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Si può contestare una multa non consegnata?

29 Novembre 2018


Si può contestare una multa non consegnata?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Novembre 2018



Omessa o irregolare notifica: l’impugnazione del verbale con la contravvenzione non è sempre possibile. Il ricorso implica l’ammissione di conoscenza.

Ti ha telefonato tua madre tutta allarmata: il postino le ha consegnato una multa che, in realtà, è indirizzata a te. Benché tu non abiti più presso i tuoi genitori, lei, nel dubbio, ha comunque accettato la raccomandata. Ti sei fatto consegnare la busta e hai notato che, effettivamente, c’è un errore nell’indirizzo: la polizia non ha tenuto conto del tuo cambio di residenza e ha spedito la contravvenzione alla tua vecchia abitazione. Sul verbale c’è scritto che puoi fare ricorso entro 30 giorni al giudice di pace. Così, convinto di poter annullare l’atto, decidi di impugnarlo. La tua difesa è molto chiara: omessa o errata notifica. Quale sarà l’esito del giudizio? Vincerai o perderai? In altri termini, si può contestare una multa non consegnata?

Per quanto strano possa sembrarti a prima vista, la risposta è no! In altri termini se impugni una contravvenzione inviata a un indirizzo sbagliato, perderai la causa e dovrai pagare la multa. La spiegazione di questo ragionamento è contenuta in una recente ordinanza della Cassazione [1] che, in verità, non dice nulla di nuovo: si tratta di un principio consolidato che i tecnici del diritto (avvocati in prima linea) dovrebbero ben conoscere. Eppure qualcuno cade in errore come, ad esempio, quello che ha difeso l’automobilista in questione.

Ecco quali sono le motivazioni della giurisprudenza e perché non si può contestare una multa non correttamente notificata.

Per le notifiche vale il principio del raggiungimento dello scopo

Il principio da cui partire è il seguente: in materia di notifiche la legge privilegia la sostanza e non la forma. Ciò che conta, in buona sostanza, è che il destinatario dell’atto da notificare (una multa, un provvedimento giudiziario, una cartella esattoriale, ecc.) ne venga comunque in possesso, a prescindere da come, quando e in che luogo. Una notifica effettuata in un posto diverso dalla sua residenza (ad esempio il vecchio indirizzo, la casa dei genitori, il luogo di lavoro o anche un’aperta campagna) ha pieno valore legale. Così, ad esempio, se l’ufficiale giudiziario dovesse consegnarti una citazione in mezzo alla strada e non sulla porta di casa o se il postino dovesse dare una contravvenzione a tuo padre ma questi poi te la consegna, non puoi contestare nulla.

Dunque, l’unico modo che hai per far valere un difetto di notifica è sostenere che l’atto non è mai giunto nelle tue mani. E qui sta “l’inghippo”. Difatti, se contesti l’atto, sostenendo che il postino non te lo ha mai consegnato, ti verrà chiesto: «Come hai fatto, allora, a impugnarlo se non eri a conoscenza della sua esistenza?» Del resto, per sollevare un ricorso contro una multa, una cartella o qualsiasi altra richiesta di pagamento, il documento va depositato in tribunale (il giudice deve infatti sapere cosa deve annullare). E se ne hai la disponibilità, vuol dire che lo hai letto, ne hai preso cioè visione, ti potevi difendere e, quindi, la notifica, anche se non fatta correttamente, ha raggiunto il suo scopo.

Insomma, in tema di notifiche, i vizi di forma non hanno alcun valore se l’atto raggiunge in qualche modo il suo destinatario.

La multa non notificata si sana con il ricorso

Questo significa che, se proponi ricorso contro una multa, sostenendo che non è stata correttamente notificata, non stai affermando nient’altro che comunque ne sei venuto in possesso e, quindi, ne hai preso conoscenza. Il che significa che sani il vizio di notifica.

