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Multa e mancata notifica per trasferimento di residenza

29 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Dicembre 2018



Voglio contestare un’ingiunzione di pagamento per mancata notifica di una multa che non ho mai ricevuto perché non risiedevo più presso l’indirizzo indicato come recapito.  L’incaricato ad eseguire la notifica ha infatti indicato nella cartolina relativa alla notifica che la stessa non era stata eseguita in quanto il soggetto risultava trasferito. E ciò nonostante avessi comunicato il mio nuovo indirizzo al Comune. In più, dai documenti che ho scaricato dal sito del comune (copia della cartolina con il tentativo di consegna del verbale e della foto che “comprova” che la mia auto ha commesso l’infrazione) non appare nessuna informazione relativa alla data, ora e locale della infrazione. Potete predisporre l’atto di contestazione da depositare presso il Giudice di Pace?

Prima di riportare il testo dell’atto presso il Giudice di Pace, è doveroso comunicare al lettore che purtroppo la notifica del verbale è avvenuta in modo regolare e legittimo; difatti, per legge, il trasferimento della residenza si ritiene perfezionato decorsi 30 giorni dalla data dell’avvenuta comunicazione al Comune del trasferimento stesso. Nel caso di specie, il lettore ha chiesto il trasferimento della residenza presso il Comune in data 1/04/2015 e la multa è stata notificata al vecchio indirizzo in data 21/04/2015, dunque quando non erano ancora decorsi 30 giorni dal trasferimento. Il notificante ha quindi eseguito la notifica ai sensi dell’art. 143 c.p.c., in base al quale: “Se non sono conosciuti la residenza, la dimora e il domicilio del destinatario e non vi è il procuratore previsto nell’articolo 77, l’ufficiale giudiziario esegue la notificazione mediante deposito di copia dell’atto nella casa comunale dell’ultima residenza o, se questa è ignota, in quella del luogo di nascita del destinatario […].Nei casi previsti nel presente articolo e nei primi due commi dell’articolo precedente, la notificazione si ha per eseguita nel ventesimo giorno successivo a quello in cui sono compiute le formalità prescritte”.

Premesso quanto sopra, si precisa che, trattandosi di ingiunzione fiscale, l’atto di opposizione non dovrà avere la forma del ricorso, bensì della citazione e, prima di poter essere depositato presso il Giudice di Pace, dovrà necessariamente essere notificato alla controparte tramite ufficiale giudiziario entro 30 giorni dalla ricezione dell’ingiunzione. Una volta notificato, l’atto dovrà essere depositato insieme alla relata di notifica, per l’iscrizione a ruolo presso il Giudice di Pace.

GIUDICE DI PACE DI …

ATTO DI CITAZIONE AVVERSO INGIUNZIONE FISCALE  EX ARTT. 3 R.D. 639/1910 E 32 D.LGS. 150/2011

Per: …, nato a…… il ……. (Codice fiscale:………..), e residente a………, costituito personalmente, il quale chiede che ogni comunicazione e notificazione relativa al presente giudizio venga inviata al seguente indirizzo ………..;

(Attore)

Contro: COMUNE DI…, (Codice fiscale/Partita IVA …), in persona del sindaco p.t., con sede in …; (Convenuto)

AVVERSO  INGIUNZIONE FISCALE n. …notificata in data……. dal Comune di…, avente ad oggetto sanzione amministrativa per violazione al Codice della Strada anno 2015, e sotteso verbale [all.1].

PREMESSO IN FATTO

In data……., il sottoscritto si vedeva notificare presso il proprio indirizzo di residenza, ingiunzione fiscale n. …, con la quale il Comune di … intimava il pagamento di una presunta sanzione amministrativa per violazione al Codice della Strada del 2015, oltre interessi e spese di notifica, per un importo complessivo pari ad euro …;

La suddetta ingiunzione fiscale è illegittima in quanto non preceduta da alcun verbale di contestazione, mai notificato al sottoscritto, che viene a conoscenza, per la prima volta con la notifica dell’ingiunzione stessa, di una sanzione irrogata dal Comune di…, senza peraltro essere messo in condizione di verificare la presunta violazione contestata.

