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Piscina in villa e taglio di alberi: occorre l’autorizzazione?

29 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Dicembre 2018



Vorrei abbattere ed eliminare un albero e una pianta gigante per costruire una piscina, senza chiedere alcun permesso al Comune o ad altri. Posso farlo? Quali caratteristiche deve avere la piscina per non incorrere in problemi legali? Non voglio commettere errori sia perché ho un vicino polemico sia perché la mia villa presenta un abuso edilizio non sanato.

A livello nazionale, il testo di riferimento è il d. lgs. 42/2004, modificato da ultimo dal D.p.R. n. 31/2017. Quest’ultimo decreto dice che non è più richiesta l’autorizzazione paesaggistica quando al taglio di una pianta fa seguito una sostituzione con altro esemplare adulto, della stessa specie o di specie autoctone.

Per quanto riguarda il taglio senza sostituzione, invece, il decreto del 2017 dice che occorre chiedere l’autorizzazione paesaggistica con procedimento semplificato; lo stesso occorre fare se al taglio segue la sostituzione, ma con esemplari diversi da quelli sopra indicati.

Il problema è che la normativa nazionale detta solamente i principi generali: il legislatore ha demandato alla disciplina locale la specificazione delle procedure concrete, in base alle esigenze ambientali del territorio. Quindi, anche se procede all’abbattimento all’interno della proprietà del lettore, questi dovrà verificare se non esistano particolari limiti che gli impediscano di intraprendere questa attività: potrebbero esservi vincoli paesaggistici oppure regolamenti comunali o norme regionali a regolare tale materia. L’abbattimento, infatti, comporta una modifica permanente dello stato della vegetazione, anche se si tratta di quella presente nel proprio giardino, è più opportuno informarsi presso il Comune di residenza se esistono vincoli (ordinanze o regolamenti) comunali o regionali. A seconda del Comune infatti le regole possono essere diverse e stabilire autorizzazioni amministrative e requisiti per poter procedere al taglio di alberi.

A tal fine potrebbe essere opportuno, per evitare future contestazioni, presentare un’apposita istanza al Comune chiedendo se esistono vincoli e richiedendo il permesso/nulla osta all’abbattimento delle piante. L’abbattimento deve, infatti, essere compatibile con il regolamento comunale del patrimonio arboreo, se esistente. Inoltre, se nell’area in cui si trovano gli esemplari sussistono dei vincoli paesaggistici o idrogeologici la possibilità di effettuare il taglio può essere del tutto vietata.

Sebbene non sia possibile fare un discorso generale poiché, come detto, la disciplina è demandata alla normativa locale, in genere abbattere un albero con un tronco di diametro uguale o superiore a 80 cm e più alto di 130 cm necessita di apposito permesso rilasciato dal comune. Il costo di questo documento non è alto, richiede solamente una marca da bollo, ed è valido sia per le aree pubbliche che private. Per arbusti più piccoli, invece, non occorre un permesso e sarà necessario solamente assicurarsi di procedere in piena sicurezza.

Per quanto riguarda la realizzazione della piscina (interrata, si può supporre), si tratta di una costruzione che rientra nella categoria dell’edilizia libera. È necessario per il lettore chiedere permesso di costruire all’ufficio tecnico del suo comune, fondamentale per tutti gli interventi di nuova costruzione che comportano una trasformazione edilizia e urbanistica del territorio. Nello specifico, si dovrà richiedere il permesso di costruire se la piscina supera il 20% del volume dell’edificio di pertinenza o se la sua costruzione è considerata dal piano regolatore comunale come intervento di nuova costruzione. In alternativa, per lo scavo e piscine dalle dimensioni inferiori al 20% del volume dell’edificio di pertinenza, va presentata la Scia.

Una piscina non interrata (o fuori terra), al contrario, non necessita di alcun permesso per lo scavo o autorizzazione comunale. Il consiglio, comunque, è sempre quello di informarsi preventivamente presso l’ufficio tecnico competente, poiché la materia paesaggistica e ambientale (tutela del territorio) è disciplinata, come detto sopra, solo a livello di massima dalla legislazione nazionale.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva


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