È proprio questo il principio affermato dalla Cassazione: qualsiasi contestazione in ordine alla notificazione del verbale di accertamento per infrazioni al codice della strada, è irrilevante se l’atto raggiunge il suo scopo: ciò che conta «è che il ricorrente abbia avuto piena conoscenza ed abbia potuto adeguatamente difendersi nel merito».

Questo non toglie che la notifica della multa resti sempre una condizione essenziale per garantire la certezza nei rapporti giuridici, sia dell’avvenuta conoscenza dell’addebito al trasgressore, che del diritto di difesa di quest’ultimo: per tale ragione essa deve ritenersi inesistente ove il ricorrente non venga a conoscenza dell’atto in questione. Tuttavia la proposizione tempestiva del ricorso contro la contravvenzione sana la nullità della notificazione. L’obiettivo è che il destinatario abbia avuto piena conoscenza del contenuto del verbale così da potersi difendere adeguatamente nel merito.

Come far valere un difetto di notifica di una multa?

Ciò parrebbe suggerire che, contro i difetti di notifica, non ci siano soluzioni. È un gatto che si morde la coda: se non ci si oppone, la multa diventa definitiva e va pagata mentre se ci si oppone la nullità della notifica si sana e si deve, ugualmente, pagare. Come si risolve il problema? È molto semplice. L’automobilista che sostenga di non aver mai ricevuto un verbale non può certo impugnarlo (poiché altrimenti, come abbiamo appena detto, ammetterebbe di averlo ricevuto); dovrà invece attendere l’ulteriore notifica (ad esempio un sollecito di pagamento, una cartella esattoriale, un preavviso di fermo amministrativo) e, in quel caso, contestando quest’ultimo, chiederne l’annullamento per difetto di notifica della multa.

note

[1] Cass. ord. n. 30725/18 del27.11.2018.

Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 25 settembre – 27 novembre 2018, n. 30725

Presidente Manna – Relatore Dongiacomo

Fatti di causa

Il Ministero dell’interno ha proposto appello avverso la sentenza con la quale, in data 5/112010, il giudice di pace di Irsina ha accolto l’opposizione proposta dalla Pilella soc. coop. agricola nei confronti del verbale n. (omissis) , elevato dalla Polizia Stradale di Matera in data (omissis).

Il tribunale di Matera, con sentenza del 15/1/2016, ha rigettato l’appello sul rilievo che il soggetto che ha notificato il verbale di accertamento dell’infrazione non rientra tra quelli che sono tassativamente indicati dalla legge. Il tribunale, in particolare, dopo aver premesso, in fatto, che “nella relata di notifica si legge io sottoscritto, ASAM V.A. , inviandone copia della quale si attesta la piena conformità all’originale conservato agli atti della Sezione Polizia Stradale di (…), dichiaro di aver notificato in data 5/2/2010 a mezzo del servizio postale Ufficio di (omissis) a Pilella Società Cooperativa Agricola… il verbale n…..” e che “nel verbale impugnato chiaramente si specifica in caso di restituzione dell’atto al mittente, inviare a: Centro Servizi S.I. N. – (omissis) “, ha ritenuto che, a norma dell’art. 201, comma 3, c.d.s., la notifica a mezzo del servizio postale del verbale di accertamento dell’infrazione al codice della strada è inesistente ove sia mancata la fase di competenza dell’agente notificatore, individuabile ai sensi dell’art. 12 c.d.s. nel funzionario dell’amministrazione o del messo comunale, non potendo tale fase essere delegata ad altri, e che, nella specie, la notifica dell’impugnato verbale dovesse essere considerata inesistente perché eseguita da soggetto privato non appartenente all’organo accertatore. Il rispetto del procedimento di notificazione, infatti, ha aggiunto il tribunale, è condizione per garantire la certezza nei rapporti giuridici sia dell’avvenuta conoscenza dell’addebito da parte del presunto trasgressore, sia del diritto di difesa di quest’ultimo sancito dall’art. 24 Cost. con la conseguenza che, nella specie, le irregolarità presenti nel procedimento di notificazione del verbale impugnato sono tali da far ritenere quella notifica inesistente ed, in quanto tale, non suscettibile di sanatoria, che è possibile solo nei casi di notifica nulla.

