono e dai quali si sentono più incuriositi.

Tutto infatti agli occhi di un bambino risulta interessante e quello che conta, quando gli si propone un libro, è fargli comprendere che proprio da quella lettura potrà ricevere tante novità e divertirsi un sacco! Anche i fumetti e le storie a disegni con i loro personaggi televisivi preferiti come protagonisti, possono essere un buon aiuto per rendere appetibile la carta stampata e mantenere viva l’attenzione dei bambini, distraendoli da eventuali videogiochi e/o telefonini. Si deve infatti, iniziare per gradi e cercare di comprendere cosa piace e cosa non piace ai propri figli.

L’obbligo deve poter diventare piacere. Con l’inizio della scuola si corre il rischio che i libri possano sembrare un fardello e una “noia mortale” e allora, come comportarsi? certamente, la bravura del genitore e dell’insegnante si manifesterà nella capacità di trasformare l’obbligo in piacere, rendendo “attraente” quel particolare libro proposto, magari leggendolo insieme e sviluppando delle discussioni ad hoc divertenti e coinvolgenti. Oppure si può tentare di trasformare il libro scolastico in un’opportunità di gioco da condividere con i compagni per rendere la lezione più stimolante e facilmente comprensibile. Infatti si sa che, attraverso il gioco, i bambini apprendono prima e con più facilità. E questo vale sempre.

Esistono poi testi alternativi che ripropongono gli argomenti da studiare in chiave più originale e più adatta ai bambini, come i libri di storia illustrata o quelli di scienza ed anatomia corredati da modelli di cartone da ritagliare. Insomma, con un piccolo impegno e tanta pazienza tutto quello che “dovrebbe” essere letto, potrebbe diventare bello!

Il libro deve essere scelto e non imposto. Non basta essere un accanito lettore per rendere tale anche il proprio figlio e non si deve commettere l’errore di scegliere al posto suo. I figli, dobbiamo mettercelo in testa, sono individui diversi da noi e non necessariamente sviluppano le stesse passioni o gli stessi sogni! E se decidiamo di regalare un libro, è fondamentale che questo venga scelto in modo autonomo, magari dopo un bel giro tra scaffali e titoli di vario genere, assecondando quelle che sono le attitudini e i gusti personali del proprio ragazzo/ragazza. Il libro imposto non verrà mai letto!

Arredare la propria abitazione con i libri. Se in una casa non si respira il profumo dei libri e non si gode del loro “ingombro”, difficilmente si riuscirà a farne comprendere il valore e l’importanza ad un nuovo arrivato/ta. I bambini che fin da piccolissimi hanno la fortuna di “inciampare” in pile di libri e che ne riconoscono l’odore, che si appassionano alle loro copertine variegate e colorate, hanno più probabilità di diventare lettori appassionati e convinti, rispetto a quei coetanei cresciuti in case immacolate e “spoglie” dove gli unici testi presenti ed esposti sono quelli “scolastici”.

Visitare spesso biblioteche e librerie. Quando si ha del tempo a disposizione da condividere con i propri cari, una valida alternativa alla classica gita “fuori porta” potrebbe essere una visita alla biblioteca della propria città o all’ultima libreria aperta in zona. Conoscere le novità editoriali del momento o scoprire gli autori del passato amplia gli orizzonti e arricchisce notevolmente non solo noi adulti, ma anche e soprattutto i bambini che vedono stimolata la propria curiosità e migliorato il loro apprendimento.

Silenziare i cellulari (e altri apparecchi) in casa. Oltre ad essere norma di buona educazione in presenza di altri, spegnere o silenziare gli apparecchi elettronici quando si legge, aiuta la concentrazione e consente di immergrsi nel testo che si ha di fronte in maniera piena e consapevole.

Tornando al buon esempio dei genitori, esso diventa decisivo soprattutto su questo punto. Se mamma e papà sono perennemente connessi, a casa, come fuori, e se, in ogni momento della giornata, non distolgono lo sguardo da tali apparecchi, è logico che anche i figli ne subiranno il “potere” e non potranno che fare lo stesso! Il tempo che si trascorre in casa dovrebbe essere ripartito in modo adeguato tra condivisione di giochi e letture e svolgimento di incombenze quotidiane, senza lasciarsi distrarre da altro.

E’ chiaro che, con figli più grandicelli, in età scolare, i momenti di “condivisione” saranno molti di meno e spesso, limitati all’aiuto per i compiti ed alla convivialità. I ragazzi avranno più occasioni per “perdersi” tra messaggini sui social e foto da pubblicare e tenderanno ad evitare il confronto con i genitori. Ed è proprio qui che un bravo genitore dovrà dimostrare di poter andare oltre la tecnologia e superare questa “barriera” che rischia di compromettere un buon rapporto con i propri figli. Limitare l’uso dello smartphone, dando preferenza ai libri, non è facile e bisogna riconoscere che, negli ultimi tempi è sempre più complicato, ma una forte dose di buona volontà può fare molto!

Educare al rispetto del libro e di tutto ciò che esso rappresenta. Un libro non è solo un gruppo di pagine ben rilegate in una copertina accattivante. Un libro è un mondo da scoprire, un insieme di sensazioni uniche nato dal lavoro di qualcuno che in esso ha voluto esprimere qualcosa di sé o del suo lavoro. Se insegniamo ai nostri bambini, fin da subito, che i libri meritano rispetto, che non vanno scarabocchiati, strappati, lanciati e scaraventati in aria e ci affianchiamo a loro in questa scoperta, allora sicuramente potremo dire di essere riusciti nel nostro intento e di avere realizzato il desiderio di appassionare anche loro a questo mondo straordinario della lettura.


Di Vittoria D'Ermoggine


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