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Isee: i buoni postali vanno inseriti nella dichiarazione?

29 Dicembre 2018
Isee: i buoni postali vanno inseriti nella dichiarazione?

Mio nipote, che vive con sua madre separata, ha scoperto di avere intestati dei Buoni Postali per Minore, lasciatigli dal bisnonno con scadenza al 2024. A causa di questo, la madre sembrerebbe non avere diritto alle agevolazioni in quanto con reddito mobiliare ISEE superiore al consentito. Ora la stessa ha bisogno di poter avere tali esenzioni per le ovvie ragioni economiche. Che si deve fare?

L’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) misura la capacità reddituale epatrimoniale di un nucleo familiare.

Dunque, in tale dichiarazione bisogna inserire non solo i guadagni percepiti dai singoli componentidella famiglia ma anche il patrimonio complessivo, come beni immobili, auto, moto nonchéeventuali impieghi di danaro in forme di risparmio (conti correnti, libretti, depositi, azioniobbligazioni, strumenti finanziari della più varia natura, ecc.).

Infatti, l’Ise (Indicatore della situazione economica) è costruito su altri due indicatori, ossia l’Isr(Indicatore della situazione reddituale) e l’Isp (Indicatore della situazione patrimoniale).

Applicando all’Ise la scala di equivalenza – parametrata su elementi quali il numero dei componenti il nucleo familiare, il numero dei soggetti minorenni presenti in famiglia, ecc. – si ottiene, appunto, l’Isee.

L’indicatore fotografa la situazione economica familiare al 31 dicembre dell’anno precedente.

Va peraltro osservato che sul valore totale del patrimonio bisogna detrarre una franchigia di €6.000,00, aumentata di € 2.000,00 per ogni membro del nucleo familiare successivo al primo, fino a un massimo di € 10.000,00. Tale soglia è comunque incrementata di € 1.000,00 per ogni figlio successivo al secondo.

Estendendo le considerazioni che precedono al caso concreto oggetto del quesito, si deveconcludere che i Buoni Postali in questione vanno inseriti nella dichiarazione Isee e ciò, oltre cheper intuibili motivi “legalitari” altresì perché la dichiarazione mendace comporta rilevanticonseguenze, anche di carattere penale.

In effetti, la possibilità che una dichiarazione non veritiera venga accertata come tale è del tuttoplausibile, atteso che i controlli in merito sono affidati all’Agenzia delle Entrate, all’Inps, allaGuardia di Finanza e agli enti pubblici che erogano prestazioni assistenziali, sulla base, inparticolare, dell’anagrafe tributaria, la quale contiene tutte le informazioni fiscalmente rilevanti cheriguardano il singolo contribuente.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv.Massimo Coppin



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