Dunque, l’ordinanza di ingiunzione impugnata è di tutta evidenza illegittima e infondata e, dunque, affetta da nullità insanabile;

***

Tutto ciò premesso, il sottoscritto propone impugnazione, ai sensi degli artt. 3 R.D. 639/1910 e 32 D.Lgs. 150/2011, dell’ingiunzione fiscale n…., per i seguenti motivi di

DIRITTO

1) ILLEGITTIMITÀ PER OMESSA NOTIFICA DEL VERBALE DI CONTESTAZIONE

L’ingiunzione fiscale impugnata è illegittima in quanto fondata su un presunto verbale di multa presupposto, mai notificato al sottoscritto. Nella descrizione degli addebiti dell’ingiunzione si legge: “Verbale n. … notificato il 21/04/2015”. Tuttavia il sottoscritto non ha mai ricevuto il verbale sopra identificato, e non è pertanto mai stata messo in condizione di conoscere né l’accertamento della presunta infrazione (peraltro tuttora sconosciuta), né la sanzione.

La sanzione oggi addebitata di euro … è pertanto illegittima e infondata poiché scaturente da un verbale mai notificato.

La mancata notifica del verbale di constatazione indicato, in quanto presupposto essenziale di validità ed efficacia dell’atto successivo oggi impugnato, comporta la decadenza dell’intero procedimento amministrativo tanto di accertamento quanto di riscossione, sfociando nell’illegittimità delle sanzioni elevate nei confronti del sottoscritto.

Come noto, la sequenza procedimentale della riscossione coattiva delle sanzioni per violazione al Codice della strada prevede: a) la notifica, entro i termini di legge, del verbale di contestazione della violazione; b) una volta divenuto definitivo il verbale (e il relativo accertamento), la notifica di un’ingiunzione fiscale o l’iscrizione a ruolo delle somme dovute ai fini della riscossione coattiva.

La mancanza della notifica di un atto presupposto costituisce un vizio procedurale che comporta la nullità dell’atto consequenziale notificato, dato che la correttezza del procedimento è assicurata mediante il rispetto di una sequenza di determinati atti, con le relative notificazioni allo scopo di garantire l’esercizio del diritto di difesa.

Dunque, l’ingiunzione fiscale oggi impugnata deve ritenersi illegittima e nulla, a causa dell’omessa notifica del verbale di contestazione sul quale la stessa si basa.

2) NULLITÀ DELL’INGIUNZIONE FISCALE PER DIFETTO DI MOTIVAZIONE

L’ingiunzione fiscale deve ritenersi illegittima anche per difetto di motivazione, non essendo espresse, nella “descrizione degli addebiti”, le ragioni di fatto e diritto poste a fondamento della pretesa. Non è infatti indicata l’infrazione dalla quale sarebbe scaturita la sanzione intimata, non è neppure indicata la data della presunta infrazione né la norma del Codice della Strada che sarebbe stata violata. L’assenza di tali informazioni, indispensabili soprattutto laddove il destinatario, come nel caso di specie, venga per la prima volta a conoscenza dell’addebito, comporta la nullità dell’ingiunzione fiscale.

***

Per tutto quanto sopra dedotto, il sottoscritto sig.

CITA

il COMUNE DI…, Codice fiscale/Partita IVA …), in persona del sindaco p.t., con sede in …, a comparire innanzi al Giudice di…, nella nota sede, Sezione e Giudice designandi ex art. 168 bis c.p.c., all’udienza del 21 gennaio 2019, ore di rito, con l’invito a costituirsi in cancelleria nei modi e nei termini di legge con espresso avvertimento che, in difetto, incorreranno nelle preclusioni e nelle decadenze di cui agli artt. 38 e 167 c.p.c. e che, in difetto di costituzione, si procederà in loro contumacia, per ivi sentire accogliere le seguenti

CONCLUSIONI

Voglia On.le Giudice di Pace adito, in accoglimento dei motivi sopra dedotti, così provvedere:

– accertare e dichiarare la nullità e/o comunque l’illegittimità/inefficacia dell’ingiunzione fiscale impugnata e del sotteso verbale per tutti i motivi esposti in narrativa, e per l’effetto annullare la sanzione pecuniaria irrogata ed ogni sanzione accessoria, siccome ingiusta, illegittima ed infondata.

Con vittoria di spese e competenze di lite.

Si allega:

Ingiunzione fiscale n….

Si dichiara che il valore della causa è di euro …e pertanto il contributo unificato è pari a euro 43,00.

Luogo, 16.11.2018

Firma

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone


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