Quota 100: limiti per risparmiare sulla riforma pensioni

30 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 novembre 2018



I paletti previsti per l’accesso alla pensione con quota 100: età, contributi, avvio in ritardo, finestre di accesso, divieto di lavorare.

Il Governo inizia a frenare sulla quota 100: questo nuovo intervento, che consente di ottenere la pensione quando la quota, cioè la somma di età e contribuzione, è almeno pari a 100, comporta difatti dei costi elevati. Per diminuire la spesa sono stati allora previsti, per l’accesso alla quota 100, limiti per risparmiare sulla riforma pensioni.

Innanzitutto, non basta il solo requisito della quota, per ottenere il trattamento di pensione, ma è necessario anche possedere una contribuzione minima pari a 38 anni ed aver compiuto almeno 62 anni. In merito ai contributi, potrebbe essere introdotto, poi, un nuovo limite, ossia un tetto massimo di contributi figurativi da utilizzare, pari a 2 o 3 anni.

È stato poi introdotto il divieto di cumulare il reddito di pensione con il reddito da lavoro: ad oggi, si parla di un cumulo limitato, che consentirebbe al pensionato un reddito di lavoro annuo non superiore a 5mila euro, sino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia, pari a 67 anni dal 2019.

Infine, l’accesso alla pensione è stato ritardato, attraverso l’introduzione delle cosiddette finestre di attesa: le prime uscite dovrebbero partire da aprile 2019. La misura dovrebbe terminare dopo 3 anni e lasciare il passo alla pensione anticipata con 41 anni di contributi. Ma procediamo per ordine e vediamo tutti i paletti previsti per l’accesso alla quota 100.

Età e anni di contributi minimi per la quota 100

La pensione anticipata quota 100 richiede, per ricevere il trattamento, un’età minima di 62 anni, ed una contribuzione minima pari a 38 anni. In buona sostanza, anche se si raggiunge la quota 100, non ci si potrà pensionare se l’età non sarà almeno pari a 62 anni e gli anni di contributi almeno pari a 38. In questo modo, la quota 100 diventa quota 101 per chi ha 63 anni, quota 102 per chi ne ha 64, quota 103 per chi ne ha 65 e quota 104 per chi ne ha 66.

Limite ai contributi figurativi per la quota 100

Per quanto riguarda i contributi utili alla quota 100, in un primo momento è stato proposto un limite massimo di contributi figurativi (come quelli per malattia e disoccupazione) pari a 2 anni. Il limite è successivamente stato abolito, ma si pensa di ripristinarlo e di portarlo a 3 anni.

Divieto di lavorare con la quota 100

La pensione quota 100, oltre ai limiti di età e contribuzione, comporterà anche il divieto di lavorare: in base alle ultime proposte, il divieto di lavorare varrebbe solo per 3 anni e sarebbe parziale, permettendo di conseguire redditi da lavoro non superiori a 5mila euro annui.

In pratica, si ripristinerà il divieto parziale di cumulo tra lavoro e pensione, ma solo per 36 mesi; ricordiamo che questo divieto è stato abolito, per la maggior parte delle pensioni dirette, dal 2008.

Come appena esposto, il divieto di cumulo non sarà assoluto, come avviene oggi per la pensione anticipata dei lavoratori precoci, ma relativo, come avviene per l’assegno ordinario d’invalidità e per alcune pensioni d’inabilità, con un limite di reddito derivante da attività lavorativa pari a 5mila euro annui.

Si vorrebbe però, per risparmiare nella manovra pensioni, allungare il divieto di cumulo tra lavoro e pensione sino all’età pensionabile (67 anni dal 2019) e renderlo assoluto.

Avvio in ritardo della quota 100 con finestre

Per consentire di ottenere un risparmio delle risorse pubbliche impiegate nell’intervento, ed evitare un’uscita di massa dei lavoratori, la pensione quota 100 inizierà ad essere corrisposta da aprile 2019, non in modo flessibile ma con finestre fisse.

In particolare, saranno previste 4 finestre fisse ogni anno, per scaglionare i pensionamenti, per i lavoratori del settore privato, 2 finestre semestrali per gli statali, una finestra annuale per il personale della scuola.