Il Ministero dell’interno e la Prefettura di Matera, con ricorso notificato in data 16.20/6/2016, hanno chiesto, per un motivo, la cassazione della sentenza.

La Pilella soc. coop. agricola è rimasta intimata.

Ragioni della decisione

1. Con l’unico motivo che hanno articolato, i ricorrenti, lamentando, a norma dell’art. 360 n. 3 c.p.c., la violazione e la falsa applicazione dell’art. 14 della L. n. 689 del 1981, in relazione alla I. n. 890 del 1982 e all’art. 201, comma 3, del d.lgs. n. 285 del 1992, hanno censurato la sentenza impugnata nella parte il tribunale ha ritenuto l’inesistenza della notifica del verbale di accertamento in quanto eseguita da soggetto privato non appartenente all’organo accertatore, laddove, al contrario, il Comando della Polizia Stradale di Matera, così come tutti i Comandi di Polizia Stradale operanti sul territorio nazionale, si avvale per la notifica dei verbali di contestazione non già di un’agenzia priva ma dell’Ente Poste in forza di una convenzione pluriennale, formalizzata il 9/3/2000, tra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno e la Società Poste Italiana la quale, in particolare, ha creato un servizio, e cioè il Centro Servizi S.I.N. (Sistema Integrato Notifiche), che, con proprio personale, è volto ad assicurare l’attività di gestione ed il controllo della notifica degli atti amministrativi dal destinatario al mittente.

2. Il motivo è fondato. Questa Corte, infatti, ha reiteratamente affermato che “in materia di sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, la proposizione di tempestiva e rituale opposizione ex art. 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689, sana la nullità della notificazione del processo verbale di accertamento, giacché l’art. 18, quarto comma, della stessa legge dispone che la notificazione è eseguita nelle forme dell’art. 14, che, richiamando le modalità previste dal codice di rito, rende applicabile l’art. 156 cod. proc. civ. sull’irrilevanza della nullità nel caso di raggiungimento dello scopo” (Cass. n. 20975 del 2014; Cass. n. 11548 del 2007; Cass. n. 4028 del 2007; più di recente, Cass. n. 10185 del 2018). D’altra parte, non essendo dubitabile, in ragione della sua impugnazione, che il verbale in questione sia pervenuto, nella sua veste cartacea, alla conoscenza del destinatario, qualsivoglia censura in ordine alle modalità di consegna dello stesso giammai potrebbe indurre a ritenere che la sua notificazione sia giuridicamente inesistente (Cass. n. 10185 del 2018, in motiv., la quale ha aggiunto che ciò conta è che il ricorrente abbia avuto piena conoscenza ed abbia potuto adeguatamente difendersi nel merito, senza eventuale pregiudizio al riguardo circa i tempi nei quali egli è entrato in possesso del verbale in questione, potendo quest’ultimo aspetto rilevare ai soli fini, più ristretti, del termine di decadenza per proporre l’opposizione, aspetto questo che non risulta trattato in danno dell’odierno ricorrente e, sotto l’altro profilo, dell’incidenza dell’eventuale limitato tempo a disposizione per l’articolazione delle difese, anche questo aspetto non affrontato e comunque all’evidenza escluso dalle difese articolate in tutti i gradi). La sentenza impugnata, avendo ritenuto l’inesistenza giuridica del verbale impugnato, non si è attenuta al principio esposto e dev’essere, quindi, cassata con rinvio al tribunale di Matera, in persona di altro magistrato, che provvederà anche sulle spese del presente procedimento.

P.Q.M.

la Corte così provvede: accoglie il ricorso e, per l’effetto, cassa la sentenza impugnata con rinvio al tribunale di Matera, in persona di altro magistrato, che provvederà anche sulle spese del presente procedimento.


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