Diritto e Fisco | Articoli

Condominio: che fare se il vicino scola i panni sulla nostra proprietà

28 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Dicembre 2018



Ho un appartamento come seconda casa, che è in una villa quadrifamiliare. Non esiste un regolamento condominiale ed ogni condomino ha un giardino di sua proprietà. Il condomino che abita stabilmente sopra al mio appartamento, ha apposto una corda con una carrucola per stendere i panni ad asciugare e la stessa attraversa diagonalmente il mio giardino. Cosa posso fare? Preciso che tutto ciò è stato fatto in mia assenza.

Il vicino non può assolutamente installare un’opera sul fondo del lettore senza il preventivo permesso di questi, poiché la proprietà è un diritto inviolabile.

In più, l’art.913 del codice civile stabilisce che il fondo inferiore è soggetto a ricevere le acque che dal fondo più elevato scolano naturalmente, senza che sia intervenuta l’opera dell’uomo.

Pertanto, secondo la lettera della legge, il vicino del lettore potrebbe far sgocciolare l’acqua proveniente dai panni stesi, perché evento conseguente dall’opera del vicino.

Dello stesso avviso è stata anche la Corte di Cassazione la quale insegna che, siccome gli art. 908 e 913 del codice civile, salvo diverse ed espresse previsioni convenzionali, stabiliscono che il fondo inferiore non può essere assoggettato allo scolo delle acque di qualsiasi genere, diverse da quelle che defluiscono dal fondo superiore secondo l’assetto naturale dei luoghi, lo stillicidio sia delle acque piovane sia, a maggior ragione, di quelle provenienti dall’esercizio di attività umane (come, ad es., dallo scorinio di panni stesi mediante sporti sul fondo alieno) può essere legittimamente esercitato soltanto se trovi rispondenza specifica in un titolo costitutivo di servitù “ad hoc” o comunque – ove connesso alla realizzazione di un balcone aggettante sull’area di proprietà del vicino sia stato esplicitamente previsto tra le facoltà del costituito diritto reale. Infatti, l’apertura di un balcone non può che integrare una servitù avente un duplice oggetto (la parziale occupazione dello spazio aereo sovrastante il fondo del vicino, in deroga alle facoltà dominicali di cui all’art. 840 comma 2 c.c., e il diritto di veduta e di affaccio in deroga alle distanze prescritte dall’art. 905 c.c.), ma non anche le diverse facoltà esercitate in deroga a uno dei principi informatori della proprietà fondiaria dei quali gli art. 908 e 913 c.c. sono espressione (Cassazione civile, sez. II, 28/03/2007, n. 7576).

Pertanto, alla luce di tutto ciò, il lettore ha il sacrosanto diritto di intimare al suo vicino di rimuovere l’opera installata per lo scolo dei panni bagnati.

Nel caso in cui il vicino del lettore non dovesse collaborare, allora occorrerebbe un’intimazione da parte di un legale, al fine di verificare se la stessa possa sortire un effetto deterrente maggiore. Diversamente, occorrerà adire il Giudice competente, al fine di ottenere una sentenza di condanna a rimuovere tale opera illegittima, oltre ad ottenere l’eventuale risarcimento dei danni patiti da quella condotta illecita tenuta dal vicino.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA