Diritto e Fisco | Editoriale

Opposizione alla revoca del gratuito patrocinio

11 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Gennaio 2019



Come e quando il cittadino non abbiente, in precedenza ammesso al gratuito patrocinio, può opporsi alla revoca di quest’ultimo.

Mesi fa, nel corso di un giudizio penale nel quale sei imputato o di una causa civile da te azionata (o di cui sei convenuto) sei stato ammesso al patrocinio a spese dello Stato (chiamato anche gratuito patrocinio) ma, improvvisamente, hai avuto la revoca di questo beneficio e ti chiedi cosa è potuto succedere e cosa puoi fare? Iniziamo con il precisare che il gratuito patrocinio è un beneficio riconosciuto dal nostro ordinamento ai cittadini che hanno necessità di essere assititi da un legale in un processo e non hanno la forza e la capacotà patrimoniale per pagarlo; lo Stato paga per te ma ovviamente solo quando ricorrono determinati presupposti (che analizzeremo di seguito). Il patrocinio a spese dello stato è previsto per il processo civile, penale (per l’indagato, imputato, condannato, persona offesa da reato, danneggiato che intenda costituirsi parte civile, responsabile civile ovvero civilmente obbligato per la pena pecuniaria), tributario, amministrativo, contabile, negli affari di volontaria giurisdizione, sempre che le ragioni risultino non manifestamente infondate. L’ammissione al gratuito patrocinio è valida per ogni grado e per ogni fase del processo e per tutte le eventuali procedure, derivate ed accidentali, comunque connesse, anche nella fase dell’esecuzione, nel processo di revisione, nei processi di revocazione e opposizione di terzo, nonché nei processi relativi all’applicazione di misure di sicurezza, di prevenzione e nei processi di competenza del tribunale di sorveglianza, sempre che l’interessato debba o possa essere assistito da un difensore o da un consulente tecnico. Ma il gratuito patrocinio può non essere per sempre: in alcuni casi può, infatti, essere revocato. Andiamo con ordine e vediamo quando e (soprattutto) come puoi opporti alla revoca del gratuito patrocinio.

Cos’è il gratuito patrocinio?

Chi non può permettersi di pagare un avvocato, qualora abbia la necessità di essere assistito in un processo, può nominarne uno a propria scelta (iscritto, però, in un apposito albo) senza doverlo pagare: il legale sarà retribuito direttamente dallo stato. Il gratuito patrocinio è previsto (come dicevamo) per ogni tipo di processo ma per ognuno di essi vi sono dei limiti, ovvero non è ammesso:

  • nel processo penale, chi è indagato, imputato o condannato per reati commessi in violazione delle norme per la repressione dell’evasione in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto o chi è difeso da più di un avvocato (gli effetti dell’ammissione cessano a partire dal momento in cui la persona alla quale il beneficio è stato concesso nomina un secondo difensore di fiducia);
  • negli altri giudizi, chi sostiene ragioni manifestamente infondate o chi intenti una causa per cessione di crediti e ragioni altrui, quando la cessione non sia in pagamento di crediti preesistenti.

Il requisito principale per poter chiedere l’ammissione al patroinio a spese dello stato è il possesso di un reddito annuo non superiore a 11.493,82 euro [1]; se l’interessato convive con il coniuge e/o con altri familiari il reddito considerato è quello risultante dalla  somma dei redditi dell’intero nucleo familiare.
Per il patrocinio in ambito penale il limite reddituale è aumentato di 1.032,91 euro per ognuno dei familiari conviventi [2]. Per i soggetti già condannati con sentenza definitiva per i reati di associazione mafiosa o associazione finalizzata al traffico di stupefacenti ovvero per i reati commessi avvalendosi delle condizioni previste dall’associazione mafiosa o al fine di agevolare l’attività di tale associazione, il reddito si ritiene sempre superiore ai limiti previsti. Viceversa, la persona offesa dai reati di maltrattamenti in famiglia, pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili, violenza sessuale, atti sessuali con minorenne, violenza sessuale di gruppo, stalking nonché, quando commessi in danno di minori, dai reati di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù, prostituzione minorile, pornografia minorile, iniziative turistichevolte allo sfruttamento della prostituzione minorile, tratta di persone, acquisto e alienazione di schiavi, corruzione, adescamento, può essere ammessa al patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito previsti dal presente decreto. Ma una volta ammesso hai dei doveri? Può essere revocata l’ammissione al gratuito patrocinio?

