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YouTube chiuderà per l’articolo 13?

2 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Dicembre 2018



Con la nuova legge europea sul copyright, la piattaforma avvisa con un banner che cancellerà milioni di video rischiando l’emorragia di utenti. Cosa cambierà?

Se entrato recentemente in YouTube ed hai trovato un banner che ti informa dell’articolo 13. Ti sarai chiesto che cosa vuol dire. Magari per scrupolo, pensando si trattasse di una trovata pubblicitaria, non hai voluto cliccarci sopra e sei andato avanti a cercare o a guardare i video che volevi vedere. C’è, invece, chi quel banner l’ha aperto ed ha visto che si tratta di una questione legata al copyright dei filmati caricati sulla piattaforma. In molti si stanno chiedendo se YouTube chiuderà per l’articolo 13 riportato in quella pagina. Ma è davvero così? E che cos’è quell’articolo 13? Può davvero rappresentare una minaccia per il sito di video streaming più visitato al mondo?

Il banner che hai visto su YouTube si riferisce all’articolo 13 della legge europea sul copyright, cioè sul diritto d’autore. In estrema sintesi, dice che se tu carichi un video su YouTube violando i diritti di chi l’ha prodotto, non sarai tu il responsabile ma la piattaforma su cui è stato pubblicato. Così, per evitare danni, YouTube ha deciso di cancellare milioni di video dal sito. Una sorta di autocensura preventiva. Da qui il timore di molti utenti: facendo sparire tutti questi contenuti, la piattaforma perderà interesse e YouTube chiuderà per l’articolo 13? Potrebbe succedere, infatti, che chi è abituato a trovarci qualsiasi cosa cerchi ora altre soluzioni. Che chi di solito diceva: «Ho perso la scena di un film, non ho visto le immagini di un evento, non ho sentito l’ultima canzone del mio artista preferito ma tanto trovo tutto su YouTube» debba cambiare abitudini. E questo, in effetti, potrebbe essere letale.

Vediamo di capirci di più.

YouTube: che cos’è l’articolo 13?

L’articolo 13 che rischia di provocare la chiusura di YouTube è contenuto, come accennato all’inizio, nella legge sul copyright approvata lo scorso settembre dal Parlamento europeo che sta per entrare in vigore. Contempla la diretta responsabilità delle piattaforme Ugc (user generated content, cioè contenuto generato dall’utente) su ciò che è stato caricato dagli iscritti. Ciò vuol dire che sarà la piattaforma, in questo caso YouTube, a rispondere dell’eventuale violazione del diritto di autore da parte di un qualsiasi utente ai danni di un altro.

In pratica, se carichi un video protetto dal copyright dell’autore in violazione dei suoi diritti, non ne risponderai tu ma la piattaforma su cui l’hai pubblicato.

Il piano approvato dall’Europarlamento prevede che chi fornisce un servizio online si metta d’accordo con le case editrici, discografiche o cinematografiche per avere una licenza che gli consenta di accogliere dei contenuti protetti dal copyright. In questo modo, il sistema sarebbe in grado di bloccare il caricamento del video protetto e di evitare, così, la violazione del diritto d’autore. Questo significa che chi non si dota di questa sorta di filtro risponde della violazione, e non l’utente che carica il contenuto.

YouTube non vuole farsi cogliere impreparato ed ha corso ai ripari. Il sito di video streaming ha deciso di rimuovere milioni di filmati. Questo potrebbe portare i visitatori a rivolgersi altrove per trovare i contenuti cancellati, decretando così la fine di YouTube.

YouTube: il sistema Content ID

A dire la verità, YouTube possiede già un sistema di identificazione dei contenuti che vengono caricati sulla piattaforma, il cosiddetto Content ID, per il quale ha sborsato diversi milioni di euro. Un sistema, però, che a detta di molti non si è rivelato sempre efficace, nonostante sia il migliore in giro: alcuni contenuti, infatti, vengono censurati senza motivo.

Per evitare – o, quanto meno, per limitare – la violazione del diritto d’autore, YouTube utilizza il metodo della notifica e rimozione. Un insieme di algoritmi che, durante il caricamento e la pubblicazione, analizzano il contenuto e verificano se l’utente ha oltrepassato o meno i limiti della tutela del copyright. Immagina, ad esempio, di avere registrato nella tua stanza una canzone e di volerla pubblicare sul tuo canale di YouTube. Al momento di caricarla, il sistema controlla attraverso la sua intelligenza artificiale se il brano è effettivamente originale oppure se è stato copiato da qualcuno. In quest’ultimo caso, la canzone verrebbe cancellata dalla piattaforma.

YouTube: cosa cambia con l’articolo 13

Ora, l’articolo 13 della legge sul copyright approvata dal Parlamento europeo rischia di far saltare in aria YouTube. La stessa azienda, di proprietà di Google, ha annunciato di voler rimuovere in Europa milioni di contenuti già presenti e di essere disposta a controllare in modo più severo tutto ciò che verrà caricato sulla piattaforma. YouTube – e questo è il motivo principale per cui fa comparire quel banner che parla dell’articolo 13 sulla home page – è consapevole del danno che subirà a causa di questa sua decisione.

Cancellare milioni di scene di film, di canzoni o di testi significherà perdere l’attuale appeal. Inutile negare che YouTube è diventato quello che è proprio perché «si trova tutto» all’interno della piattaforma. Se in futuro non sarà così, l’impoverimento dei contenuti porterà tantissimi utenti a cercarli altrove, mettendo a rischio non solo migliaia di posti di lavoro ma anche la sopravvivenza stessa di YouTube.


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