In buona sostanza, quindi, chi si pensiona con la quota 100 non potrà ricevere il trattamento subito, ma dovrà attendere un arco di tempo, la finestra appunto, tra la maturazione dei requisiti e la liquidazione della pensione. Nel nostro approfondimento, facciamo il punto della situazione sulla pensione quota 100 2019 con finestre: che cosa sono le finestre, come funzionano le finestre che sono ancora in vigore, come potrebbero funzionare le nuove finestre per la quota 100. Per approfondire: Quota 100 con finestre fisse.

Preavviso per i dipendenti pubblici

Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, poi, oltre ad essere previste due sole finestre di uscita all’anno, una ogni 6 mesi, è stato anche previsto un periodo di preavviso molto lungo, che in base alle ultime proposte potrebbe essere pari a 6 o addirittura a 9 mesi.

Penalità nel calcolo della pensione con quota 100

In un primo momento, per limitare gli accessi alla quota 100, è stato ipotizzato il ricalcolo del trattamento col sistema contributivo. In un secondo momento, per non penalizzare troppo i pensionati, è stato ipotizzato il ricalcolo contributivo delle annualità di pensione dal 1996 in poi (in pratica, il calcolo misto anche per chi avrebbe diritto al calcolo retributivo sino al 31 dicembre 2011. Sono state ipotizzate anche penalizzazioni percentuali, per ogni anno mancante all’età pensionabile.

In base a quanto reso noto dal sottosegretario al Lavoro Durigon, e riportato nella nota di aggiornamento al Def, la quota 100 sarà calcolata come qualsiasi altro trattamento pensionistico, senza penalizzazioni e senza il ricalcolo misto  o il ricalcolo integralmente contributivo.

Il calcolo della pensione sarà dunque:

  • retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • integralmente contributivo per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995.

Per saperne di più: Quota 100 senza penalità

Non è comunque detta l’ultima parola: considerando la necessità di tagliare le risorse destinate all’intervento, potrebbe essere reintrodotto il calcolo penalizzante della quota 100.

In ogni caso, per scoraggiare i pensionati, il presidente dell’Inps Tito Boeri ha preparato una campagna informativa destinata ai “quotacentisti”, con le proiezioni di quanto si andrebbe a perdere anticipando la pensione. Quindi anticipare la pensione con quota 100 è penalizzante anche se non si applicano ricalcoli e tagli percentuali?

In base alle proiezioni dei nostri esperti, non esiste una risposta uguale per tutti, ma dipende:

  • da quanti sono gli anni di anticipo del pensionamento (Boeri opera il confronto tra il pensionamento a 62 anni e il pensionamento a 67 anni, quindi con ben 5 anni di differenza; c’è chi, però, potrebbe comunque pensionarsi prima dei 67 anni, con la pensione anticipata ordinaria Fornero: in questi casi lo scarto sarebbe minore del 21% circa ipotizzato da Boeri);
  • dall’ammontare delle ultime retribuzioni o redditi: Boeri ha ipotizzato una crescita costante, ma le retribuzioni, a fine carriera, potrebbero anche crollare, ad esempio per la richiesta di un part time; in queste ipotesi, chi resta al lavoro vede addirittura diminuire, e non aumentare, la quota retributiva di pensione;
  • per quanto riguarda la quota di pensione da calcolare col sistema contributivo, una penalizzazione, nell’anticipo dell’uscita, sussiste sempre, in quanto chi prima esce versa meno contributi, ottiene minori rivalutazioni ed un coefficiente di trasformazione (la cifra che trasforma la somma dei contributi in assegno di pensione, che cresce all’aumentare dell’età) più basso; la penalizzazione, in termini di “mancato guadagno”, dipende dall’età al momento del pensionamento e dall’ammontare dei redditi, o stipendi.

Per saperne di più: Quanto si perde con la quota 100?

Quando finisce la quota 100?

La quota 100, in base alle ultime novità emerse dal pacchetto previdenza, sarà una misura provvisoria e non strutturale. In pratica, la sua durata sarà pari a 3 anni, sino al 2022-2023, poi cederà il passo alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, o quota 41.


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