La revoca del gratuito patrocinio

Il magistrato può, con decreto motivato, revocare l’ammissione al gratuito patrocinio se [3]:

  • non provvedi a comunicare, prima che si concluda il giudizio, le eventuali variazioni rilevanti dei limiti di reddito verificatesi nell’anno precedente, entro trenta giorni dalla scadenza del termine di un anno, dalla data di presentazione dell’istanza o della eventuale precedente comunicazione di variazione;
  • le condizioni di reddito risultano variate in misura tale da escludere l’ammissione;
  • sei un cittadino di uno stato non appartenente all’unione europea detenuto (internato per l’esecuzione di una misura di sicurezza, in stato di arresto o di detenzione domiciliare ovvero sia custodito in un luogo di cura) e entro venti giorni dalla data di presentazione dell’istanza (da parte del difensore o di un componente della famiglia dell’interessato) non hai prodotto la certificazione (relativa al reddito) dell’autorità consolare;
  • risulta provata la mancanza, originaria o sopravvenuta, delle condizioni di reddito. In questo caso il magistrato procede alla revoca d’ufficio (o su richiesta dell’ufficio finanziario competente che può essere presentata in ogni momento e, comunque, non oltre cinque anni dalla definizione del processo);
  • se, all’esito delle integrazioni richieste dal magistrato circa i precenti penali e i giudizi pendenti nei tuoi confronti, si accerta che sei stato condannato con sentenza definitiva per i reati che non consentono l’ammissione al patrocinio a spese dello stato;
  • risulta l’insussistenza dei presupposti per l’ammissione ovvero si scopre che hai agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave [4].

Cosa succede in caso di revoca del provvedimento di ammissione al gratuito patrocinio? Posso fare ricorso?

L’opposizione alla revoca del gratuito patrocinio

Se ritieni che il giudice si sia sbagliato e che hai diritto al gratuito patrocinio puoi proporre opposizione avverso il decreto di revoca. Hai due possibilità. Contro la richiesta di revoca per mancanza originaria o sopravvenuta delle condizioni di reddito (in particolare quella d’ufficio o su richiesta dell’ufficio finanziario competente) puoi proporre ricorso per cassazione entro venti giorni dalla notizia [5]. Negli ulteriori casi puoi proporre opposizione [6]. L’opposizione e’ regolata dal rito sommario di cognizione ed il ricorso deve essere proposto al  capo  dell’ufficio  giudiziario cui appartiene il magistrato che ha emesso  il  provvedimento  impugnato [7]. Questo significa che per i provvedimenti emessi da magistrati dell’ufficio del giudice di pace e del pubblico ministero presso il tribunale devi proporre opposizione al presidente del tribunale; per i provvedimenti emessi da magistrati dell’ufficio del pubblico ministero presso la corte  di  appello  devi proporlo al presidente della corte di appello. Sappi, infine, che l’ordinanza che definisce il giudizio non e’ appellabile.

note

[1] Art. 76 D.P.R. n. 115 del 30.5.2002.

[2] Art. 92 D.P.R. n. 115 del 30.5.2002.

[3] Art. 112 D.P.R. n. 115 del 30.5.2002.

[4] Art. 136 D.P.R. n. 115 del 30.5.2002.

[5] Art. 113 D.P.R. n. 115 del 30.5.2002.

[6] Art. 170 D.P.R. n. 115 del 30.5.2002.

[7] Art. 15 D. lgs. N. 150 del 1.9.2011.


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