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Separazione consensuale e assegnazione casa ottenuta in donazione

29 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Dicembre 2018



Coniugi in separazione dei beni;- due figli maggiorenni ma non economicamente autonomi; – casa abitazione acquisita da mio marito dopo il matrimonio per donazione; – probabile separazione consensuale; – i figli restano a vivere con me nella casa coniugale mentre mio marito andrà a vivere in appartamento in affitto ; – mio marito si accolla tutte le spese (condominiali, luce, gas, tari ecc) inerenti l’abitazione, nonchè spese universitarie e varie dei figli ai quali verserà anche un piccolo contributo mensile di mantenimento ; – conto corrente e titoli cointestati verranno divisi al 50% ; – mio marito ha una Partita Iva senza Albo professionale, reddito altalenante medio- basso ; – io ho un normale reddito da lavoro dipendente part-time: quali diritti sulla casa coniugale posso vantare ora e quali un domani se i figli andassero a vivere altrove?

Ad oggi, la casa è a tutti gli effetti del marito che l’ha ricevuta in donazione e, comunque, all’interno di un matrimonio che prevede la separazione dei beni coniugali.

D’altronde, anche se i coniugi avessero e deciso per la comunione dei beni, tale donazione non sarebbe comunque rientrata all’interno dell’asse coniugale posto che l’art.179 del codice civile stabilisce che non costituiscono oggetto della comunione e sono beni personali del coniuge, tra gli altri, i beni acquisiti successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione, quando nell’atto di liberalità o nel testamento non è specificato che essi sono attribuiti alla comunione.

Fatta questa doverosa premessa, nel caso specifico, se all’atto della separazione sarà concordato che la casa coniugale debba essere assegnata alla lettrice, allora tale diritto non le potrà essere revocato un domani, se non con un provvedimento del Giudice, alla luce di una situazione familiare mutuata (si pensi ad una nuova convivenza o nuovo matrimonio del lettore).

Con riguardo alla sopravvenuta autosufficienza dei figli, che un domani potrebbero andare a vivere altrove, anche qui, si dovrebbe fare riferimento a quanto sarà concordato nella separazione consensuale:

– se la casa familiare sarà assegnata alla lettrice senza condizione allora il fatto che i suoi figli un giorno creeranno una loro famiglia non comporterà alcun tipo di cambiamento per lui;

-se la casa familiare sarà assegnata alla lettrice per via dei figli ad oggi economicamente non autosufficienti, allora quando Questi andranno a vivere altrove il suo ex maritopotrà rivendicare il diritto di godimento su quell’immobile con un semplice ricorso al Giudice (se non dovesse riuscirci con un accordo stragiudiziale).

Ovviamente, nel caso in cui nell’atto della separazione non venisse stabilito nulla, allora l’immobile entrerà direttamentenel possesso esclusivo del marito (che ha già la proprietà esclusiva).

Tanto premesso, la risposta alla domanda in esame passa da quanto sarà concordato all’atto della separazione.

Se la lettrice otterrà l’assegnazione incondizionata della casa, allora questo diritto di godimento (perché di questo si tratta) le resterà fino a che non interverrà il divorzio o, diversamente, fino a quando la stessa non deciderà di andare a convivere/sposarsi con un’altra persona. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv.Salvatore Cirilla


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